Libano in lockdown. Il dramma di bambini e famiglie in un Paese in crisi (+ audio)

Macerie nella città di Beirut AFP or licensorsPovertà e disoccupazione, poi l'emergenza legata all'esplosione del 4 agosto e ora il coronavirus. La crisi in Libano si acuisce e c'è grande lentezza nel fare luce su quanto accaduto. Ma questo non ferma l'azione della Chiesa con missionari e volontari delle Ong che cercano di farsi prossimi a chi vive nello smarrimento e nella confusione. Le suore di Carità dell'Immacolata Concezione lavorano ad un progetto di accompagnamento per tutte le fasce della popolazione con un obiettivo: ricostruire una comunità dialogante e unita

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano 

Indagini a rilento in Libano per arrivare a fare chiarezza sulla doppia esplosione che al porto di Beirut, il 4 agosto scorso, ha causato centinaia di morti e oltre 700mila sfollati. E sale la preoccupazione per gli speculatori che cercherebbero di trarre profitto dalla catastrofe comprando terre e case distrutte specie dai cristiani. A lavoro restano i volontari ed i missionari per fare fronte alla povertà e alla crisi sociale: bambini e famiglie i più colpiti. Ce lo racconta suor Grazia Maggese delle suore di Carità dell’Immacolata Concezione, in Libano da 27 anni:

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