Martyrs
Per i martiri di oggi
- Dettagli
- Creato: 23 Maggio 2015
- Hits: 737
In tante parti del mondo prosegue il massacro dei cristiani. Continuano le detenzioni, le torture, le uccisioni nelle forme più efferate, come la decapitazione, la crocifissione, la lapidazione. Si ripetono gli incendi di scuole e luoghi di culto, l’oltraggio e la distruzione di icone, di oggetti sacri, di antichi manoscritti. Non cessano le angosce e i pericoli, le fughe di persone innocenti, costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e i ricordi più cari, per affrontare la fatica di esodi senza fine, terribili per tutti, e soprattutto per gli anziani, i piccoli, i malati, le donne incinta. In sintonia con i ripetuti pronunciamenti di Papa Francesco in difesa della libertà religiosa, l’episcopato italiano, come è noto, ha deciso di proporre a tutte le comunità di dedicare la veglia di Pentecoste, la sera del 23 maggio, ai martiri contemporanei. «Questa situazione ci interroga profondamente e deve spingerci a unirci, in Italia e nel mondo, in un grande gesto di preghiera a Dio e di vicinanza con questi nostri fratelli e sorelle. Imploriamo il Signore, inchiniamoci davanti al martirio di persone innocenti, rompiamo il muro dell’indifferenza e del cinismo, lontano da ogni strumentalizzazione ideologica o confessionale», si legge nell’invito. L’iniziativa si propone anche di rafforzare l’attenzione al grido di dolore che si leva da tanti Paesi. Secondo la dodicesima edizione del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo realizzato da Aiuto alla Chiesa che soffre, i cristiani si confermano ancora una volta il gruppo religioso maggiormente perseguitato. Nel periodo tra l’ottobre 2012 e il giugno 2014, su 196 nazioni analizzate, in 116 si constata un preoccupante disprezzo per la libertà religiosa. Nel “Fo cus” annesso al Rapporto, le nazioni sono suddivise in quattro gruppi, in base al grado di violazione della libertà religiosa (elevato, medio, preoccupante, lieve). Sono venti i Paesi con un livello elevato di violazioni. Fra questi, in quattordici Stati la persecuzione è legata all’estremismo islamico. Nelle restanti sei nazioni dipende dall’azione di regimi autoritari. Oltre che dalle diocesi, un’adesione convinta alla veglia di preghiera è arrivata da diversi associazioni e movimenti laicali. Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo, in un comunicato scrive: «L’umanità è bagnata dal sangue innocente di uomini e donne che soffrono violenza e subiscono ingiustizia nel silenzio immobile e colpevole delle nazioni. Per questo vogliamo sostenere la causa dell’ecumenismo del martirio, cara al nostro Pontefice». A Roma, insieme alle celebrazioni in programma nelle diverse parrocchie e prefetture, le comunità del settore Centro si ritroveranno insieme al vescovo ausiliare Matteo Zuppi nella basilica dei Santi Apostoli. Fra le tante iniziative diocesane, alcune si rivolgono in particolar modo ai giovani, come a Udine, nella veglia presieduta dall’arcivescovo Andrea Bruno Mazoccato sul tema «Il fuoco luminoso dello Spirito parla in voi», dove la luce suggestiva di tanti lumini accesi nella cattedrale rappresenterà il chiarore di Dio che vince le tenebre del mondo e della persecuzione. L’arcidio cesi di Ferrara-Comacchio ha invitato per la sera del 23 maggio l’a rc i v e scovo di Mossul dei Siri, Yohanna Petros Mouche, che parlerà della situazione dei cristiani in Iraq. Nella diocesi di Forlì-Bertinoro, la preghiera sarà guidata dal vescovo Lino Pizzi con l’intervento di don Roberto Rossi, che racconterà il suo recente viaggio a Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove ha visitato diversi campi profughi. Letture e testimonianze anche nella diocesi di Imola, nella veglia presieduta dal vescovo Tommaso Ghirelli. Le esperienze vissute non possono essere taciute, perché rappresentano per tutti, come sottolineato dall’episcopato italiano, «una ragione di incoraggiamento al bene e di resistenza al male». Tante vicende di oggi sono degne di affiancare gli Acta martyrum dei primi secoli, perché, scritte con lo stesso sangue, con la stessa convinzione, irradiano lo stesso amore.
(donatella coalova)
© Osservatore Romano 24 maggio 2015