Perché il Natale si festeggi anche a Gaza · Visita dell’arcivescovo Pizzaballa dopo le restrizioni ai permessi per attraversare la frontiera ·
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- Creato: 20 Dicembre 2018
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«Sappiamo bene che non vi è possibile visitare Betlemme con noi, così siamo venuti qui per celebrare il Natale con voi»: parole dell’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico di Gerusalemme dei Latini, che
ha salutato la piccola comunità cattolica di Gaza raccolta nei giorni scorsi in vista del Natale nella parrocchia della Sacra Famiglia. Una visita che, come evidenziato, intende esprimere anche particolare vicinanza a una comunità che quest’anno, insieme a tante altre privazioni e sofferenze, si trova a sopportare anche le forti limitazioni, da parte delle autorità israeliane, nella concessione dei permessi per attraversare la frontiera al valico di Erez e raggiungere familiari e amici a Gerusalemme, Betlemme e in altre città della Terra santa per celebrare insieme le festività. Infatti, come riferisce l’agenzia Sir, dei 500 permessi accordati ai cristiani palestinesi di Gaza per uscire dalla Striscia solo 200 sono stati effettivamente rilasciati. «I cristiani di Gaza — sostiene il parroco padre Mario da Silva — non dovrebbero richiedere permessi per celebrare il Natale a Betlemme perché è loro diritto viaggiare e pregare senza restrizioni».
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