Libano, Benedetto XVI messaggero di pace
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- Creato: 10 Settembre 2012
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Le parole di speranza del Papa in vista del viaggio in Libano che ha ricordato i profughi e gli esuli che lasciano famiglia e paese per cercare la salvezza
RedazioneRoma
La visita apostolica in Libano sarà «sotto il segno della pace». Lo ha espresso nel corso della preghiera dell'Angelus lo stesso pontefice.
«Non ignoro - ha detto il Papa dopo aver ricordato che da venerdì avrà la la gioiosa opportunità di incontrare il popolo libanese e le sue autorità, che oltre ai cristiani di questo caro paese vi sono molte altre comunità che vivono siutazioni diffiicili nei paesi vicini».
«La vita in molte parti di questa regione - ha spiegato Benedetto XVI, è tragica e drammatica, vissuta dalle popolazioni con gravissimi disagi, causati dall'incessanti succedersi dei conflitti».
«Comprendo anzi esprimo la mia angoscia per i molti medio-orientali che quotidianamente sono immersi in sofferenze di ogni tipo, che affliggono tristemente, e talvolta mortalmente, le loro vite personali e familiari».
«Il mio preoccupato pensiero - ha detto papa Ratzinger - va a coloro che sono, alla ricerca di uno spazio di pace, e dunque debbono abbandonare la loro vita familiare e professionale e sperimentano la precarietà degli esuli».
Per questo «anche se sembra difficile trovare delle soluzioni ai diversi problemi che toccano la regione, non ci si può rassegnare all’esasperazione delle tensioni».
«L’impegno per un dialogo e per la riconciliazione - ha aggiunto il Papa - deve essere prioritario per tutte le parti coinvolte, e deve essere sostenuto dalla comunità internazionale, sempre più cosciente dell’importanza per tutto il mondo di una pace stabile e durevole nell’intera regione».
«Il mio viaggio apostolico in Libano- ha aggiunto Benedetto XVI -, nasce dalla consapevolezza che lo sguardo possa essere esteso a tutto il Medio Oriente. La visita dunque si colloca sotto il segno della pace, facendo riferimento alle parole del Cristo: «Vi dò la mia pace. Che Dio benedica il Libano ed il Medio Oriente! Che Dio vi benedica tutti».
Il Papa ha ricordato in oltre la trattativa che è iniziata in questi giorni in Colombia tra governo e forze paramiliatari delle Farc. Il pontefice «spera» che «quanti partecipano alla iniziativa» di dialogo tra governo colombiano e Forze rivoluzionarie della Colombia, con la partecipazione di delegati di Venezuela e Cile, possano cercare di porre fine al conflitto che, da decenni, affligge questo amato Paese».
Il Santo Padre ha anche benedetto la seconda Settimana dell’Educazione, un'iniziativa della Conferenza dell’episcopale polacca che si terrà nei prossimi giorni nel Paese del beato Giovanni Paolo II. «Auguro - ha detto dopo l’Angelus - che essa ravvivi la cooperazione tra la famiglia, la scuola e la Chiesa, per garantire ai bambini e ai giovani una solida formazione intellettuale, culturale, spirituale e cristiana»
Infine nella riflessione sulle letture della domenica a proposito del brano evangelico sulla guarigione di un sordomuto, tra Tiro e Sidone, il Papa ha ricordato come « "la guarigione" per l’uomo, sia a livello interiore che esteriore, è una apertura agli altri e al mondo, che, partendo da vista e udito, coinvolge tutta la persona e la vita; per finalmente "comunicare in modo nuovo"».
© http://vaticaninsider.lastampa.it - 9 settembre 2012