Perché l’Iraq ritrovi la pace · Invito alla preghiera del patriarca Sako ·
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- Creato: 27 Febbraio 2017
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«Alla luce dell’anno dedicato alla pace, vorrei invitare tutti, figlie e figli della Chiesa caldea, a dedicare le preghiere per la quaresima all’Iraq e agli iracheni affinché possano vivere in una pace giusta e duratura»: inizia con queste parole il messaggio che
il patriarca di Babilonia dei Caldei, Louis Raphaël I Sako ha diffuso in vista del tradizionale tempo di penitenza e conversione in preparazione della Pasqua.
Un documento, non lungo, in cui si batte il tasto sulla necessità che il paese, dopo tante traversie, ritrovi finalmente uno spirito di concordia e di civile convivenza. In questa prospettiva, si ricorderà, nell’ottobre scorso, in occasione di una preghiera ecumenica svoltasi in un sobborgo di Erbil, il patriarca caldeo aveva lanciato la proposta di indire il 2017 come Anno della pace, celebrato insieme dalle Chiese e dalle comunità cristiane presenti in Iraq per favorire la riconciliazione nazionale.
Nel messaggio di quaresima, il patriarca di Babilonia dei Caldei torna sulla questione e invita vescovi e sacerdoti a coordinare le iniziative. In particolare, suggerisce loro di «celebrare preghiere comuni, organizzare una speciale via crucis», nonché di organizzare dibattiti, convegni e altre attività correlate, «al fine di promuovere una cultura della pace e di portare i valori di convivenza, in primo luogo nei nostri cuori, di modo che noi possiamo condividerli con gli altri». Inoltre, Sako ha ricordato che «poiché tutte le nazioni anelano alla pace, è compito di tutti, in particolare del clero, dare priorità alla pace nella propria missione. La pace — ha scritto nel messaggio — deve essere realizzata anche da noi, non solo dai politici, con iniziative coraggiose e prendendo decisioni responsabili».
© osservatoreromano.va/it/news/perche-liraq-ritrovi-la-pace 24.2.2017