Una nuova linea politica

europaL'auspicio dell'europarlamentare slovacco Miroslav Mikolasik (Epp)



Danka Jaceckova, per SIR Europa (Bratislava), ha intervistato l’europarlamentare slovacco Miroslav Mikolasik (Epp), presidente congiunto dell’intergruppo sulla bioetica presso il Parlamento europeo, in merito a questioni di bioetica e sostegno alla vita all’interno dell’Unione europea.

Quali sono le principali questioni di attualità nel settore della bioetica associate all’operato del Parlamento europeo e alla situazione generale nell’Unione?
“La difesa dei veri valori a sostegno della vita all’interno del Parlamento europeo è sempre stata un compito molto difficile. La nostra posizione rigorosa spesso non gode della maggioranza, neppure all’interno del nostro gruppo politico (Partito popolare europeo), per non parlare dei socialisti e dei liberali che hanno visioni sostanzialmente diverse sulla protezione della vita umana, dal concepimento alla fine naturale. Si osserva un certo relativismo anche quando si parla dei politici cristiani, che non sempre aderiscono a questi principi. Alle questioni bioetiche più importanti oggi appartengono la ricerca sulle cellule staminali da embrioni umani, il potenziamento umano, la donazione gratuita e volontaria di cellule, tessuti ed organi, la dignità dei disabili mentali e degli anziani, i cosiddetti diritti alla salute sessuale e riproduttiva”.

Recentemente, la Corte di Giustizia europea ha preso una decisione storica in merito all’uso di embrioni umani per la ricerca scientifica. Il caso riguardava una domanda presentata da Greenpeace per l’annullamento di un brevetto di Oliver Brüstle. Ricordiamo nel dettaglio il giudizio della Corte di Giustizia europea.
“Plaudo sinceramente a questa decisione storica della Corte di Giustizia europea sulla non brevettabilità delle invenzioni derivate da embrioni umani e da cellule staminali da embrioni umani. Il caso ha avuto origine in Germania, dove Greenpeace aveva opposto la questione della non brevettabilità del brevetto europeo di Brüstle, in quanto comportava l’isolamento e la purificazione di cellule derivate da cellule staminali da embrioni umani, con la conseguenza della distruzione di embrioni umani. Brüstle ha risposto che le cellule potevano essere utilizzate per la cura di malattie gravi, come il morbo di Parkinson, per cui il brevetto doveva restare valido. Alla Corte è stato chiesto di fornire una corretta interpretazione della Direttiva sulla protezione legale delle invenzioni biotecnologiche. La Corte ha sostenuto che la legislazione intendeva escludere qualsiasi possibilità di brevetto nei casi che potevano ledere il rispetto della dignità umana. La Corte ha sentenziato che, nel contesto della legge europea sui brevetti, la vita inizia nel momento del concepimento. Quindi, l’effetto immediato della decisione è che, in tutti i 27 Stati membri, non saranno concessi brevetti per processi che comportino la distruzione di embrioni. Questa è veramente una grande vittoria ed una pietra miliare fondamentale!”.

Quali sono le implicazioni pratiche che derivano da questa decisione nel contesto europeo?
“Al Parlamento europeo, abbiamo recentemente ricevuto una proposta della Commissione sulla strategia di ricerca chiamata Orizzonte 2020 e presto discuteremo anche dell’8° Programma quadro per la ricerca per gli anni 2014-2020. Purtroppo questa non riflette in modo adeguato la nuova realtà e intende ancora utilizzare il denaro dei contribuenti europei per finanziare la ricerca sulle cellule staminali da embrioni umani, anche se non può essere brevettata. Ci sono Stati membri in cui questo tipo di ricerca è perfino illegale. Inoltre esistono oggi fondate prove scientifiche secondo cui questo tipo di ricerca non avrebbe semplicemente dato i risultati sperati ed esistono alternative migliori e non controverse da un punto di vista etico, quali le cellule staminali adulte o le cellule staminali prelevate dal sangue del cordone ombelicale. Ho inviato una lettera al presidente della Commissione europea J. M. Barroso e ad altri commissari per chiedere una nuova linea politica che tenga in considerazione le serie implicazioni legali di questa decisione”.

Cosa può dire a proposito della questione del cosiddetto “diritto riproduttivo” delle donne o del problema dell’eutanasia?
“La cosiddetta ‘lingua del Cairo’, che utilizza i termini diritto sessuale e diritto riproduttivo nel modo in cui furono formalmente introdotti nel 1994 durante la conferenza delle Nazioni unite sulla Popolazione e sullo Sviluppo, prevede la promozione implicita dell’aborto. Guardando i numeri degli aborti, per lo più in Europa, non posso fare a meno di concludere che l’inverno demografico è soltanto la conseguenza dell’egoismo risultante dal rifiuto della vita umana, nella sua fase di esistenza più vulnerabile. Sul lato opposto del fiume della vita umana, c’è la morte naturale. Alla luce dell’Evangelium Vitae, credo fermamente che la promozione della protezione della vita umana, dal suo concepimento fino alla sua fine naturale, sia oggigiorno la nostra missione più importante”.
- GLI ALLEGATI
eur11.rtf (Allegato RTF)

© www.agensir.it - 10 febbraio 2012