Synod officials and ecumenical representatives from various Churches and ecclesial communities offer details of the Ecumenical Prayer Vigil that will precede the 16th General Assembly of the Synod of Bishops in October.
 
Oggi è parroco ad Assisi, ma è nato in Iraq, è un sacerdote della Chiesa siro-cattolica e soprattutto non ha esitato a occuparsi degli sfollati dei campi profughi di Erbil fuggiti dalla furia dell’Isis. Padre Jalal Yako ieri a Prato a raccontare il dramma dei cristiani perseguitati vissuto sulla propria pelle. È stato invitato a parlare dal Comitato di Nazarat (Giovanni Acciaioli del Comitato pratese è con Padre Yako nella foto in evidenza, a destra) e dalla Fraternità dei terziari francescani che ogni 20 del mese di ritrovano per recitare il rosario nella chiesa di S. Maria della Pietà con la speciale intenzione per i cristiani perseguitati in Medio Oriente. L’iniziativa nacque nel 2016, quando la guerra in Siria, oggi purtroppo dimenticata, stava vivendo un periodo davvero terribile per la popolazione.
 
Dalla prigione 30 donne sottoscrivono una lettera aperta per dire “no” a processi sommari e impiccagioni di manifestanti pacifici. Sara Ahmadi e Malihe Nazari stanno scontando otto e sei anni per l’appartenenza a case di preghiera. Altre tre giornaliste arrestate in questi giorni per aver raccontato la repressione degli ayatollah.
 
In una lunga intervista, fra Massimo Fusarelli, ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori, accende i riflettori su alcune linee di azione pastorale in tutto il mondo. Al centro, soprattutto, l’attenzione alle vittime della guerra: “Le nostre case accolgono tutti, e per ogni sofferenza c’è una parola di conforto. Le storie che ho ascoltato mi hanno toccato il cuore”.
 
Oggi scoccano gli undici mesi dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, la guerra che Vladimir Putin ha voluto avviare il 24 febbraio 2022 come recrudescenza di ideologia zarista e sovietica.