A Gerusalemme i migranti sono di casa

Gerusalemme vedutaGERUSALEMME, 9. La Chiesa vive con e per i migranti. È quanto ha sottolineato l’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico di Gerusalemme dei Latini, incontrando per la prima volta dal suo insediamento i membri del locale Coordinamento della pastorale per i migranti. All’incontro, riferisce il sito in rete del patriarcato, hanno partecipato i responsabili delle varie cappellanie — filippina, indiana, cingalese, africana, libanese e romena — che rendono concreta la presenza della Chiesa tra le diverse comunità etniche della Terra santa.
Tra gli argomenti trattati la preparazione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato in programma il 15 gennaio prossimo, in occasione della quale, è stato annunciato, monsignor Pizzaballa presiederà una celebrazione a Jaffa. Il presule, esprimendo il sentito ringraziamento a quanti — operatori pastorali, congregazioni religiose, enti ecclesiastici — sono in prima linea nel rispondere alle necessità dei più poveri, ha ribadito il posto di assoluto rilievo che i migranti assumono nell’opera pastorale diocesana. Il lavoro con i migranti, ha detto, è in perfetta continuità con la tradizione della Chiesa madre di Gerusalemme che, fin dalla Pentecoste, è sempre stata un luogo in cui si riflette l’universalità della missione.

© Osservatore Romano - 9-10 dicembre 2016