Ucraina e questioni teologiche al sinodo ortodosso russo

kirill-14MOSCA, 30. Dichiarazione sugli eventi in Ucraina, posizione del patriarcato di Mosca sulla questione del primato nella Chiesa universale, nota sul battesimo dei bambini nati con surrogazione di maternità, situazione del clero militare nella Federazione russa: non sono documenti di poco conto quelli approvati il 25 e 26 dicembre nell’ultima riunione della sessione invernale del sacro sinodo della Chiesa ortodossa russa, svoltasi nel monastero di San Daniele sotto la presidenza del patriarca di Mosca, Cirillo. I partecipanti hanno inoltre accettato la richiesta di rinuncia al proprio incarico presentata dal metropolita di Minsk e Slutsk, Filarete, esarca patriarcale di tutta la Bielorussia, motivata dal raggiungimento del settantacinquesimo anno di età. Nell’esprimere profonda gratitudine a Filarete per i trentacinque anni di cura pastorale in Bielorussia, Cirillo ha provveduto a nominare al suo posto il metropolita di Rjazan e Michajlovsk, Pavel. Il sinodo ha deciso di formare le metropolie di Voronezh (comprendente le diocesi di Voronezh, Borisoglebsk e Rossosh) e Udmurtia (accorpando le diocesi di Izhevsk, Glazov e Sarapul) e ha preso in considerazione una serie di proposte relative alla nomina di vescovi e vicari metropolitani. Approvati altresì la nuova composizione della Commissione sinodale biblico-teologica (con l’istituzione al suo interno del Centro di coordinamento per lo sviluppo della teologia) e i lavori della settima Conferenza teologica internazionale della Chiesa ortodossa russa sul tema «Moderni studi biblici e tradizione della Chiesa». È stata fra l’altro rilevata l’importanza di continuare il lavoro di traduzione delle Scritture «nei vernacoli del gregge affidato alla cura pastorale della Chiesa ortodossa russa» e di preparare un’edizione scientifica della Bibbia slava. Durante i lavori non potevano mancare approfondimenti su problemi di stringente attualità. In particolare, il sinodo ha espresso «profonda preoccupazione per le continue angherie e discriminazioni contro la popolazione cristiana di molti Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, che hanno provocato uccisioni, prese di ostaggi, incendi dolosi di chiese e case, minacce di morte e coercizione violenta per cambiare la propria fede», e ha riconosciuto la necessità di «intraprendere iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tragica situazione dei cristiani in Medio Oriente e nel Nord Africa, per promuovere una soluzione pacifica dei conflitti attraverso il dialogo interreligioso e internazionale». Come detto, enorme rilievo assumono alcuni documenti approvati, come quello in cui il patriarcato di Mosca ribadisce la sua posizione sulla questione del primato nella Chiesa universale o quello dedicato agli ultimi avvenimenti in Ucraina. «Comprendiamo che i cittadini ucraini possano avere opinioni diverse sul futuro del loro Paese e rispettiamo il diritto del popolo a scegliere la propria strada ma — si legge in una dichiarazione — è molto importante che tale scelta sia veramente popolare, libera, fondata sulla conoscenza dei “p ro ” e dei “c o n t ro ” e non dettata da una volontà esterna. Che i sostenitori delle differenti opzioni parlino al popolo ricorrendo a mezzi pacifici e legittimi, dialoghino pacificamente tra loro, da persone responsabili. La Chiesa è pronta ad aiutare i diversi gruppi a dialogare e a cercare le giuste decisioni». Per il patriarcato di Mosca, nessuna decisione giusta potrà essere presa «nel fuoco dell’odio e dell’inimicizia» e ignorando «i valori morali eterni dati da Dio sui quali si è poggiata durante i secoli, e speriamo continui a poggiarsi, la vita dei popoli eredi della Rus’ storica». L’auspicio è di riconciliare persone che vivono da più di mille anni nel seno dell’orto dossia: «L’unità della Chiesa supera le frontiere politiche», si afferma.

© Osservatore Romano - 30-31 dicembre 2013