Natale in Terra Santa (sul serio, altro che cinepanettoni…)

A woman catches snow flakes before the Western Walldi Silvia Di Lembo  (6-1-2018)  -   Di ritorno dalla Terra Santa. Sana e salva, ricca, di doni e di desideri. E pensare che tutti, ma proprio tutti, ci consideravano dei pazzi!

Fare un pellegrinaggio del genere, in un momento così delicato, con pericoli e incertezze non era davvero cosa buona e invece nulla di più pertinente per poter respirare a pieni polmoni un’atmosfera che ti rimane nel cuore, per poter toccare con mano un miracolo che si rinnova giorno dopo giorno: la vita della Chiesa e il suo popolo. Per chi naviga tra le pagine del Vangelo, i luoghi sono quelli stra conosciuti, nominati, immaginati: tanti episodi, tante storie di uomini che hanno incontrato Gesù in un giorno e in un posto ben preciso; case, pietre, rocce che da quel momento sono diventate luoghi di memoria viva, momenti di vita che si tramandano di bocca in bocca, di orecchio in orecchio e vanno a formare la tradizione cristiana. A detta della nostra guida, un nazareno cattolico che nei tratti somatici e nello spirito trasmette il calore e la saggezza del mondo arabo, non si può star davanti a certe cose in modo asettico o sentimentale: ad un certo punto occorre fare un salto, è un passaggio imprescindibile; lo scettico o il Tommaso di turno che arriva in Terra Santa con l’idea di vedere per credere non porterà con sé che un semplice book fotografico se non è disposto a fare un vero atto di fede, se non inizia a sentirsi parte viva, cuore pulsante di un popolo che accoglie con intelligenza e spirito critico ciò che qualcun altro prima di lui ha custodito e continua a custodire.

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2018/01/06