Pericoloso il disarmo spirituale
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- Creato: 09 Gennaio 2014
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MOSCA , 9. Estromettere il vero significato del Natale dallo spazio pubblico, addirittura sostituirlo con altri nomi, può avere conseguenze pericolose: lo ha detto il patriarca di Mosca, Cirillo, in un’intervista alla rete televisiva «Russia-1», riportata in sintesi da Interfax-Religion. «È un atto politico, fatto di proposito per allontanare i valori cristiani, comprese le feste cristiane, dalla vita delle persone. È disarmo spirituale delle masse, una tendenza estremamente rischiosa», ha spiegato il primate della Chiesa ortodossa russa, sottolineando che il diritto indivi- duale di professare apertamente il cristianesimo viene violato nell’Occidente “ossessionato” dalla tutela dei diritti umani. E ha menzionato al riguardo i casi di conduttori televisivi o di infermieri non autorizzati a indossare croci. «I valori cristiani in Europa restano, naturalmente, nella vita delle persone, ma la tendenza politica generale, la direzione generale dell’élite è indubbiamente anti-cristiana e anti-religiosa. Abbiamo attraversato un’era di ateismo — ha osservato Cirillo — e vogliamo gridare al mondo intero: “Fermatevi, noi sappiamo che tipo di vita è”». Nell’intervista, il patriarca di Mosca ha inoltre espresso preoccupazione per la situazione in Ucraina: «Prego per l’Ucraina, prego per quella nazione. Mi rendo conto che esiste la minaccia di dividere il Pae- se, la minaccia di una cosa diversa dal confronto civile. Quella che osserviamo oggi è una situazione rivo- luzionaria». Secondo il primate ortodosso, il principale obiettivo è il cambiamento della classe dirigente, ma «quando compaiono preti sulle barricate a incitare il popolo questo non è un messaggio ecclesiale», poiché in ogni circostanza la Chiesa dovrebbe essere al servizio della pace e dell’unità. Il patriarca ha per questo esortato gli ucraini al dialogo, utile a risolvere i problemi esistenti. Cirillo ha infine ricordato che i conflitti etnici non dovrebbero portare a disordini, sollecitando a ripristinare la calma sulla base delle leggi. Il riferimento è a quelle persone che «vengono in Russia e non sempre familiarizzano con la nostra cultura, le nostre abitudini, la nostra fede reli- giosa, e non accettano il fatto di vivere circondate da una maggioranza che ha idee diverse dalle loro».© Osservatore Romano - 10 gennaio 2014