Petizione degli ortodossi russi contro l’aborto

aborto 34MOSCA, 30. Ha finora raccolto più di trecentomila firme la petizione popolare lanciata in Russia dai movimenti «Per la vita» e «Volontari ortodossi» tesa a chiedere il bando totale dell’aborto nel paese. Il testo è stato redatto assieme alla Commissione sinodale per la famiglia, la difesa della maternità e dell’infanzia (organismo del patriarcato di Mosca) e la petizione, martedì scorso, è stata firmata dallo stesso primate della Chiesa ortodossa russa, Cirillo.
Anche il mufti supremo Talgat Tadzhuddin, capo del Direttorio spirituale musulmano centrale di Russia, si è detto pronto ad aderire all’iniziativa. Nella proposta si chiede di far cessare «la pratica dell’omicidio legale dei bambini prima della nascita» e di modificare la legislazione allo scopo di riconoscere «lo statuto di esistenza umana del bambino concepito, la cui vita, salute e benessere devono essere difesi dalla legge». I promotori sollecitano il divieto delle interruzioni di gravidanza chirurgiche e mediche, dei contraccettivi con effetto abortivo, delle tecnologie di procreazione assistita, «il cui elemento intrinseco è l’umiliazione della dignità umana e l’uccisione di bambini che si trovano nelle fasi iniziali dello sviluppo dell’embrione». Si chiedono inoltre aiuti economici, finanziati dal bilancio federale e non inferiori al minimo vitale, per le donne incinte e le famiglie con bambini. L’obiettivo è di raggiungere il milione di firme per poi presentare il documento alla Duma e al presidente. «La posizione di principio della Chiesa ortodossa russa non cambia — ha detto il portavoce patriarcale Vladimir Legoïda, presidente del Dipartimento sinodale per le relazioni con la società e i media — ed è quella di chiedere l’eliminazione dell’aborto dalla lista di pratiche coperte dal sistema sanitario pubblico. Le persone contrarie all’ab orto non devono pagare con i loro soldi tale procedura e l’auspicio è che questo sia il primo passo verso una società dove, possibilmente, gli aborti non ci saranno affatto». La firma di Cirillo «non rappresenta niente di nuovo, se non l’intenzione di richiamare l’attenzione sulla gravità del problema», ha precisato Legoïda. In Russia vengono praticate fra uno e due milioni di interruzioni volontarie di gravidanza all’anno. Secondo la legislazione vigente, l’aborto è libero e gratuito fino alla dodicesima settimana di gravidanza ed è soggetto solo alla volontà della donna. Il lasso di tempo si amplia alla ventiduesima settimana in caso di infermità grave, vedovanza, minore età, perdita del lavoro o della casa, mancanza di risorse economiche per mantenere il bambino, violenza sessuale.

© Osservatore Romano - 1 ottobre 2016