I cristiani perseguitati oggi come ieri

kirill-and-bartolomewNis, 7. "Una svolta nella storia dell'umanità": così il patriarca ecumenico Bartolomeo ha definito l'editto di Milano nel suo diciassettesimo centenario. Il patriarca domenica era a Nis, in Serbia, dove, nella chiesa dei santi Costantino ed Elena, ha celebrato una liturgia a conclusione delle celebrazioni dell'anniversario, alla quale ha partecipato il patriarca di Mosca e di Tutte le Russie, Cirillo, insieme con altri rappresentanti delle Chiese ortodosse.
Bartolomeo ha posto in particolare l'accento sulle violenze e le discriminazioni che ancora oggi colpiscono le comunità cristiane in varie parti del mondo. I cristiani, ha affermato, "sono perseguitati anche oggi, come avveniva in passato" nonostante i cristiani amino tutti e vivano nella fede, e ha citato a questo proposito la Nigeria, la Siria, l'Egitto e l'Iraq.
Alla celebrazione, come accennato, era presente il patriarca Cirillo, che era giunto a Belgrado il 4 ottobre, accompagnato, fra gli altri, dal metropolita di Volokolamsk, Hilarion, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del patriarcato di Mosca. Il patriarca Cirillo ha rivolto un pensiero sul valore attuale dell'editto. "Questo evento è davvero storico - ha osservato - perché 1.700 anni fa l'imperatore romano Costantino ha firmato un documento che non solo ha legalizzato il cristianesimo nell'impero romano, ma ha anche posto le basi per uno speciale rapporto tra la Chiesa e le autorità secolari, quindi tra la società non cristiana e la Chiesa cristiana". Oggi, ha poi puntualizzato il patriarca Cirillo, "quando viene messa in discussione l'importanza delle radici cristiane della civiltà europea, noi - la Chiesa ortodossa e tutti i cristiani in Europa - dovremmo aiutare i nostri contemporanei a comprendere ancora una volta e ad apprezzare l'importanza di queste radici per la formazione spirituale e il profilo morale degli europei".

(©L'Osservatore Romano 7-8 ottobre 2013)