Ortodossi russi sul fronte della droga

no-drugsMOSCA, 28. Un modello nella lotta alla tossicodipendenza. La Chiesa ortodossa russa si distingue per l’impegno e, soprattutto, per i buoni risultati ottenuti nell’opera di recupero dei tanti giovani che cadono nella spirale della dipendenza dalle droghe. Il riconoscimento è avvenuto nei giorni scorsi durante il «Congresso di Natale», tradizionale appuntamento ortodosso nel mese di gennaio, dedicato quest’anno al tema «Educazione e moralità: le sfide della Chiesa, della società e dello Stato». A esprimere l’a p p re z z a m e n - to sono stati i rappresentanti del Comitato statale di lotta alla droga, che hanno citato l’alto livello di efficienza dei circa sessanta centri di recupero che in Russia operano sotto l’egida della Chiesa ortodossa. Quella della tossicodipendenza è una delle piaghe che maggiormente affliggono il Paese. Secondo i dati forniti dallo stesso Comitato statale, si calcola che ogni anno circa centomila giovani rimangano vittime dell’utilizzo di stupefacenti. E per arginare tale enorme fenomeno lo Stato ha stipulato un accordo con la Chiesa ortodossa, puntando così su un sistema di lotta alla tossicodipendenza che non si limita al solo aspetto farmacologico. Infatti, parte integrante di questa strategia è anche il lavoro svolto con i giovani tossicodipendenti nelle parrocchie, l’assistenza spirituale fornita ai genitori, la creazione di un percorso di riabilitazione e di reinserimento sociale. «Questi centri hanno un’esp erienza unica di successo contro la dipendenza dalla droga. Si rimane sempre stupiti dall’alto livello di efficienza dei centri di riabilitazione gestiti dalla Chiesa. In alcuni casi si registra il recupero dell’80 per cento dei ragazzi», ha detto il vice presidente del Comitato, Gennade Oudovitchenko. Secondo l’esp erto, questo elevato indice di riuscita è dovuto al fatto che attraverso questi centri gestiti dalla Chiesa ortodossa, i giovani tossicomani, oltre alle cure mediche, ricevono appunto un sostegno nell’opera di reinserimento sociale e un «rinnovamento spirituale della loro personalità». Un punto di vista condiviso anche da Vladimir Levitsky, medico di una struttura sanitaria specializzata di Mosca, secondo cui il segreto del successo dei centri gestiti dalla Chiesa ortodossa sta nel fatto che i giovani tossicomani, una volta conclusa la cura farmacologica, non vengono «abbandonati sulla strada» dove tornerebbero alla mercé degli spacciatori. Al convegno, al quale ha partecipato il Patriarca di Mosca, Cirillo, ha inviato un messaggio il presidente russo Dmitrij Medvedev, il quale ha rilevato come il tema del Congresso di Natale di quest’anno sia di grande importanza per il presente e il futuro della Russia: «Gli obiettivi di sviluppo del nostro Paese richiedono una costante attenzione alle problematiche legate all’i s t ru z i o n e , all’educazione delle giovani generazioni, al rispetto dei valori morali e degli ideali patriottici. Questa — ha detto Medvedev — è la base per il consolidamento della pace civile e dell’armonia etnica, ed è estremamente importante per aumentare l’interazione tra Governo, organizzazioni pubbliche e religiose». I partecipanti al convegno hanno anche discusso sul progetto di codice etico per i medici ortodossi.

© Osservatore Romano - 28 gennaio 2012