https://www.collatio.it/lista-argomenti/documenti/lista-testi-utili/santi-e-beati/2252-san-daniele-comboni-vescovo-limone-del-garda-brescia-15-marzo-1831-khartum-sudan-10-ottobre-1881.html
 
Agnes Gonxhe Bojaxhiu, nata nell’attuale Macedonia da una famiglia albanese, a 18 anni concretizzò il suo desiderio di diventare suora missionaria ed entrò nella Congregazione delle Suore Missionarie di Nostra Signora di Loreto.
 
Tutto inizia al colle Celio, vera oasi di pace e bellezza. Uno dei luoghi più affascinanti, sconosciuti e silenziosi di Roma. Disseminato di chiese bellissime, ricche di opere d’arte cariche di storia.

Chiesa di San Gregorio Magno e Biblioteca di Agapito al Celio – Giuseppe Vasi
E’ qui che incontriamo la storia di uno dei personaggi più significativi del cristianesimo che riuscì a governare la Chiesa in uno dei suoi momenti più bui. Richard Krautheimer, uno dei più grandi storici dell’arte di tutti i tempi, lo ha definito: «il primo papa dell’età di mezzo, il fondatore della
 
Tiziana Campisi e Federico Piana – Città del Vaticano
 
Il 20 agosto la Chiesa celebra "la memoria liturgica di San Bernardo di Chiaravalle, grande dottore della Chiesa e soprattutto tenero cantore della Madonna”. Con queste parole al termine della catechesi dell'udienza generale del 19 agosto, Francesco ha ricordato la figura del santo teologo cistercense. Padre Alberto Coratti dell’abbazia di Casamari:"I suoi sermoni come inni"
 
di CATERINA CIRIELLO

Nel venticinquesimo anniversario della lettera enciclica Ut unum sint di san Giovanni Paolo II la Chiesa cattolica, nella persona di Papa Francesco e di tutti coloro che continuano a lavorare assiduamente per l’unità dei cristiani, ha ribadito il suo forte impegno per il ristabilimento di questa unità.
 
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Una tela di Felice Giani (1758-1823), tra i massimi esponenti del neoclassicismo, posta nella sala della pinacoteca, racconta come avvenne la scelta di Pietro, diacono della chiesa di Imola, per la cattedra episcopale ravennate.   Il Liber pontificalis ecclesie ravennatis, documento importantissimo del IX secolo scritto dal sacerdote Andrea Agnello, è un testo che raccoglie le Vite dei vescovi di Ravenna da Apollinare fino al secolo in cui fu redatto il pontificale. Nella Vita
 
È patrona dei penitenti e venerata anche dalla Chiesa d'Oriente. La Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia le tre donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, la peccatrice «cui molto è stato perdonato perché molto ha amato», e Maria Maddalena o di Magdala, l'ossessa miracolata da Gesù, che ella seguì e assistette con le altre donne fino alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vedere risorto. L'identificazione delle tre donne è  .... leggi tutto
 
Il Beato Simone nacque a Lipnica Murowana, nella Polonia meridionale intorno agli anni 1435-1440. I suoi genitori, Gregorio e Anna, seppero dargli un’educazione sana, ispirata ai valori della fede cristiana e, nonostante la modesta condizione, si preoccuparono di assicurargli un’adeguata formazione culturale. Simone crebbe con un carattere pio e responsabile, ricco di una naturale predisposizione alla preghiera e un tenero amore alla Madre di Dio.
 
(RC, a cura Redazione "Il sismografo") La Chiesa greco-cattolica slovacca commemora, oggi venerdì 17 luglio, il 60 ° anniversario della morte del beato vescovo eparca di Prešov, Pavel Petr Gojdič - OSBM. Mons. Gojdič morì il 17 luglio 1960, giorno del suo 72 ° compleanno nel carcere di Leopoldov (Slovacchia) durante il regime comunista dell'epoca. L'anniversario  verrà ricordato domani sabato alle ore 10 dall'arcidiocesi di Prešov con una solenne Liturgia nella città natale del vescovo e sarà celebrata dall'attuale arcivescovo di Prešov, il metropolita Ján Babjak SJ.

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Il Calendario liturgico pone la memoria di San Charbel il 24 luglio; molte comunità nel mondo la celebrano nella terza domenica di luglio con grande devozione per suo potere di intercessione presso Dio. La lista dei miracoli e delle grazie ottenuti da fedeli di tutte le confessioni implorando

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Sant' Olga di Kiev

Olga (o Helga) apparteneva ai variaghi, una popolazione norvegese che aveva invaso le terre lungo il fiume Volga nel ix secolo; sposò il principe Igor di Kiev, slavo, governante del nuovo regno russo nato dalla conquista norvegese di Kiev nell'882, che aveva condotto alla distruzione della comunità cristiana di Kiev. Igor e Olga erano entrambi pagani; all'assassinio di Igor nel 945, Olga governò in sua vece e fu spietata nella ricerca degli uccisori del marito e dei loro seguaci, molte centinaia dei quali furono uccisi. Si dimostrò un'amministratrice abile e giusta, e contribuì molto alla stabilità del nuovo stato russo. Una delle questioni che dovette affrontare fu la relazione tra Kiev e Costantinopoli: esistevano rapporti commerciali tra le due città da molti anni, che la distruzione della comunità cristiana di Kiev e un attacco di Igor alla città imperiale nel 941 avevano interrotto. Olga riconobbe il valore politico di avere dei legami più stretti e decise convertirsi al cristianesimo; non è facile determinare se questa decisione sia stata una mossa puramente politica o se Olga sia stata sincera nel convertirsi alla nuova religione, ma la successiva fedeltà al cristianesimo e i tentativi di sostenerlo e diffonderlo mostrano che fu coerente con quella conversione, dimostrandosi una devota cristiana per il resto della vita. Fu battezzata nel 957, e la tradizione afferma che fu la prima, in Russia, a ricevere questo sacramento, affermazione certamente errata; si dice anche che il battesimo, molto probabilmente, fu celebrato a Costantinopoli. Sembra certo invece che fu istruita da missionari bizantini di ritorno a Kiev, e che si recò a Costantinopoli nel 957.

Olga non ottenne molti risultati nel convincere il popolo a convertirsi alla nuova religione (non usò la forza per costringerlo), e fallì persino nel tentativo di convincere suo figlio. Nel 959, inviò una delegazione presso l'imperatore della Germania, Ottone I, chiedendo l'invio di missionari per evangelizzare il paese, richiesta che condusse poi alla missione fallimentare di S. Adalberto di Magdeburgo (20 giu.) nel 961, quando tutti i suoi compagni furono uccisi ed egli costretto a ritornare senza nessun risultato. I rapporti da lei creati con la Germania si dimostrarono, a ogni modo, importanti: Olga pensava fosse necessario mantenere un equilibrio tra Oriente e Occidente. La propensione ad appoggiarsi alla Germania forse fu anche dovuta alla delusione provocata dal rifiuto della corte bizantina di dare in sposa a suo figlio una delle principesse, come Olga desiderava. Fu suo nipote, S. Vladimiro di Kiev (15 lug.), che ottenne dei risultati dove lei aveva fallito; entrambi sono stati messi tradizionalmente in relazione in quanto fautori della conversione della Russia, e un cronista dell'xi secolo li definì «la nuova Elena e il nuovo Costantino, al pari degli apostoli». Olga aveva scelto come nome di battesimo Elena; se ciò fosse avvenuto a Costantinopoli, dove l'imperatore si chiamava Costantino Porfi-rogenito e l'imperatrice Elena, le implicazioni simboliche nella scelta del nuovo nome sarebbero state evidenti.

Quando suo figlio fu abbastanza adulto da governare di diritto, Olga si ritirò dalla vita pubblica, ma continuò la sua attività mis-sionaria, facendo costruire un certo numero di chiese, compresa una a Pskov e un'altra a Kiev. Morì nel 969, e il suo culto popolare ebbe inizio nel 996 quando Vladimiro trasferì le spoglie in una nuova chiesa che aveva costruito allo scopo. Kiev fu totalmente distrutta dagli invasori mongoli nel 1240, ma le sue reliquie non furono scoperte fino al xvii secolo; nel frattempo il culto fu ufficialmente confermato dal concilio russo del 1574. Le sue reliquie scomparvero di nuovo all'inizio del xix secolo e non sono state ritrovate.

(Santodelgiorno)
 

Santa Anatolia

Secondo la tradizione raccontata dalla Passio ss. Anatoliae et Audacis et s. Victoriae, risalente al VI secolo, Anatolia e Vittoria erano due giovani fanciulle romane di nobile famiglia, educate dai genitori alla fede cristiana. Chieste in moglie da due giovani amici, Eugenio e Aurelio Tito, rifiutarono il matrimonio con loro perché pagani e, donati i loro averi ai poveri, fecero voto di mantenere intatta la loro verginità.
Una prima menzione di Anatolia è nel De Laude Sanctorum (Cap.XI,in PL.XX,col.453)" composto verso il 396 da Vittrice di Rouen (330-409). La Santa vi figura tra i taumaturghi. All'inizio del sec. VI troviamo Anatolia e Vittoria ricordate insieme nel Martirologio Geronimiano al 10 luglio:"VI idus iulii in Savinis Anatholiae Victoriae"; Vittoria è anche ricordata sola al 19 dicembre:"In Savinis civitate Tribulana Victoriae".
Poco dopo le due Sante compaiono effigiate nei mosaici di S.Apollinare Nuovo in Ravenna, l'una a fianco dell'altra, in mezzo alle martiri più illustri dell'Occidente, avendo a sinistra S.Paolina, a destra S.Cristina, in quel corteggio maestoso che fa omaggio a Cristo delle proprie corone. Abbiamo, infine, databile al VI o VII sec., una Passio ss.Anatoliae et Audacis et s. Victoriae, che fu letta da Adelmo (m.709) e poi da Beda (m. 735),i quali ne derivarono, il primo il carme in lode delle due Sante, il secondo gli elogi, per Anatolia e Audace al 9 luglio, per Vittoria al 23 dicembre, nel suo martirologio. Gli elogi di Beda, riassunti in Adone e in Usuardo, furono accolti quasi per intero dal Baronie nel Martyrologio Romano, che colloca appunto Anatolia ed Audace al 9 luglio e Vittoria al 23 dicembre. La Passio è un vero centone, dove riaffiorano spunti e dettagli delle "passioni" di Nereo e Achilleo,Calogero e Partenio, Rufina e Seconda, Giovanni e Paolo e di molti altri,come ha ben dimostrato il Raschini. Secondo la Passio, Anatolia e Vittoria, giovani romane di nobile famiglia, rifiutarono le nozze con due patrizi perché consacrate a Dio. I due aspiranti, allora, col favore imperiale, le relegarono nei loro possedimenti di Sabina, Vittoria presso Trebula Mutuesca (l’odierna Monteleone Sabino sulla via Salaria), Anatolia presso Tora. Dopo varie vicende, in cui si sbizzarrisce la fantasia dell’agiografo,Vittoria venne uccisa e sepolta in una caverna: Anatolia sopravvisse di poco. Un soldato, Audace, fu incaricato di ucciderla, rinchiudendola in una stanza con un serpente. Il rettile lasciò incolume la Santa, mentre si avventò su Audace entrato, l'indomani, nella stanza per accertarne la morte. Ma Anatolia salvò Audace dal serpente e Audace si fece cristiano; quindi, ambedue furono uccisi di spada. Il martirio delle due Sante e di Audace è fissato dalla Passio al tempo di Decio(249-51).
Per quanto scarso sia il valore di questo testo,il culto delle due Sante è antichissimo e, a partire dal sec. VI-VII, ad esse è congiunto Audace, del quale non è possibile, però, garantire se sia un personaggio reale o una creazione dell'agiografo. Centro del culto è sempre stata, la Sabina,dove dovette avvenire il martirio: Trebula Mutuesca (Monteleone Sabino) per Vittoria, Tora per Anatolia e Audace. Più tardi il culto si propagò in altri luoghi in seguito a traslazioni di reliquie. Il corpo di S.Vittoria fu trasferito nell'anno 827 dall'abate Pietro di Farfa, in fuga davanti ai Saraceni, nel Piceno, sul Monte Matenano: fu poi riportato a Farfa il 20 giugno 931 dall'abate farfense Ratfredo, ma nel Piceno rimase assai vivo il culto della Santa . I corpi di Anatolia e di Audace verso la metà del sec. X furono ritrovati nelle campagne di Tora dall'abate sublacense Leone e trasferiti a Subiaco. In epoca imprecisata un braccio di S.Anatolia fu trasportato nelle diocesi di Camerino, in un paese che si chiamò da allora Santa Anatolia (oggi Esanatoglia) in prov. di Macerata. I Documenti del Regesto Farfense, Sublacense, Tiburtino, nominano frequentemente chiese e contrade recanti il nome delle due Sante. E ancora oggi nella campagna Sabina, nel Tiburtino e nel Sublacense la devozione popolare per le due Sante è notevole.
I corpi dei ss. Anatolia e Audace riposano ancora a Subiaco nella basilica di S.Scolastica, sotto l'altare del Sacramento. Al di sopra un bel quadro secentesco rappresentante la Santa nell'atto di liberare Audace dal serpente. Il capo di S.Anatolia, come pure quello di S.Vittoria sono conservati, però, nel Sacro Speco. E l'immagine delle due Sante, che compare sull'arco di ingresso alla Santa Grotta in un affresco di scuola romana del sec.XIII, sembra guidare il fedele al mistico luogo santificato dalla presenza del grande Santo di Norcia. Altra immagine di Anatolia, di scuola senese del sec. XIV, è sulla parete di destra della Scala Santa dello stesso Santuari

Fonte: http://editrice.cittanuova.it/s/526725/Bibliotheca_Sanctorum_terza_appendice.html

 

Pancrazio vescovo di Taormina

San Pancrazio Vescovo di Taormina martire nel II secolo
 

Santi Monaci Abramiti

A Costantinopoli, passione dei santi monaci Abramiti, che per il culto delle sacre immagini subirono il martirio sotto l’imperatore Teofilo.
 

Natività di San Giovanni il Precursore

Nelle chiese ortodosse orientali e nelle chiese cristiane orientali, San Giovanni Battista è spesso definito "il Precursore", un titolo utilizzato anche nel mondo occidentale ("Πρόδρομος" Pródromos in greco, "Precursor" in latino). il titolo indica che il proposito del suo ministero fu quello di preparare la strada alla venuta di Gesù Cristo.


 

Festa dei Santi di Radonez

Nella festa si fa memoria dei santi legati da vincoli spirituali a san Sergio di Radonez e alla Laura della Trinità di San Sergio. È stata istituita nel 1981 con il consenso del patriarca di Mosca, Pimen. I santi commemorati sono: i monaci martiri Gregorio Avnezskij, Cassiano Avnezskij, Ioasaf Borovskij; i vescovi Teodoro di Rostov, Stefano di Perm', Michele di Smolensk, Dionisio di Suzdal', Bassiano I di Rostov, Serapione di Novgorod, Ioasaf di Mosca, Ioasaf Belgorodskij, Filarete di Mosca, Innocenzo di Mosca; i monaci Sergio di Radonez, Cirillo e Maria di Radonez, Stefano, l'egumeno Mitrofane, Basilio Suchij, Giacobbe l'Inviato, Onesimo il Portinaio, il diacono Eliseo, l'archimandrita Simone, Isacco il Silenzioso, Macario, Elia il Cellario, Simone l'Ecclesiarca, Michea, Nettario il Messaggero, Alessandro Peresvet, Andrea Osljabja, I Bartolomeo, Naum, Gioannichio, Ignazio, Epifanio il Saggio, Nicone di Radonez, Abramo di Galic, Silvestro di Obnora, Sergio di Obnora, Paolo di Obnora, Andronico di Mosca, Saba di Mosca, Alessandro di Mosca, Daniele il Nero, Andrea Rublév, Romano Kirzacskij, Atanasio Vysockij il Vecchio, Atanasio Vysockij il Giovane, Leonzio Stromynskij, Saba Stromynskij, Saba Storozevskij, Giacobbe Stromynskij, Gregorio Golutvinskij, Atanasio di Cerepovec, Teodosio Cerepoveckij, Metodio Pesnosskij, Giacobbe Zeleznoborovskij, Niceforo Borovskij, Niceta Borovskij, Teraponto Borovenskij, Eufrosina di Mosca, Eutimio di Suzdal', Demetrio Priluckij, Stefano Machriscskij, Teodoro di Rostov, Paolo di Rostov, Teraponto Mozajskij, Cirillo di Beloozero, Martiniano di Beloozero, Arsenio Komel'skij, Massimo il Greco, Irinarco il Sagrestano, Dionisio di Radonez, Doroteo il Bibliotecario, Barnaba del Getsemani; il pio principe Demetrio Donskoj.
(Bibliotheca Sanctorum Orientalium)
 

Sant' Atanasio l'Atonita

Nacque attorno al 920 a Trebisonda da una famiglia originaria di Antiochia e gli fu imposto il nome di Abraamios. Studente a Costantinopoli, vi strinse un'amicizia con l'egumeno del monastero di Kyminas, Michele Maleinos, e con Niceforo Focas, nipote di Maleinos, divenuto in seguito imperatore. Dopo aver esercitato per qualche tempo la professione di insegnante, Abraamios lasciò la cattedra per ritirarsi a Kyminas a vivere da eremita: celebrò questo cambiamento mutando il nome di battesimo in Atanasio. Si stabilì poi sul Monte Athos, dove visse assumendo il nome di Barnaba. Raggiunto dalI'amico Niceforo, venne convinto a partecipare alla spedizione contro i Saraceni nell'isola di Creta (960). Venne compensato con i fondi che usò per costruire un monastero dedicato alla Santa Vergine sul Monte Athos: fu il primo cenobio del noto sito monastico. La guida di Atanasio e la sua riforma non sempre furono accettate ma trovarono assenso da parte di Costantinopoli, venne così considerato il fondatore del cenobitismo atonita. Morì nel 1003, travolto da una trave di una chiesa in costruzione. (Avvenire)


 

Sant' Andrea Rublev

Andrej Rublev, pittore russo, considerato il più celebre iconografo, fu il rappresentante dello stile idealista. Accanto a Prochor di Gorodec e a Teofane il Greco, decorò la cattedrale dell’Annunciazione del Cremlino a Mosca (1405) ed eseguì alcuni dipinti dell’iconostasi, poi trasferita nella nuova cattedrale (1484). In queste opere, come nei precedenti affreschi della cattedrale di Zvenigorod, affiorò, all’interno dell’ancor salda tradizione figurativa bizantina, la tendenza ad un’espressione più naturalistica. Gli affreschi nella cattedrale della Dormizione di Vladimir, alcune tavole dell’iconostasi della stessa chiesa e la celebre icona della “Trinità angelica” per l’omonima chiesa moscovita segnarono l’apice nello stile dell’artista. Nel 1988 Rublev fu canonizzato dalla Chiesa Ortodossa Russa.
(Santi e Beati)
 
Nell’udienza al cardinale Becciu il Papa autorizza i Decreti che porteranno alla Chiesa tre nuovi santi. Tra le figure di spicco quella di de Foucauld, esempio di vita evangelica e di preghiera

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Fratel Charles, da mistico e contemplativo, ci riporta alla consapevolezza che esistiamo, pensiamo, amiamo, ci muoviamo sempre in Dio anche quando non ci ricordiamo, e che l’uomo non può essere esaustivo in se stesso. Oggi anche noi cristiani, trascurando spesso la dimensione mistica e contemplativa della vita, crediamo che tutto inizi e finisca con la nostra esistenza. C’è, quindi, l’urgenza di rendere visibile Dio nella storia, attraverso la testimonianza, vivendo secondo Gesù Cristo e il suo Vangelo. 
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Il dono della santità

Un incoraggiamento «ad approfondire i tesori spirituali che accomunano cattolici e ortodossi, per essere convincenti testimoni del
 
Eseguito durante la Santa Messa inaugurale
presso la Fiera di RIMINI - per il Meeting 2019

CREDO: Testo liturgico in lingua paleoslava Armonizzazione di Alexander Tikhonovich Gretchaninov (1864- 1956).
LIVE in Rimini, 19 08 2019. Interpreti:
CORO INTERNAZIONALE SAN NICOLA formato da cattolici e ortodossi, direttore Guya Valmaggi;
CORO di COMUNIONE E LIBERAZIONE di Rimini, direttore Anastasia Gemmani. Solista: p. Dmitry Zhavko






 
Biglino ed il monoteismo ebraico Un altro tema che nelle sue conferenze il sedicente esperto biblico Mauro Biglino non manca mai di trattare è quello relativo al monoteismo ebraico.
 
Alle ore 10.45 di questa mattina, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Membri della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali.
 
Ricordiamo la grande figura di Olivier Clément nel decennale della scomparsa. Figlio del libero pensiero e della sua crisi, scoprì la fede attraverso il fascino della libertà dello Spirito descritta dai pensatori russi: «Solo lo Spirito è rivoluzionario… Tutti i problemi sono in fondo religiosi» (Berdjaev).
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Quello che fa il Vangelo nel cuore dell’uomo è la stessa cosa che fa la cultura nello spirito umano: coltiva l’umano nell’uomo. Con la differenza che la cultura fa dell’uomo l’artefice della propria e altrui coltivazione (educazione), mentre il Vangelo mette a capo di quest’opera umana il Logos divino, il Verbo, la Parola/Persona che diventa carne, storia, vita.   leggi tutto
 

Dalla Vergine fiorisce l’albero della vita

La solennità del Natale nella tradizione bizantina è scandita da una lunga serie di tropari che glossano e cantano il mistero centrale della nostra fede cristiana: l’Incarnazione del
 

La venuta del Messia - di ABRAHAM SKORKA

La speranza di un mondo di concordia e armonia, in cui gli istinti distruttivi dell’umanità possono essere controllati e il potenziale spirituale insito negli esseri umani si manifesta al
 
Il mensile «Città Nuova» in occasione della beatificazione dei 19 martiri uccisi in Algeria fra il 1994 e il 1996, ha pubblicato la testimonianza di una focolarina che si recò nel paese nordafricano in visita alla comunità dei