Ogni quattro secondi

bimba-damascoNEW YORK, 10. Ogni quattro secondi una persona è costretta a fuggire, abbandonando la propria casa, tutta la propria vita a causa della violenza, delle guerre o della miseria. Sono oltre ventimila ogni giorno. La “Nazione” dei profughi conta più di 51 milioni di abitanti. Più di quanti ne ha prodotti la seconda guerra mondiale.
Questi i numeri resi noti ieri dall’Unicef (il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia) e dall’Oxfam (confederazione di 17 organizzazioni non governative che lavorano con tremila partner in più di cento Paesi) in occasione del lancio di una nuova campagna internazionale il cui obiettivo è rendere visibili i milioni di profughi causati dalle peggiori crisi umanitarie del momento in Siria, Sud Sudan e Repubblica Centroafricana. La campagna, che fa il punto della situazione attraverso il nuovo rapporto intitolato «I Paesi degli invisibili», si propone in particolare di informare i cittadini europei. Sono loro, infatti, la fonte principale degli aiuti ai rifugiati. Il progetto prevede che una piattaforma digitale raccolga storie e testimonianze di chi è dovuto partire dalla propria terra alla disperata ricerca di un rifugio. In Siria, a pochi giorni dal quarto anniversario della guerra civile, la situazione umanitaria si fa sempre più drammatica: finora sono state oltre 200.000 le vittime del conflitto e più di undici milioni le persone costrette ad abbandonare le proprie case. È la maggiore emergenza umanitaria del mondo. Non è da meno il Sud Sudan, il Paese più giovane del mondo (indipendente dal luglio 2011) che è ormai diventato lo scenario di un drammatico conflitto etnico, sfociato in una sanguinosa guerra civile, che ha visto l’a r ru o l a m e n t o di oltre 12.000 bambini soldato e ha trasformato gli abusi sulle donne in una vera e propria arma di guerra e terrore. Una lunga serie di violazioni dei diritti umani ha spinto due milioni di persone ad abbandonare la propria casa. E la situazione è drammatica anche nella Repubblica Centroafricana. A seguito del colpo di Stato del marzo 2013 e al successivo scoppio della guerra civile, il 25 per cento della popolazione è stato costretto ad abbandonare la propria abitazione e mezzo milione di persone sono fuggite in Ciad e Camerun.


© Osservatore Romano 11 marzo 2015