Una vita dignitosa per tutti
- Dettagli
- Creato: 09 Agosto 2012
- Hits: 1450
PRAGA, 9. «L’alloggio ha sempre costituito uno dei bisogni essenziali per ogni uomo. È un dovere di ogni società moderna fornire — in particolare alle persone socialmente deboli, ai disabili e agli anziani — un adeguato periodo di tempo per armonizzare le loro condizioni di vita con le loro possibilità finanzia-rie, in modo che non si sentano in-trappolati in una situazione di vita disperata e siano in condizione di mantenere la loro dignità umana». Con queste parole il consiglio Giu-stizia e pace della Conferenza epi-scopale ceca si è rivolto, nei giorni scorsi, a tutte le autorità competenti riguardo la grave situazione econo-mica associata a un peggioramento delle condizioni di vita e abitative nel Paese. Ciò ha causato un rapido aumento del numero di coloro che hanno fatto domanda di prestazioni sociali dall’inizio del 2012. Gli affit-ti sono tre o quattro volte superiori rispetto a cinque anni fa. Inoltre, il nuovo codice civile, che entrerà in vigore nel 2014, consentirà un ulte-riore aumento del canone di loca-zione. La dichiarazione firmata dal pre-sidente del consiglio Giustizia e pa-ce, monsignor Václav Malý, sottoli-nea che il processo di liberalizza-zione del canone di locazione nella Repubblica Ceca è iniziato, con ri-tardo, nel 2007, quando gli apparta-menti con affitto a equo canone erano occupati da circa 1,7 milioni di persone. «Per molti — si legge nella dichiarazione — spostarsi e traslocare in un alloggio più econo-mico comporterebbe considerevoli complicazioni. Un cambiamento in termini di opportunità di lavoro, di relazioni interpersonali e di am-biente sociale costruito nel corso degli anni potrebbe significare uno sradicamento fatale dal loro am-biente naturale». Attualmente, si stima che circa duemila nuclei familiari a Praga e all’incirca lo stesso numero nelle al-tre regioni del Paese, stiano vivendo una situazione assai critica. «Sem-bra che la soluzione più ragionevo-le — raccomanda la dichiarazione — consisterebbe nell’istituire un siste-ma di sussidi statali per l’assegna-zione di alloggi a equo canone. Il contributo finanziario sarebbe pre-visto per un periodo di transizione per ogni famiglia in difficoltà, ma verrebbe progressivamente ridotto con l’intenzione di costringere i de-stinatari a compiere uno sforzo per risolvere la loro situazione in ma-niera proattiva. Questo meccanismo comporta l’esborso di milioni di co-rone ceche ogni anno, che potrebbe essere coperto dallo Stato insieme ai comuni i quali — grazie ai pro-venti delle imposte — b eneficiano dell’alta concentrazione di abitanti economicamente attivi. Non partia-mo dal presupposto che lo Stato sia obbligato a garantire un alloggio e un lavoro a tutti i suoi cittadini, in-dipendentemente dai loro sforzi sia-mo consapevoli che i prezzi dei ser-vizi, alloggi compresi, dovrebbero poter coprire le spese dei fornitori e produrre un profitto adeguato. Comprendiamo anche la cautela as-sociata all’analisi dettagliata di tutte le voci della spesa pubblica nei pe-riodi economicamente difficili. D’al-tra parte siamo cristiani e in questo senso riteniamo che il diritto alla casa appartenga ai bisogni fonda-mentali delle persone».© Osservatore Romano - 10 agosto 2012