Come un genocidio
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- Creato: 10 Febbraio 2015
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MOSCA , 10. «La continua persecuzione dei cristiani in molti Paesi del mondo, specialmente nel Medio oriente, è oggetto di grande attenzione da parte della nostra Chiesa. Con le loro azioni violente, con l’uccisione dei cristiani a causa della loro fede, gli estremisti cercano di eliminare fisicamente il cristianesimo stesso, di rompere l’equilibrio interreligioso esistente. Centinaia di migliaia di credenti sono diventati ostaggi di questa situazione estremamente grave e sono stati costretti a lasciare la regione.Una vera tragedia si sta svolgendo sotto i nostri occhi, un vero genocidio della popolazione cristiana nella terra dalla quale la buona novella si è diffusa al mondo intero». Parlando, nei giorni scorsi, al Consiglio dei vescovi della Chiesa ortodossa russa, il patriarca di Mosca, Cirillo, è tornato sul dramma della persecuzione dei cristiani, soprattutto nel Vicino oriente. Un «disastro la cui entità è ancora da valutare» e che, secondo il primate ortodosso, sta passando sotto silenzio su gran parte dei mass media. «La Chiesa russa, consapevole della propria responsabilità nel compito di proteggere i cristiani nel Medio oriente, ha aiutato in molteplici modi i fratelli e le sorelle sofferenti. I nostri appelli a difendere i cristiani sono portati in vari eventi e forum internazionali», ha precisato Cirillo, sottolineando che i cristiani del patriarcato di Antiochia «hanno avuto ogni possibile supporto materiale da parte della Chiesa ortodossa russa e dalle organizzazioni pubbliche. I cristiani in Medio oriente vedono oggi nella nostra Chiesa e nella Russia dei difensori dei loro interessi. E non dobbiamo dimenticare il nostro dovere di fare tutto il possibile per tutelare la presenza cristiana in Medio oriente». Alla riunione hanno partecipato 259 dei 342 vescovi della Chiesa ortodossa russa. Vari temi all’o rd i ne del giorno: la discussione della bozza del documento «Sulla partecipazione dei fedeli all’Eucaristia», redatto dalla Commissione interconciliare; la distribuzione dei diplomati delle scuole teologiche; la cooperazione tra imprese e diocesi; lo stato del monachesimo; l’avanzamento dei lavori sul catechismo (sul quale ha riferito il metropolita Hilarion, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne). Nel suo intervento, il patriarca di Mosca ha parlato anche del concilio panortodosso che si svolgerà nel 2016 a Istanbul, ribadendo la posizione della sua Chiesa in merito al fatto che, al concilio, tutte le decisioni dovranno essere prese esclusivamente con il consenso di tutti e non con la semplice maggioranza dei voti.
© Osservatore Romano - 11 febbraio 2015