Controversa legge sull’uguaglianza

europa copyCHISINAU, 29. Il Parlamento della Moldova ha approvato nei giorni scorsi la legge sulla «garanzia dell’uguaglianza », che apre le porte alle politiche tese a combattere la discriminazione nei confronti delle minoranze, nonostante le critiche dell’opposizione comunista e del clero ortodosso. L’adozione di tale legge da parte del Parlamento, che determina i meccanismi per garantire la parità di tutti i cittadini della Moldova secondo la sua Costituzione e le direttive europee — ha ricordato il ministro della Giustizia Oleg Yefrim — è uno dei vincoli imposti dall’Unione europea alla Moldova per arrivare all’abolizione dell’obbligo di visto di ingresso Schengen per i cittadini moldavi a partire dal 1° gennaio del prossimo anno. Il partito comunista, formazione principale dell’opposizione nel Parlamento moldavo, ed esponenti della comunità ortodossa hanno criticato duramente l’iniziativa legislativa sottolineando che favorirà la propaganda delle minoranze sessuali e religiose nel Paese (si parla di «omosessualizzazione e islamizzazione della Moldova»). Dal canto suo il presidente del Parlamento moldavo, Marián Lupu, ha dichiarato che «la legge non dà diritto al matrimonio omosessuale, né permetterà che queste minoranze possano adottare bambini». I comunisti, che hanno trentanove dei centouno seggi in Parlamento, hanno boicottato il voto, invitando il resto dei membri ad abbandonare l’aula e a non dare sostegno all’approvazione della legge, in quanto, secondo loro, non ha l’appoggio della popolazione. In un primo momento il disegno di legge si chiamava «legge contro la discriminazione», ma il suo nome è stato successivamente cambiato, dopo le consultazioni con i partner europei, per il malcontento espresso dalle associazioni cristiane del Paese, che hanno criticato la menzione dell’orientamento sessuale nei contenuti della normativa. La legge entrerà in vigore subito dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.

© Osservatore Romano - 30 maggio 2012