Vescovi della Chiesa ucraina greco-cattolica: “Preghiamo per le prossime elezioni”. Messaggio del Sinodo dei Vescovi della Chiesa Ucraina Greco-Cattolica ai fedeli, ai politici ucraini e a tutte le persone di buona volontà riguardo al processo elettorale
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- Creato: 22 Maggio 2018
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È un appello pastorale, lanciato attraverso una lettera a tutti i fedeli con la richiesta di preghiere incessanti e regolari per le prossime elezioni in Ucraina. Il Sinodo dei vescovi della Chiesa ucraina greco-cattolica ha inviato una lettera pastorale in vista delle prossime elezioni, programmate nel 2019.Nella lettera, si mette in guardia da tre particolari pericoli in cui può incorrere la popolazione ucraina nelle prossime elezioni.
Il primo pericolo è “rappresentato dal populismo politico a buon mercato”, perché è facile che candidati faranno leva sulla guerra e sulla difficile situazione socio-economica per fare promesse elettorali impossibili da realizzare, senza “sincerità e verità”, e per questo si chiede ai fedeli di non rimanere incantati “da dolci bugie e da false speranze il cui vero scopo non è il bene della nazione, ma il potere, i propri benefici e l’arricchimento”.
Il secondo pericolo è quello di sentirsi così “stanchi” da non voler più partecipare, dopo tanti anni in cui si è lottato per la libertà. E questo senso di alienazione e scoraggiamento, i vescovi contrappongono la “virtù cristiana della perseveranza nel bene”, che è “indispensabile non solo per la vita spirituale e personale, ma anche per quella socio politica”. Una resistenza che deve essere alimentata anche dal pensiero “dei nostri soldati difensori sul fronte, che hanno, senz’altro, più ragioni di sentirsi ‘stanchi’ e di disperarsi a causa di un costante stato di tensione e di minacce alla loro vita”.
Il terzo pericolo è la radicalizzazione della società, che è “spesso rafforzata da azioni e dichiarazioni aggressive degli individui che incitano alla violenza”, azioni che creano una escalation che va “a favore dei nostri nemici e che non possono essere approvate, giustificate e tollerate”.
I vescovi greco-cattolici sottolineano anche che è necessario “verificare gli aspetti del programma dei candidati” che riguardano “il rispetto dei valori cristiani, come la tutela della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, la difesa della famiglia come unione inseparabile tra uomo e donna, la posizione riguardo l’aggressione russa e la volontà di mantenere l’integrità territoriale della nostra patria”.
È questa la domanda sullo sfondo della lettera dei vescovi, che alla fine chiedono soprattutto preghiere.
“Alle preghiere per l'Ucraina che leggiamo tutti i giorni alle 21:00, - scrive - vi chiediamo di aggiungere una preghiera il lunedì per le elezioni del 2019. Dopo ogni liturgia domenicale e durante le feste prima della preghiera ‘Dio è grande, l'unico’ invitiamo a recitare insieme una volta ‘Padre nostro’, ‘Ave Maria’ e ‘Gloria al Padre’ per le elezioni libere ed eque in Ucraina il prossimo anno. Davanti al volto dell’icona miracolosa della Vergine Maria di Zarvanytsya, consegnamo il nostro popolo sotto le sue cure materne. La imploriamo, soprattutto quest'anno, di essere la nostra Guida Odigitria, la via della verità, del servizio e del bene affinché le future elezioni ci avvicinino all'ideale della "Casa natale" del Metropolita Andrey - cioè, lo Stato ucraino - che i nostri antenati hanno sognato e che i nostri soldati difensori salvaguardano oggi.”
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MESSAGGIO del Sinodo dei Vescovi della Chiesa Ucraina Greco-Cattolica ai fedeli, ai politici ucraini e a tutte le persone di buona volontà riguardo al processo elettorale in Ucraina
In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso; …
Tu sei la mia roccia e il mio baluardo,
per il tuo nome dirigi i miei passi (Salmi 31, 2.4).
Carissimi in Cristo!
Rimane meno di un anno prima delle prossime elezioni presidenziali in Ucraina, e poco più di anno ci separa dalle elezioni del nuovo supremo organo legislativo del nostro Paese, il Parlamento dell'Ucraina. Già oggi vediamo come la nostra società viene coinvolta nella corsa delle campagne pre elettorali, nei dibattiti tra i partiti e nelle discussioni, e come - in seguito alla lotta politica - vengono minacciati i fondamenti dello Stato indipendente e della vita pubblica.
Questo fatto sollecita i Vescovi della Chiesa Ucraina Greco-Cattolica di voler rivol-gere l’appello agli elettori e ai politici non alla vigilia delle elezioni come siamo soliti fare, ma in anticipo, perché proprio oggi vengono costituite le fondamenta e i principi di quelle elezioni che, di conseguenza, ne determineranno il risultato.
Nella Costituzione dell'Ucraina sulla quale il neo-eletto Presidente dell'Ucraina e i deputati del Parlamento giurano la fedeltà al popolo ucraino, viene sottolineata la responsabilità di ogni alto funzionario "davanti a Dio, alla propria coscienza, e alle generazioni passate, presenti e future." Tuttavia, la stessa responsabilità per il destino del proprio Paese riguarda ogni cittadino consapevole, ognuno di noi, elettori, che tra un anno si recheranno alle urne per eleggere il capo dello Stato e i membri del nostro Parlamento. Questa consapevolezza della responsabilità personale per i processi che si verificano nel Paese e per il suo futuro si è insediata in noi a poco a poco: dopo i periodi di euforia e entusiasmo per i singoli individui ai quali la gente confidava la soluzione dei problemi nazionali e perfino di quelli personali e di vita quotidiana, inevitabilmente seguiva una fase di frustrazione e di scoraggiamento, con la conseguente usurpazione del potere da parte dei clan e con la violazione dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini, fino allo spargimento del sangue del proprio popolo. La consapevolezza della responsabilità di ogni cittadino per il destino della patria è diventata più profonda negli ultimi anni: ne è la prova la dedizione eroica dei nostri soldati, il sacrificio dei volontari, la solidarietà della vasta società con le persone direttamente colpite dall’aggressione militare in Ucraina Orientale. Le prossime elezioni dovrebbero essere viste in questo, più ampio, contesto della crescente consapevolezza della propria responsabilità da parte di tutti gli ucraini "davanti a Dio, alla propria coscienza e alle generazioni passate, presenti e future" della nostra nazione. Per questo motivo, le prossime elezioni saranno l'espressione di maturità e di responsabilità o, al contrario, di infantilismo e di frivolezza degli elettori e dei cittadini. In entrambi i casi, le implicazioni per il Paese e per il suo futuro saranno molto importanti.
Pertanto, consapevoli della nostra responsabilità davanti al Signore e al proprio popolo, in quanto credenti, desideriamo prepararsi ad una scelta matura tramite la preghiera umile e insistente a Dio, pregandoLo di far scendere sul nostro popolo il dono del Suo Spirito Santo che ci illumini e ci diriga sulla strada della verità, della saggezza e del vero bene. Noi crediamo che lo Spirito Santo che è lo Spirito di verità, ci insegni a distinguere il bene dal male, la verità dalla menzogna, i veri valori dall'adulazione malvagia. Perché non v'è dubbio che le forze del male cercheranno di recuperare il terreno perduto e non disdegneranno i metodi sporchi e più insidiosi. Vorremmo attirare la vostra attenzione su alcuni dei pericoli che ci possono attendere nella prossima campagna elettorale.
Il primo pericolo è rappresentato dal populismo politico a buon mercato. I singoli candidati, considerata la guerra che perversa nel Paese e la difficile situazione socio-economica, non risparmieranno le sontuose promesse elettorali di una soluzione rapida e indolore di tutti i problemi, e cioè la fine della guerra, una forte crescita economica, il mi-glioramento della nostra vita "subito dopo le elezioni" ecc., senza essere realmente capaci di realizzarle, o addirittura senza volerlo fare. In queste promesse manca la sincerità e la verità, e tale ipocrisia è sentita dalla gente che non dimentica le parole della nostra antica saggezza popolare: “parole gentili, pensieri cattivi”. Quindi, non dobbiamo permettere di farci incantare da dolci bugie e da false speranze cui vero scopo non è il bene della nazio-ne, ma il potere, i propri benefici e l'arricchimento.
Il secondo pericolo viene da noi stessi e rappresenta la tentazione di alienazione e di scoraggiamento degli elettori, cioè cosiddetta “stanchezza” per il lungo viaggio verso la libertà nel quale incontriamo continui ostacoli. Vogliamo sottolineare che la virtù cristiana della perseveranza nel bene è indispensabile non solo per la vita spirituale personale, ma anche per quella socio-politica. Aveva giustamente sottolineato, a suo tempo, il Metropolita Andrey che a volte è più facile dare la propria vita per una buona causa in un impeto di sacrificio eroico anziché edificare, con il certosino lavoro quotidiano, un futuro migliore per se stessi, i propri figli e i nipoti. Se ci viene questa “tentazione di stanchezza”, pensiamo, ad esempio, ai nostri soldati sul fronte che hanno, senz’altro, più ragioni di noi di sentirsi “stanchi” e di disperarsi a causa di un costante stato di tensione e di minacce alla loro vita. Tuttavia, essi non disperano, ma resistono e giorno dopo giorno adempiono il loro sacro dovere civico di proteggere il cielo sereno sopra la nostra terra e la pace di ciascuno di noi.
Non possiamo dimenticare nemmeno per un attimo il sacrificio dei nostri soldati di-fensori, e nessuno può prendere alla leggera il proprio dovere elettorale. Al contrario, lo dobbiamo affrontare con serietà e responsabilità. Prepariamoci alle elezioni non alla loro vigilia ma con molto anticipo, a partire dalle prime presentazioni dei candidati attraverso un’attenta analisi dei loro programmi e, soprattutto, una valutazione critica delle loro azioni precedenti.
Delegando un certo candidato a far parte delle autorità pubbliche, incoraggiamo gli elettori - per avere la convinzione morale della scelta - a verificare, in particolare, gli aspetti del suo programma riguardanti il rispetto dei valori cristiani, come la tutela della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale; l'interpretazione dell'istituto del matrimonio come unione inseparabile tra l’uomo e la donna; l’aggressione russa e la protezione dell'integrità territoriale della nostra Patria. Altrettanto importanti sono i temi della giustizia sociale: la difesa dei gruppi più vulnerabili della popolazione e le proposte concrete e realistiche di un cambiamento in meglio della nostra vita sociale e politica. Stiamo attenti ai candidati e chiediamo sinceramente a noi stessi e a loro: queste persone amano davvero l'Ucraina e la gente che pensano di rappresentare?
Il terzo pericolo è la radicalizzazione della società, spesso rafforzata dalle azioni e le dichiarazioni aggressive degli individui che usando gli slogan patriottici incitano alla violenza, in particolare, con le armi, e promuovono l'odio cieco come mezzo per risolvere i problemi interni e le sfide. Siamo convinti che nel nostro tempo, quando ogni giorno arri-vano le notizie allarmanti dal fronte, quando muoiono i nostri figli e figlie migliori, questo non è solo un comportamento anti-cristiano, irresponsabile, provocatorio e distruttivo, in quanto l'escalation di violenza all’interno del Paese distrugge anche il nostro Stato indipendente. Tali azioni sono a favore dei nostri nemici e, in ogni caso, non possono essere approvate, giustificate o tollerate.
Comprendiamo che la sola posizione civica attiva per le elezioni imparziali non è sufficiente. Le strutture governative competenti devono creare le giuste condizioni per rendere tutte le fasi della corsa elettorale oneste, trasparenti e obiettive. Ciò riguarda, in particolare, le modifiche necessarie del sistema elettorale che servirebbero a migliorare il processo elettorale. Attualmente, nel Parlamento ucraino, si continua a lavorare su una nuova legislazione elettorale senza la quale v'è il pericolo di screditamento delle elezioni come importante mezzo delle riforme democratiche. Oggi abbiamo l'opportunità unica di creare le norme elettorali secondo le quali la dignità umana starà al centro del sistema po-litico, e il bene comune diventerà l’obiettivo del processo politico. Chiediamo ai parlamentari di approvare la riforma elettorale che permetterebbe al Parlamento di diventare un organo veramente rappresentativo di tutti i cittadini del Paese, e di permettere ai politici e alle forze politiche più degne di arrivare al Parlamento in seguito alla competizione equa e trasparente.
Fermamente rifiutiamo e condanniamo qualsiasi tentativo di corrompere gli elettori e i membri dei seggi elettorali. Tali atti criminali, al di fuori della responsabilità penale che essi comportano, dal punto di vista morale rappresentano il grave peccato trasformandosi nel disprezzo della dignità dei singoli cittadini e di tutta la nazione. Chiediamo i partiti politici e i candidati di rinunciare alle manifestazioni pagate, e preghiamo gli elettori di non parteciparvi, perché questo tipo di attività non ha nulla a che fare con la democrazia reale, ma è, piuttosto, una manipolazione dell'opinione pubblica attraverso lo sfruttamento della grave situazione economica dei cittadini, ed è un evidente esempio di corruzione.
Ai rappresentanti dei mezzi di comunicazione chiediamo di servire la Verità, di non diventare uno strumento di inganno o di manipolazione degli elettori, ma con l’obiettività e l’imparzialità presentare i candidati, mettere in evidenza i loro programmi e valutare le loro azioni, rafforzando in tal modo la verità e dando testimonianza del degno esempio dei propri doveri professionali, secondo i più alti standard di etica giornalistica.
Alla fine, non possiamo trascurare i nostri candidati alle alte cariche governative. Li esortiamo vivamente di non prendere il potere come strumento per risolvere i propri pro-getti d'impresa, gli interessi dei clan o la sicurezza finanziaria propria e della famiglia. Il potere dello Stato non è chiamato ad essere un mezzo di guadagno personale, ma deve assicurare il servizio al proprio popolo, al bene comune e alla tutela dei diritti e delle libertà di ogni cittadino della nostra terra benedetta da Dio. Disse il profeta: "Essi trasformano il diritto in veleno e gettano a terra la giustizia. ... Cercate il bene e non il male, se volete vivere, e così il Signore, Dio degli eserciti, sia con voi, come voi dite. Odiate il male e amate il bene e ristabilite nei tribunali il diritto; forse il Signore, Dio degli eserciti, avrà pietà del resto di Giuseppe“ (cfr Amos 5, 7. 14-15).
Trovandoci a Zarvanytsya, sotto la protezione di Maria - Madre dell’Ucraina, pro-clamiamo solennemente l’Anno della Preghiera insistente per le elezioni libere ed eque del 2019. Esortiamo i pastori, le persone consacrate e i fedeli della Chiesa Ucraina Greco-Cattolica a pregare individualmente e collettivamente, nell'intenzione di future elezioni.
Alle preghiere per l'Ucraina che offriamo tutti i giorni alle 21:00, vi chiediamo di aggiungere una preghiera il lunedì per le elezioni del 2019. Dopo ogni liturgia domenicale e durante le feste prima della preghiera "Dio è grande, l'unico" invitiamo a recitare insieme una volta "Padre nostro", "Ave Maria" e "Gloria al Padre ..." per le elezioni libere ed eque in Ucraina il prossimo anno. Davanti al volto dell’icona miracolosa della Vergine Maria di Zarvanytsya, consegnamo il nostro popolo sotto le sue cure materne. La imploriamo, soprattutto quest'anno, di essere la nostra Guida Odigitria, la via della verità, del servizio e del bene affinché le future elezioni ci avvicinino all'ideale della "Casa natale" del Metropolita Andrey - cioè, lo Stato ucraino - che i nostri antenati hanno sognato e che i nostri soldati difensori salvaguardano oggi.
Invoco su di voi la benedizione del Signore!
A nome del Sinodo dei Vescovi dell’Arcivescovato Maggiore di Kyiv-Halych
Della Chiesa Ucraina Greco-Cattolica
† SVIATOSLAV
Dato a Kyiv
alla Cattedrale Patriarcale della Resurrezione di Cristo,
nel giorno di Santo martire Simeone e di
Reverendo Stefan, vescovo di Volodymyr-Volynsky,
il 10 maggio 2018 A.D.
Incarichiamo i sacerdoti di leggere questo messaggio ai fedeli dopo ogni Divina Liturgia nella
Domenica dei Santi Padri del I Consiglio Ecumenico, il 20 maggio a.c.