Solidarietà per l’Ucraina
- Dettagli
- Creato: 03 Febbraio 2014
- Hits: 1253
KIEV, 3. La Chiesa greco-cattolica romena si è riunita domenica 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore, per manifestare la sua solidarietà alla Chiesa greco-cattolica ucraina e a tutti i cittadini che in Ucraina «vivono un momento difficile». L’iniziativa è stata promossa dall’arcivescovo maggiore di Făgăraş şi Alba Iulia dei Romeni, cardinale Lucian Mureşan. Com’è noto, da diverse settimane a Kiev si registrano scontri tra manifestanti antigovernativi e forze di sicurezza che stanno creando tensione in tutto il Paese, coinvolgendo anche confessioni e fedeli. «La Chiesa greco-cattolica ucraina — si legge in una nota dell’a rc i -vescovato maggiore diffusa dalla Radio Vaticana — sembra subire attacchi in un contesto in cui i cristiani, che sono anche dei cittadini, vogliono vivere insieme in un Paese libero e democratico, senza corruzione, senza menzogne e senza violenza. Esprimiamo la nostra preoccupazione — continua il cardinale Mure şan — di fronte alle minacce contro la Chiesa greco-cattolica ucraina che, come noi, conserva la memoria diretta della persecuzione a causa della fede, una persecuzione che, ora, sfortunatamente, sembra riapparire all’orizzonte del Paese a noi confinante». Di qui, l’appello lanciato dal porporato affinché i fedeli romeni dimostrino «immediatamente la loro solidarietà fraterna con la Chiesa greco-cattolica ucraina in questi momenti drammatici, soprattutto attraverso la preghiera al Dio della pace, che ci unisce nella fede e nel servizio. Uniamo la nostra voce — conclude la nota — a quella dell’arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč, monsignor Sviatoslav Shevchuk, per chiedere la fine delle violenze e delle minacce contro i membri di questa Chiesa così provata e di tutto il popolo ucraino». In una lettera inviata, nei giorni scorsi, ai coordinatori delle comunità etniche in Italia, don Marco Yaroslav-Semehen, coordinatore nazionale dei cattolici ucraini, chiede di pregare insieme «per la soluzione pacifica della situazione in Ucraina». A nome di tutti i cappellani delle comunità ucraine in Italia, il sacerdote ha chiesto di «non rimanere indifferenti a ciò che accade» a Kiev, convinto che «con la preghiera comune potremo preservare la pace nel nostro amato Paese». Più volte monsignor Shevchuk, capo del sinodo della Chiesa grecocattolica ucraina, ha espresso profonda preoccupazione per la piega sempre più violenta che hanno assunto le proteste di piazza. Il presule ha ribadito che «la Chiesa è stata e sarà sempre dalla parte del popolo», ricordando che la presenza dei sacerdoti «è stata finora fondamentale per placare gli animi». Nei giorni scorsi, l’arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč e i rappresentanti di tutte le Chiese e organizzazioni religiose del Paese hanno insieme rivolto un appello a fermare gli scontri di piazza e a intavolare un dialogo costruttivo tra Governo e manifestanti. Espressioni di vicinanza sono venute anche dal Consiglio della Chiesa slovacca. «Invitiamo i sacerdoti, ove possibile, a celebrare la divina liturgia pregando per l’intenzione della pace e di una giusta soluzione alla situazione in Ucraina», si legge in una dichiarazione diffusa dal Sir. Il presidente, monsignor Ján Babjak, arcivescovo di Prešov per i cattolici di rito bizantino, ha indirizzato una lettera a Shevchuk assicurando la fraterna solidarietà della Chiesa in Slovacchia: «Invitiamo tutti i fedeli della Chiesa greco-cattolica slovacca a pregare affinché si trovi una soluzione pacifica alle tensioni e siano rispettati i comandamenti di Dio e i principi della solidarietà e della democrazia», ha concluso.© Osservatore Romano - 3-4 febbraio 2014