La denuncia. L'attivista copto Mina Thabet: «Noi, perseguitati in Egitto» by Chiara Zappa
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- Creato: 27 Giugno 2017
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Ci sarà una ragione se il calendario copto segue l’“Era dei martiri”, il cui anno zero coincide con
il 284 ossia l’inizio del regno dell’imperatore Diocleziano, responsabile della più sanguinosa persecuzione anticristiana dell’antichità. Il martirio è parte integrante della storia di questo popolo, che rappresenta circa il 10% dei 92 milioni di egiziani. Oggi tuttavia i cristiani d’Egitto, sul crinale delle tormentate vicende del loro Paese, attraversano uno dei momenti più critici che la comunità ricordi. Stretti tra due fuochi, il giro di vite illiberale del regime e un attacco senza precedenti da parte del fondamentalismo di matrice islamica, rischiano di essere ridotti a minoranza silenziosa, a vittime impotenti di una violenza che, in Egitto come altrove, cerca bersagli stereotipati e capri espiatori.
Proprio quello che Mina Thabet, e tanti altri attivisti come lui, non intendono permettere.leggi tutto
© https://www.avvenire.it/agora/pagine/egitto 25.6.2017
