Cirillo in visita a Parigi
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- Creato: 02 Dicembre 2016
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MOSCA, 2. Il patriarca di Mosca, Cirillo, sarà da domani a lunedì a Parigi per consacrare, domenica 4 dicembre, la cattedrale del nuovo centro spirituale e culturale ortodosso russo inaugurato il 19 ottobre scorso in lungosenna Branly, nel centro della città, a due passi dalla torre Eiffel.È la prima visita pastorale che Cirillo effettua in Francia da quando, il 27 gennaio 2009, è stato eletto patriarca. Caratterizzata da cinque cupole dorate (una più grande per il Cristo, le altre quattro per gli evangelisti), la chiesa della Santa Trinità è stata disegnata dall’architetto francese Jean-Michel Wilmotte e costruita in due anni su un’area di oltre quattro chilometri quadrati. Il costo del cantiere, stimato fra i 100 e i 170 milioni di euro, è stato sostenuto per intero dalla Federazione russa, proprietaria del centro spirituale e culturale. La cattedrale è sotto la giurisdizione della diocesi di Chersonèse, che raggruppa le parrocchie del patriarcato di Mosca in Francia, Spagna, Svizzera e Portogallo. Prenderà il posto, come importanza, della chiesa dei Trois-Saints-Docteurs, un ex garage finora principale punto di riferimento degli ortodossi russi a Parigi. A ottobre, all’inaugurazione del centro, il rappresentante del patriarca, il vescovo di Bogorodsk, Antonio, responsabile della Direzione degli istituti all’estero, ha auspicato che la nuova cattedrale possa consentire «la riunificazione di tutta la comunità ortodossa russa in Francia». A nome della Conferenza episcopale francese, padre Emmanuel Gougaud, direttore del Servizio nazionale per l’unità dei cristiani, ha sottolineato l’importanza della visita di Cirillo a Parigi per la consacrazione del nuovo luogo di culto, così come dell’incontro ecumenico (organizzato da cattolici e protestanti) che si terrà il 6 dicembre a Strasburgo. «La costruzione di una chiesa nel cuore della città — ha spiegato — è sempre segno di una fede viva. L’ecumenismo si radica nel desiderio di avvicinarsi a Cristo. Questi due avvenimenti vi contribuiscono. Non possiamo dunque che aiutarci ad avvicinarci gli uni gli altri».
© Osservatore Romano - 3 dicembre 2016