Ritorno alla fede
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- Creato: 11 Aprile 2014
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MOSCA, 11. Il rito viene amministrato due volte all’anno e simboleggia il ritorno alla Chiesa ortodossa russa di coloro che si sono temporaneamente allontanati dalla fede per seguire sette e altri insegnamenti pseudoreligiosi. Mercoledì scorso la cerimonia ha avuto luogo, come sempre, nella chiesa di Nostra Signora Gioia di Tutti gli Afflitti in Bolshaya Ordynka, a Mosca, ed è stata presieduta dal metropolita di Volokolamsk, Hilarion, responsabile del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del patriarcato di Mosca. Cinquantaquattro le persone — informa un comunicato — che «hanno rinunciato al paganesimo, alle illusioni delle sette e a false credenze scismatiche, promettendo sul Vangelo fedeltà alla Chiesa». Dopo il giuramento, Hilarion ha posato il suo omoforio sulla testa di ciascuno di coloro che sono tornati alla fede. «Oggi — ha recitato il metropolita — il Signore ti ha riportato alla santa Chiesa, la Chiesa alla quale un tempo eri stato condotto da Dio attraverso il sacramento del santo Battesimo, dalla quale te ne sei andato per seguire delle illusioni e alla quale sei tornato oggi attraverso il pentimento». Parlando poi della vita nella Chiesa, il metropolita di Volokolamsk ha detto che essa «possiede tutto il necessario per rendere una persona felice in questa vita e per prepararla al passaggio alla vita futura. Solo i non credenti e coloro che hanno poca fede possono pensare l’esistenza come se fosse uno spazio di tempo nel quale si deve prendere il più possibile di tutto e che ciò che li attende dopo la morte è sconosciuto. Questo è spesso detto da coloro i quali credono che non si deve pensare alla morte ma prima di tutto alla ricchezza materiale e al successo». E ci sono poi coloro, ha concluso il metropolita Hilarion, che, pur essendo consapevoli del fatto che ognuno di noi ha un sentimento religioso intrinseco e che l’anima umana ha un desiderio istintivo di Dio, «insegnano ogni tipo di menzogna, false dottrine e la superstizione, invece di insegnare alla gente la verità».© Osservatore Romano - 12 aprile 2014