Con il cuore aperto

terra santa 4GERUSALEMME, 6. L’Anno della misericordia, il sinodo sulla famiglia, questioni di bioetica, l’opera della Caritas accanto ai più poveri, la ripresa dei pellegrinaggi nonostante nuove esplosioni di violenza: sono i temi affrontati dall’assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa riunitasi nei giorni scorsi nella sede del patriarcato di Gerusalemme dei Latini. Pe quanto riguarda il Giubileo — si legge nella dichiarazione finale — «sono molte le porte sante che saranno aperte in Giordania, Palestina, Israele e Cipro, ma la priorità sarà quella di aprire i cuori dei nostri fedeli alla misericordia di Dio, attraverso il sacramento della riconciliazione e il perdono reciproco ».
L’11 febbraio 2016 sarà celebrata a Nazareth la giornata del malato; punto culminante di questo evento sarà il sacramento dell’unzione conferito a un gran numero di malati venuti dall’Europa e dalle Chiese locali, in presenza di un legato pontificio. I vescovi hanno poi approfondito alcuni argomenti discussi al sinodo di ottobre in Vaticano, ribadendo la necessità e l’urgenza «di migliorare la preparazione delle coppie al matrimonio, di condurre una vera riflessione sul senso, la bellezza e la vocazione del matrimonio religioso ». Al riguardo l’assemblea ringrazia Papa Francesco per la pubblicazione, nel settembre scorso, di due lettere apostoliche in forma di «motu proprio» sulla riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio nel codice di diritto canonico e nel codice dei canoni delle Chiese orientali, finalizzate ad «ammorbidire e semplificare le procedure giudiziarie di nullità del matrimonio, per renderle più accessibili, più rapide e meno onerose per i fedeli». Sulla bioetica, è stata presa la decisione di istituire un comitato pastorale per la salute per ognuna delle quattro regioni della Terra Santa. Inoltre «incoraggiamo la donazione degli organi come “forma particolare di testimonianza di carità” (Benedetto XVI) a servizio della famiglia umana». Nel comunicato si ricorda il prezioso lavoro di Caritas Gerusalemme presso i più poveri, in special modo nei settori dell’educazione, della salute e dello sviluppo: «Numerose azioni sono state avviate nella Striscia di Gaza in seguito alla guerra devastante dell’estate 2014. I vescovi hanno chiesto l’istituzione in ogni parrocchia di un comitato locale che si occupi dei poveri, al fine di “alleggerire” la Caritas nazionale». A settembre e a ottobre, «malgrado l’ultima fiammata di violenza», è stato constatato che i pellegrini sono venuti numerosi a visitare la Terra Santa. In tal senso si rinnova l’appello «a tutte le persone desiderose di camminare sulle orme di Gesù: non abbiate paura. Gli abitanti di questa terra hanno bisogno della vostra testimonianza. Per meglio vivere questo anno di misericordia, raccomandiamo che nei programmi dei pellegrinaggi si inserisca la celebrazione del sacramento della riconciliazione». Il comitato pellegrinaggi lavorerà per renderlo più accessibile nei diversi santuari.

© Osservatore Romano - 7 novembre 2015