La Chiesa cattolica slovacca contraria a cancellazione di feste religiose infrasettimanali

Stanislav-Zvolensky-foto domquovadis-skI rappresentanti della Chiesa cattolica slovacchi respingono i piani di riduzione del numero di festività religiose nazionali che cadono in giorni feriali che sono sanciti nel Trattato di base tra la Slovacchia e la Santa Sede e che vengono retribuiti dalle aziende. Il presidente della Conferenza episcopale slovacca Stanislav Zvolensky ha presentato al Primo Ministro Fico le sue argomentazioni sul perché tali giorni sono importanti per la vita della società. «Noi li consideriamo quali radici spirituali dell’esistenza della società, una grande opportunità per motivare le persone, che durante un giorno di festa recuperano la forza spirituale per sopportare le difficoltà della vita quotidiana», ha detto ai giornalisti il portavoce della Conferenza episcopale Jozef Kovacik. L’opinione della Chiesa cattolica romana, ha detto, è che le feste sono importanti per l’equilibrio spirituale della società. Il Primo Ministro ha sottolineato nella conferenza stampa che la proposta di taglio è stata più volte sollevata dai datori di lavoro. «Loro insistono che dovremmo ridurre il numero dei giorni festivi», ha detto Fico, osservando che alcuni paesi stanno riducendo il numero delle festività e che la Slovacchia è tra i paesi con il maggior numero di giorni festivi nell’Unione Europea.

«La Chiesa cattolica considera queste festività non come semplici giorni liberi, ma piuttosto come giorni in cui la gente dovrebbe concentrarsi su certi valori. La Chiesa ritiene importante preservare l’attuale numero di festività religiose nazionali», ha detto Fico, che ha spiegato come lui ha illustrato ai vescovi gli argomenti avversi dei datori di lavoro, esponendo gli effetti che la cancellazione di alcuni giorni festivi avrebbe sulla crescita economica e sul consolidamento delle finanze pubbliche.

(Red)

© http://www.buongiornoslovacchia.sk/ - 30 maggio 2012