La visita a Mosca del Patriarca maronita Boutros Raï

ecumenismo-1MOSCA, 4. I cristiani sarebbero i primi a subire le conseguenze disa-strose di un eventuale nuovo con-flitto in Medio Oriente. È l’allarme lanciato dal cardinale Patriarca di Antiochia dei Maroniti, Béchara Boutros Raï, durante la sua visita compiuta nei giorni scorsi a Mosca su invito della Chiesa ortodossa rus-sa. «Ci sono forze in Medio Orien-te che sono interessate ad alimentare lo scontro tra sunniti e sciiti, tra musulmani moderati e radicali. I cristiani non sono coinvolti in que-sto conflitto, ma potrebbero diven-tare le prime vittime», ha detto il porporato ai microfoni della radio «Voice of Russia». Al centro dei colloqui di Mosca, appunto, il tema della situazione dei cristiani in Me-dio Oriente, alla luce del prolungar-si del conflitto in Siria. Il primo impegno nella capitale Mosca del patriarca maronita è stato quello con la comunità locale liba-nese nella chiesa di San Marone, a cui è stato fatto dono di una reli-quia del santo titolare e dove è stata celebrata una liturgia. Successiva-mente si è tenuto l’incontro con il metropolita Hilarion, capo del di-partimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca. Poi un colloquio con il Patriarca Cirillo, il quale si era, a sua volta, recato in Libano nel novembre 2011. In quell’occasione il leader ortodosso aveva fatto visita alla comunità cat-tolica maronita. «Siamo lieti della vostra visita in Russia alla Chiesa ortodossa», ha detto Cirillo rivol-gendosi al Patriarca maronita, affer-mando di custodire «nel mio cuore» il ricordo dell’incontro avuto in pre-cedenza in Libano, nel corso del quale già furono esaminate le que-stioni relative alla presenza cristiana in Medio Oriente. Cirillo ha poi sottolineato l’importanza storica di una visita, che arriva molti anni do-po quella compiuta nel 1987 dal car-dinale Nasrallah Pierre Sfeir. «In questi 25 anni entrambe le Chiese hanno percorso una lunga strada, molto è cambiato nel mondo, com-preso il Medio Oriente. La vostra Chiesa occupa un posto speciale nella Chiesa cattolica, perché si col-loca all’interno della tradizione teo-logica e della devozione di Antio-chia. Questo ci permette di scam-biare efficacemente opinioni su que-stioni teologiche, comprese le que-stioni del dialogo cattolico-ortodos-so». Cirillo ha poi espresso la spe-ranza che la visita del Patriarca ma-ronita alla Chiesa ortodossa russa possa fornire «nuove opportunità per discutere una serie di argomenti che sono all’ordine del giorno». Da parte sua, il porporato ricor-dando la visita compiuta da Cirillo alla sede patriarcale della Chiesa maronita a Bkerké, il 5 novembre 2011, ha detto: «Conserviamo nel cuore il suo discorso, nel quale ha espresso profonda preoccupazione per la sorte dei cristiani in Libano, Siria e Medio Oriente, così come il timore che ai cristiani non venga data la possibilità di rimanere nella loro terra e di avere il loro giusto posto nella vita pubblica». E, a pro-posito della situazione dei cristiani, ha aggiunto: «Noi non vogliamo es-sere chiamati minoranze, poiché la nostra presenza risale a duemila anni fa».

© Osservatore Romano - 4-5-marzo 2013