SIRIA Trappiste siriane: media e Occidente faziosi, al servizio della propaganda di guerra
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- Creato: 05 Marzo 2018
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In una lettera appello le religiose attaccano il racconto che viene fatto da governi, ong e organismi internazionali del conflitto. A Ghouta est sono i jihadisti ad attaccare la capitale e usano i civili come scudi umani. Al governo e al popolo siriano il dovere di difendersi dagli
attacchi esterni. Solo il conflitto ha minato la convivenza fra cristiani e musulmani nel Paese.
Damasco (AsiaNews) - “Noi che in Siria ci viviamo, siamo davvero stanchi, nauseati da questa indignazione generale che si leva a bacchetta per condannare chi difende la propria vita e la propria terra”. Perché fra le vittime di una guerra sanguinosa giunta ormai al settimo anno non vi sono solo centinaia di migliaia di civili innocenti, ma anche la verità e l’informazione troppo spesso asservite agli interessi di governi e potenze straniere. È quanto scrivono in una durissima lettera appello le sorelle trappiste siriane, che sperimentano in prima persone il dramma del conflitto.
In queste settimane organismi internazionali, cancellerie occidentali e i grandi network dell’informazione hanno lanciato un attacco frontale contro il governo di Damasco e il presidente siriano Bashar al-Assad, accusandoli di colpire in modo deliberato i civili intrappolati a Ghouta est, enclave ribelle alla periferia della capitale. Tuttavia, spiegano le religiose, è da quella zona “che sono cominciati gli attacchi verso i civili che abitano nella parte controllata dal governo, e non viceversa”. Inoltre, quanti nell’area “non appoggiavano i jihadisti, sono stati messi in gabbie di ferro: uomini, donne, esposti all’aperto e usati come scudi umani”.
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3.3.2018