Identità e dialogo nel nome di san Francesco In Terra Santa da 800 anni
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- Creato: 19 Febbraio 2018
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Con il Capitolo di Pentecoste del 1217 svoltosi alla Porziuncola presso Assisi si decide l'invio dei frati Minori nelle terre dei non cristiani: in tale atto tradizionalmente si coglie l'inizio della scelta missionaria del nascente Ordine francescano. Guidati da frate Elia di Cortona, alcuni frati furono mandati “oltremare” a predicare con le opere e con le parole; così venne fondata una nuova Provincia francescana che sucessivamente diverrà l’odierna Custodia di Terra Santa). Due anni dopo, nel 1219, è lo stesso frate Francesco d'Assisi a recarsi nella città di Damietta, in Egitto, assediata dai crociati. Qui incontrerà il sultano al-Malik al-Kamil - nipote del più famoso Saladino - e alcune fonti tardive narrano che otterrà un salvacondotto per poter visitare per la prima volta i Luoghi Santi.
Le linee guida indicate da frate Francesco per la predicazione dei frati tra i non cristiani sono semplici: prima la testimonianza di vita e poi l’annuncio esplicito del Vangelo. Da allora, fino ad oggi, seguendo queste indicazioni i frati della Custodia hanno vissuto accanto alle popolazioni di Terra Santa, aperto la strada ai pellegrini, fondato scuole e opere sociali, subendo spesso anche persecuzioni e sofferenze. Ora questa vicenda è narrata nel volumetto Francescani in Terra Santa. Una storia lunga 800 anni (Edizioni Terra Santa, Milano 2018) nelle cui 144 pagine i migliori esperti del settore illustrano con termini semplici ma efficaci una storia di identità e dialogo che nel momento attuale diventa un segno per tutti.
fonte: http://www.edizioniterrasanta.it/etx/showPage.jsp?wi_number=35280&language=it#!prettyPhoto