Dove non tace il grido delle armi

terra-santa-preghieraPubblichiamo la lettera inviata lo scorso 18 febbraio ai vescovi di tutto il mondo dal cardinale Leonardo Sandri e dall’arcivescovo Cyril Vasil’, rispettivamente prefetto e segretario della Congregazione per le Chiese orientali, in occasione dell’annuale colletta per la Terra santa.

Eccellenza Reverendissima,
Come indicato dai Sommi Pontefici, la Chiesa cattolica, riunita nel Venerdì santo per la memoria della dolorosa passione di Cristo, esprime con la preghiera e con la Collecta il proprio sostegno alle comunità dei fedeli e ai luoghi della Terra santa, specialmente nell’attuale momento drammatico in cui versa l’intera regione del Medio oriente. Il tempo di Quaresima ci invita a meditare sull’amore per i luoghi che sono stati all’origine della nostra fede e presso i quali, nella sequela di Cristo, Salus mundi , si sono riunite le prime comunità cristiane, ricordate da san Paolo quando esorta calorosamente a «fare una colletta a favore dei poveri...» (cfr. Rm 15, 25-26; Gal 2, 10; 1 Cor 16; 2 Cor 8-9).
Come l’apostolo, anche Papa Francesco ha particolarmente a cuore le sofferenze di tanti fratelli e sorelle in questo angolo del mondo, reso sacro dal sangue dell’Agnello, e «aggravate negli ultimi mesi a causa dei conflitti che tormentano la regione [...]. Questa sofferenza grida verso Dio e fa appello all’impegno di tutti noi, nella preghiera e in ogni tipo di iniziativa» (Papa Francesco, lettera ai cristiani del Medio oriente, 21 dicembre 2014). Attualmente sono milioni gli sfollati che fuggono dalla Siria e dall’Iraq, dove il grido delle armi non tace e la via del dialogo e della concordia pare completamente smarrita, mentre sembra prevalere l’odio insensato di chi uccide e la disperazione disarmante di chi ha perso tutto ed è stato sradicato dalla terra dei propri padri. Se i cristiani di Terra santa sono esortati a resistere per quanto possibile a ogni tentazione di fuga, ai fedeli in tutto il mondo si chiede di prendere a cuore la loro vicenda. Essa coinvolge fratelli appartenenti alle diverse confessioni, in quell’ecumenismo del sangue che concorre al trionfo dell’unità: « ut unum sint! » ( Gv 17, 21). La Collecta pro Terra Sancta , quest’anno è più che mai occasione preziosa per essere pellegrini nella fede sull’esempio del Santo Padre, che nel maggio scorso ha visitato questo lembo di terra caro ai cristiani, agli ebrei e ai musulmani e promuovere il dialogo attraverso la concordia, la preghiera e la condivisione tra tutti i fratelli in Cristo, perché «il cammino della pace si consolida se riconosciamo che tutti abbiamo lo stesso sangue e facciamo parte del genere umano; se non dimentichiamo di avere un unico Padre nel cielo e di essere tutti suoi figli, fatti a sua immagine e somiglianza» (omelia di Papa Francesco durante la santa messa all’International Stadium di Amman, 24 maggio 2014). Il piccolo gregge dei cristiani, sparso per tutto il Medio oriente è chiamato «a promuovere il dialogo, a costruire ponti, secondo lo spirito delle beatitudini (cfr. Mt 5, 3-12), a proclamare il vangelo della pace...» (lettera ai cristiani del Medio oriente). Solo nell’unità dello spirito e nella carità fraterna di tutti i discepoli di Cristo, la Chiesa, sua sposa, potrà dare testimonianza di speranza ai suoi figli che vivono ogni giorno le stesse sofferenze del Signore umiliato e abbandonato. Auspico che la Collecta riceva accoglienza da parte di tutte le Chiese locali, perché possa crescere la partecipazione solidale che la nostra Congregazione coordina al fine di garantire alla Terra santa il sostegno necessario alle esigenze della vita ecclesiale ordinaria e a tutte le diverse necessità. A lei, ai suoi diretti collaboratori, particolarmente ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, e ai fedeli tutti, porgo il riconoscente ringraziamento del Santo Padre Francesco unitamente a quello di questo dicastero e delle Chiese che vivono nella terra di Cristo per la generosa dedizione e il sentito impegno per la buona riuscita della Collecta pro Terra Sancta .

© Osservatore Romano - 11 marzo 2015