Rinnovata responsabilità
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- Creato: 11 Gennaio 2017
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MOSCA, 11. «La nostra Chiesa e il popolo dei credenti hanno oggi una particolare responsabilità: di non permettere più l’apostasia nella nostra storia. Siamo responsabili dell’aumento della fede nei cuori, in modo che rinasca la santa Russia. Crediamo che Dio ci aiuterà a seguire questo cammino». Anche in occasione della celebrazione, la sera del 7 gennaio, dei grandi vespri natalizi nella cattedrale di Cristo Salvatore, il patriarca di Mosca, Cirillo, ha ricordato che nel 2017 ricorre il centesimo anniversario della rivoluzione che portò al rovesciamento dell’impero russo guidato dal regime zarista. «Siamo entrati in un anno di commemorazione di avvenimenti tragici nella storia della nostra patria. In quella famosa data si cominciò a chiudere le chiese, a profanare i santuari, a uccidere preti e fedeli», ha detto fra l’altro il primate della Chiesa ortodossa russa. Ma il 2017, ha aggiunto, deve essere visto anche da un’altra prospettiva: «Oggi siamo di nuovo riuniti nella cattedrale di Cristo Salvatore. Sono state costruite migliaia di chiese e migliaia sono in costruzione. E soprattutto il popolo si è convertito e cominciamo a comprendere che queste pagine tragiche della nostra storia non sono accadute invano». Cirillo si rivolge all’episcopato e al clero del patriarcato di Mosca, così come ai laici impegnati, ai giovani che operano come volontari, affinché aiutino le persone a «vedere le cose da un altro punto di vista, da un’altra angolazione che il Signore dà a ciascuno nella sua vita. Ciò si produce quando lo spirito e il cuore si aprono a Dio. Dio faccia sì che il nostro clero sia capace di lavorare senza risparmiarsi, in modo che milioni e milioni di concittadini scoprano la potenza della fede», conclude, parlando di «ministero speciale in un tempo speciale». Come tradizione, in occasione del Natale il patriarca di Mosca e il metropolita Ilarione, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne, hanno inviato un messaggio di auguri a tutti i primati delle Chiese ortodosse locali.
© Osservatore Romano - 12 gennaio 2017