Nel quadro del tradizionale scambio di delegazioni per le rispettive feste dei santi patroni — il 29 giugno a Roma per la celebrazione dei santi Pietro e Paolo e il 30 novembre a Istanbul per quella di sant’Andrea — il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ha guidato oggi la delegazione della Santa Sede per la festa del Patriarcato ecumenico. Il porporato è stato accompagnato dal vescovo Brian Farrell, segretario del dicastero, e da monsignor Andrea Palmieri, sottosegretario.
 
Mosca (AsiaNews) – Un’indagine del sito Sibir.Realii ha rivelato la grande commistione tuttora evidente tra cristianesimo e paganesimo in Siberia. Il territorio asiatico è stato conquistato dalla Russia 400 anni fa, nel 1581, quando il cosacco Ermak, inviato da Ivan il Terribile, sconfisse l’esercito del khan Kučuma. Il territorio si è poi esteso nei secoli successivi dagli Urali all’Oceano Pacifico, toccando perfino la costa nordamericana.

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Baghdad (AsiaNews) - “Tristezza e dolore”. Sono i sentimenti espressi dal primate caldeo, il card. Louis Raphael Sako, commentando la notizia dell’attacco contro un venditore di alcolici cristiano ad al-Amarah, città dell’Iraq centro-orientale sul fiume Tigri, capoluogo del governatorato di Maysan, avvenuto il 28 novembre scorso. In una nota pubblicata sul sito del patriarcato, il porporato condanna “l’attentato alla casa” di un fedele “appartenente alla nostra Chiesa” sferrato “con due ordigni esplosivi”. Fortunatamente non si registrano vittime o feriti, ma il gesto “ha creato terrore in famiglia e nella comunità cristiana” perché ricorda momenti legati a un passato di violenze.

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Anna Poce – Città del Vaticano
 
Roma, 30 nov 13:26 - (Agenzia Nova) - "L'ipotesi è allo studio, ma la complessità della normativa non permette di dire risposte definitive". Non ha voluto sbilanciarsi il direttore della sala stampa vaticana, quando gli è stato chiesto se Papa Francesco, porterà in Italia, tornando dal viaggio a Cipro, un gruppo di rifugiati. "Queste cose vengono dette dopo" ha aggiunto Bruni che ha poi sottolineato: "In ogni caso non si tratterebbe di un corridoio umanitario, ma di un ricollocamento, essendo eventualmente uno spostamento di profughi da un Paese all'altro dell'Europa". Matteo Bruni non ha nemmeno voluto commentare la notizia diffusa dal portavoce del governo cipriota, che dava per certa l'operazione. (Civ) © Agenzia Nova - Riproduzione riservata

 
“Provare ad evitare di offendere le sensibilità delle altre religioni annacquando le tradizioni natalizie non fa che alimentare il falso mito dell’intolleranza islamica” – Remona Aly, The Guardian
 
di Roberto Cetera
 
Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano
 
Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano
 
Gabriella Ceraso - Città del Vaticano 
 
di Andrea Sarubbi
 
Ben documentata e ancora operante la presenza francescana a Cipro. Probabilmente i primi frati vi giunsero ancora vivente san Francesco e già nel 1226 a Nicosia vi era un convento con una chiesa e un ostello per i pellegrini diretti in Terra Santa. Nei decenni successivi, i frati minori si insediarono a Famagosta, a Limassol e a Pafos.
 
Le patriarche maronite Béchara Boutros Rahi a salué dans son homélie dominicale les décisions prises par la cour de cassation dans le cadre de l’affaire du port de Beyrouth. Il faisait ainsi allusion au rejet des plaintes et recours présentés par les anciens ministres des finances Ali Hassan Khalil, des travaux publics Ghazi Zoaiter, de l’intérieur Nouhad Machnouk et des transport Youssef Fenianos, ainsi que de l’ancien premier ministre Hassan Diab permettant peut-être une reprise prochaine des investigations menées par le juge Tarek Bitar.

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Nell’intervista al direttore generale del canale televisivo “Spas” B. V. Korchevnikov uscita sul canale “Russia 1” il 20 novembre 2021 Sua Santità il Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus’, fra l’altro; ha risposto alla domanda sui possibili motivi delle azioni del Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, che provocano lo scisma nell’Ortodossia mondiale.
 
Mosca (AsiaNews) – “Oggi la Russia è la vera leader del mondo libero; noi siamo liberi dalle più insidiose influenze esterne, ci evolviamo seguendo il nostro cammino, e se Dio vuole sarà un cammino pieno di successi”. Sono le parole rilasciate a un canale tv dal patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill (Gundjaev) in occasione del suo 75° compleanno.
 
Gabriella Ceraso - Città del Vaticano 
 
Mons. Gallagher: "Mi auguro che questo sia l'inizio di un ulteriore progresso che unirà i cristiani, sia di tradizione ortodossa che cattolica, al servizio dell'umanità e alla predicazione del Vangelo, che è la ragione della nostra esistenza come Chiese cristiane" (Patriarcato ortodosso serbo - traduzione di lavoro) Sua Santità il Patriarca di Serbia Porfirio si è incontrato il 23 novembre 2021 nel Monastero del Santo Arcangelo a Kovilj con l'Arcivescovo Paul Gallagher, Segretario della Santa Sede per i Rapporti con gli Stati.
All'incontro hanno partecipato i Rev.mi Mons. Jerotej di Toplica e Sava di Marcana, Capo di Gabinetto del Patriarca Serbo, Ambasciatore della Repubblica di Serbia presso la Santa Sede, Prof. Dr. Sima Avramović e Dr. Bogdan Lubardić, professore presso la Facoltà teologica ortodossa di Belgrado.
Dopo l'incontro, Mons. Gallagher ha sottolineato:
- È un grande piacere essere qui oggi. Sono molto grato a Sua Santità il Patriarca per avermi ricevuto. Siamo qui da tre giorni, ma sicuramente dal punto di vista delle nostre comunicazioni, dei nostri rapporti con la Chiesa ortodossa serba, questo è il coronamento della mia visita. Ho trasmesso i saluti e l'affetto fraterno di Sua Santità Papa Francesco al Patriarca Porfirio, con il quale si è incontrato e per il quale ha grande stima. Sono entrambe persone di grande fede e quella fede è stata davvero l'argomento della nostra conversazione questa mattina. Abbiamo parlato del dialogo tra le nostre Chiese, delle relazioni tra le Chiese nel mondo, della situazione politica generale nel mondo, della politica regionale ed europea e di altri temi. Penso che sia stato uno scambio di opinioni molto positivo. Ciò riflette il grande rispetto che esiste tra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa serba. Penso che questo sia un passo avanti molto significativo che conferma l'impegno che è esistito a diversi livelli, con dialoghi formali e scambi di opinioni. Mi auguro che questo sia l'inizio di un ulteriore progresso che unirà i cristiani, sia di tradizione ortodossa che cattolica, al servizio dell'umanità e alla predicazione del Vangelo, che è la ragione della nostra esistenza come Chiese cristiane.
Esprimendo gioia per l'incontro con l'alto ospite, il Patriarca serbo Porfirio ha sottolineato:
- Sono lieto che oggi ci abbia visitato il Segretario del Vaticano - Santa Sede per i Rapporti con gli Stati - diremmo semplicemente il Ministro degli Affari Esteri del Vaticano - tanto più che oggi abbiamo avuto un incontro ufficiale qui nel monastero di Kovilj, che è un simbolo di pace. Vale a dire, il monastero di Kovilj è stato fondato sul luogo in cui si sono riconciliati due eserciti, l'esercito ungherese e l'esercito serbo al tempo di San Sava, che ha mediato nell'instaurazione della pace tra i due eserciti. Il monastero è stato costruito in questo luogo come simbolo di pace. La visita e il colloquio di oggi si sono svolti in quello spirito, nello spirito del Vangelo di Cristo. Abbiamo, naturalmente, discusso di tutte le sfide che devono affrontare le nostre Chiese, vale a dire le sfide dell'uomo moderno, così come la necessità di una comune testimonianza del Vangelo nel mondo moderno. Abbiamo concluso che il sistema di valori che il Vangelo porta e testimonia, e le Chiese sono chiamate a testimoniarlo, è in qualche modo diverso da molti altri sistemi offerti all'uomo moderno. Il sistema di valori, che noi come Chiese predichiamo e offriamo, è ugualmente moderno oggi, anche se ha duemila anni - ed è più necessario all'uomo moderno. Tutti coloro che affrontano le sfide, siano essi la Chiesa o le nazioni, hanno soprattutto bisogno di Cristo che è portatore di pace. Le discordie tra gli stati, le discordie tra le persone, a volte le incomprensioni tra le Chiese e le incomprensioni all'interno di una Chiesa, sono una conseguenza dell'oblio di Cristo e del tentativo di regolare il mondo con i nostri valori, la nostra nuda mente umana. Non è possibile ottenere alcuna pace se non abbiamo pace dentro di noi, e quella pace non è possibile se non abbiamo comunione e comunione con Dio. Solo quando costruiamo comunità e comunione con Dio possiamo avere pace in noi stessi, e allora quella pace si diffonderà intorno a noi, allora stabiliremo la pace con le altre persone, avremo pace con la creazione, e quindi la creazione non si vendicherà contro di noi. atteggiamento nei suoi confronti. In questo senso, vediamo molti problemi ambientali, inclusa la pandemia che stiamo affrontando. E qui la natura per noi è sacra. Pertanto, non importa quanto materiali fossero i problemi, non importa quanto riguardassero il nostro corpo, c'è sempre un campo spirituale sullo sfondo di tutti i problemi, o per meglio dire risolvere i problemi, su cui dovremmo vincere la battaglia, e quella battaglia non si può vincere senza l'aiuto di Dio. Di questo abbiamo parlato e abbiamo concordato e compreso: per fare il bene di un individuo e di un uomo e per il bene dell'intero genere umano, dell'intero pianeta, dobbiamo cooperare, lavorare insieme gli uni con gli altri, soprattutto noi cristiani . Non abbiamo bisogno di fare uno sforzo per capirci come cristiani. Certo, dobbiamo collaborare con persone che appartengono ad altre religioni, ma anche con coloro che sentono di non avere bisogno di Dio e si dichiarano miscredenti. Così, abbiamo capito e affermato a cosa ci chiama il Vangelo e a cosa ci chiamano le nostre Chiese: nessuno può fare a meno dell'altro, e tutti hanno bisogno dell'altro, e questo significa il nostro prossimo perché possiamo crescere come genere umano e come umanità.    (Testo originale in serbo)
 
Years ago I wrote about my first encounter with Syria as a young twenty-something year old fresh out of active duty service in the Marines: “My first visit to the region while desiring to study Arabic in 2004, just after completion of active duty service, and while still on the inactive reserve list, began a process of undoing every assumption I’d ever imbibed concerning Middle East culture, politics, and conflict.” I introduced in that fairly widely-read essay with the provocative title, A Marine in Syria, “An initial visit to Syria from Lebanon was the start of something that my Marine buddies could hardly conceive of: Damascus became my second home through frequent travel and lengthy stays from 2004 to 2010, and was my place of true education on the real life and people of the region.”

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Il Cairo (Agenzia Fides) – “10 anni di amore, cooperazione e fratellanza”. Con questo slogan sono state intitolate le celebrazioni per il decimo anniversario di fondazione della “Casa della Famiglia egiziana”, organismo di collegamento interreligioso attivato da alcuni anni per prevenire o mitigare le contrapposizioni settarie. All’evento celebrativo principale, svoltosi lunedì 8 novembre presso il Centro Conferenze di al Ahar, hanno preso parte anche Papa Tavadros II, Patriarca della Chiesa copta ortodossa, e lo Sheikh Ahmed al Tayyeb, Grande Imam di al Azhar.
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Mosul (Agenzia Fides) – E’ prevista entro la fine di novembre la cerimonia di riapertura della chiesa principale del monastero di Mar Korkis, nella città irachena di Mosul, gravemente danneggiata dai miliziani dell’autoproclamato Stato islamico (Daesh) durante il tempo dell’occupazione jihadista. Nei giorni scorsi è stato reso noto il completamento dei lavori di restauro eseguiti nel quadro del programma di stabilizzazione del patrimonio iracheno, in collaborazione con l’ordine monastico antoniano di Sant’Ormisda dei Caldei e grazie al supporto finanziario garantito dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America ai progetti di ricostruzione di chiese e monumenti realizzati in Nord Iraq dal Departement of Heritage and Civilization dell'Università della Pennsylvania (vedi Fides 2/8/2019).
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Almaty (Agenzia Fides) - “Siamo grati al governo del Kazakistan per aver invitato Papa Francesco al prossimo Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali. Non sappiamo ancora se il Pontefice potrà esserci, ma la sola eventualità ci riempie di entusiasmo: a vent’anni dalla visita in Kazakistan di Giovanni Paolo II, saremmo pronti ad accogliere il Papa e a fargli conoscere la bellezza della comunità cattolica in questo paese. I presupposti perché ciò avvenga sono buoni: innanzitutto c’è molta vicinanza tra i valori di dialogo promossi tanto da Francesco quanto dal Congresso. Sappiamo poi, quanto il Santo Padre sia attento alle Chiese di periferia, come la nostra”. E’ quanto dichiara all’Agenzia Fides Mons. José Luis Mumbiela Sierra, Vescovo della Santissima Trinità in Almaty e presidente della Conferenza Episcopale del Kazakistan.
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Patriarch dismisses resignation rumors

Ecumenical Patriarch Vartholomaios, the spiritual leader of Eastern Orthodox Christians, Friday dismissed refuted rumours that he planned to resign due to health reasons.

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Pubblicate le linee-guida per la pastorale ecumenica del patriarcato latino. I sacerdoti cattolici potranno impartire i sacramenti della confessione, dell’eucaristia e l’unzione degli infermi per i fedeli delle Chiese ortodosse, a patto che lo chiedano di loro iniziativa; anche i cattolici potranno ricevere i medesimi sacramenti da un ministro della Chiesa ortodossa. Patriarca Pizzaballa: l’obiettivo di “mettere ordine” in questa esperienza, per un bisogno che “nasce dal basso, dalla vita quotidiana”

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Reverendissimo Padre Delegato del Vice Gran Cancelliere e Preposito Generale della Compagnia di Gesù,
 

Polonia, luci verdi e fiaccole di umanità

ANDREA TORNIELLI

C’è chi strumentalizza migranti e rifugiati trasformandoli in ostaggi, e questo fa quotidianamente notizia. C’è chi costruisce in fretta barriere di filo spinato per respingere “l’invasione” di bambini indifesi, donne e uomini che vagano infreddoliti e bisognosi di tutto nei boschi al confine tra Belarus e Polonia, e anche questo fa notizia. C’è chi scende in piazza per sostenere le politiche dei costruttori di muri, in nome di un’identità che si dice cristiana, e anche questo non sfugge dai radar mediatici.
 

Papa Francesco. Viaggio alle fratture del mondo

Già 65 viaggi apostolici, 34 all’estero e 31 in Italia, e altri all’orizzonte, fra cui Cipro e Grecia. Fra le molte ragioni, il desiderio di farsi prossimo alle fratture del nostro tempo – del mondo, qualche volta della Chiesa: dai cambiamenti climatici alle catastrofi ambientali, dalle disuguaglianze crescenti al gelo demografico, fino alla crisi sanitaria e sociale.