"Sono determinato a riportare a casa ogni americano detenuto" in Iran. Lo ha ribadito il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, definendo però "errate" le notizie, circolate nel fine settimana, su un accordo tra Washington e Teheran per uno scambio di prigionieri e lo sblocco di fondi iraniani congelati. La notizia era stata già smentita ieri dal dipartimento di Stato. Blinken è a Londra per la ministeriale Esteri del G7 e ha avuto dei bilaterali, tra cui quello con l'omologo britannico, Dominic Raab, che aveva il dossier iraniano in cima all'agenda.
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Costretto a lasciare la penisola per la prima volta all'età di sei mesi, ha lottato per il diritto del suo popolo a tornare nella propria terra anche a costo dell'esilio, di sei detenzioni in un Gulag e del più lungo sciopero della fame al mondo: 303 giorni.   --  Coronato il sogno di rimpatriare nel 1989, si è ritrovato di nuovo bandito per aver condannato l'annessione russa nel 2014: "Vogliono impedire che venga seppellito nella mia patria". "Le persecuzioni subite oggi dai Tatari in Crimea sono peggiori rispetto a quelle dei tempi sovietici", commenta amaro Mustafa Dzhemilev in collegamento Zoom con Repubblica da Kiev a sette anni dall'annessione russa della penisola ucraina.
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Beneficeranno anche ribelli e dissidenti che non abbiano ucciso. A meno di un mese di distanza dalle elezioni presidenziali, il presidente della Siria, Bashar al-Assad, ha ordinato con un decreto un'amnistia per i detenuti, rilasciando non solo persone condannate per reati minori, ma anche chi è stato condannato per "complicità in atti di terrorismo". Tra questi ultimi, nel gergo del regime siriano, rientrano le attività dei ribelli ma anche degli attivisti contro il governo di Damasco.      ... segue
 
In Libia dal 2013 al 2018, secondo la corte di Addis Abeba, ha stuprato, torturato e ucciso i profughi detenuti nel centro non ufficiale più famigerato. Colpevole, ma ancora latitante il socio Kidane. Il supertrafficante eritreo Welid, uno dei più crudeli assassini di profughi in Libia, uno degli organizzatori della nave della morte affondata il 18 aprile 2015 al largo di Malta è stato riconosciuto colpevole dalla corte di Addis Abeba. Tewelde Gojtom, alias Welid, che ha operato in Libia per 5 anni, imbarcando a forza almeno 400 eritrei sugli 800 disperati sulla nave della morte sovraccarica colata a picco il 18 aprile 2015 nel più grande naufragio del secolo nel Mediterraneo, è stato riconosciuto colpevole delle accuse a suo carico.    ... segue
 
"L'Italia non ti salverà". Due nuovi testimoni raccontano di aver sentito questa frase, rivolta a Giulio Regeni, nei giorni terribili della sua detenzione e delle torture che lo hanno portato alla morte al Cairo.  -- A parlarne, ieri sera dagli schermi di "Che tempo che fa" su Rai tre, l'avvocatessa dei genitori di Giulio, Alessandra Ballerini: "Si sono fatti avanti nuovi testimoni - ha   ... segue
 












Care amiche, cari amici,   La Scuola iconografica di Seriate con il patrocinio di Russia Cristiana propone un momento di riflessione e approfondimento sul tema:   Custode, maestro e testimone della fede  per l’umanità di Gesù: GIUSEPPE, UOMO GIUSTO Giovedì 6 maggio 2021 • ore 21   l’incontro sarà tenuto da don Francesco Braschi e sarà disponibile sul canale YouTube di Russia Cristiana
al link: https://youtu.be/hU7STxEGzbA    L'incontro è aperto a tutti.   Cordiali saluti e a presto,

 
Il lockdown proclamato dal 19 aprile al 5 maggio dal governo cambogiano in alcune zone della capitale Phnom Penh e in altre città del paese sta causando una spaventosa crisi umanitaria. Da Phnom Penh, dove circa 300.000 persone risiedono all'interno di una "zona rossa" che prevede anche il divieto di uscire di casa per comprare da mangiare, arrivano richieste d'aiuto disperate. In rete, verificati dagli esperti di Amnesty International, circolano video di persone affamate, alcune coi neonati in braccio che hanno bisogno di latte, che supplicano aiuto alla polizia. Decine ... segue
 
ANALISI - Il Paese, democrazia in costruzione dopo la ′′rivoluzione del gelsomino′′ del gennaio 2011, è oggi il primo Paese esportatore di giovani partiti per la jihad: Libia, Siria e Sahel... Una realtà dura da accettare dalla società locale.
 
Le chiese ortodosse, piccole e non areate, possono diffondere il virus, specie durante la celebrazione pasquale quando vi partecipano molte folle. Le indicazioni del Servizio federale. Riconoscimento patriarcale ai responsabili dei progetti umanitari in Siria. Onufryj di Kiev chiede lo scambio dei prigionieri.

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Antonella Palermo - Città del Vaticano
E' salito ad almeno 45 il bilancio delle vittime del disastro su Monte Meron. Lo hanno riferito i servizi di pronto soccorso secondo cui tra questi ci sarebbero anche cinque ragazzi. Intanto procede all'Istituto di medicina legale di Tel Aviv l'opera di riconoscimento dei deceduti da parte delle famiglie. Si stanno attrezzando i primi funerali che per la legge ebraica - se le salme sono state identificate - vanno celebrati prima del riposo sabbatico.
 

Il miracolo del Sacro Fuoco

Già la sera precedente, le porte di accesso alla Città Vecchia di Gerusalemme vengono chiuse per il grande numero di pellegrini in ingresso. Quelli che riescono ad entrare, equipaggiati di materassini e sacchi a pelo, sono pronti a passare una notte all’addiaccio, pur di riuscire ad entrare la mattina successiva nella basilica del Santo Sepolcro, e poter essere tra i fortunati che assisteranno al rito che incessantemente da quasi 12 secoli si ripete nel luogo della Risurrezione: Il Rito del Sacro Fuoco.
 
La cosa peggiore che possa accadere a un cristiano è quella di soffocare l’effetto della Pasqua nel chiuso della propria interiorità. I cinquanta giorni che hanno segnato il tempo pasquale sono un grande esercizio di evasione dal chiuso del cenacolo. In fondo sono gli stessi discepoli che vivono la fatica di passare dall’esperienza del Risorto alle conseguenze di una vita risorta. In loro sembra che l’evento cristiano si limiti ad essere solo un’esperienza individuale o al massimo di un gruppo chiuso.
 
È ormai un anno che un attivista ateo, Mubarak Bala, langue dietro le sbarre in una prigione del nord della Nigeria senza processo e neanche incriminazione ufficiale. Era stato arrestato il 28 aprile 2020, poco dopo il matrimonio, con l'accusa di aver criticato il profeta Maometto in un post su Facebook: un atto di blasfemia punibile con la morte, nel nord musulmano e ultraconservatore della Nigeria dove la sharia viene applicata insieme alla legge tradizionale.  --  Oltre ad essere ingegnere in una compagnia elettrica nello stato di Kaduna, il 36enne Bala è il presidente dell'Associazione Umanista della Nigeria, un'organizzazione che si  ... segue
 
L'annuncio dal carcere dell'oppositore russo dopo le manifestazioni di mercoledì scorso, a cui sono seguiti centinaia di arresti. Mosca alla comunità internazionale: "Concentratevi sui vostri problemi". L'oppositore russo Aleksej Navalnyj ha annunciato la fine dello sciopero della fame, iniziato il 31 marzo scorso per protestare contro le condizioni della sua detenzione a seguito dell'arresto nel quadro del caso Yves-Rocher. L'annuncio arriva dopo le manifestazioni di mercoledì scorso, durante le quali, secondo Navalnyj, è stato "ottenuto abbastanza da revocare lo sciopero".  -- Le condizioni dell'attivista erano andate peggiorando negli ultimi giorni, tanto da   ... segue
 
J'accuse dei genitori di Giulio dopo le ultime rivelazioni sulla sua morte in Egitto. "Amarezza e sconvolgimento". È quello che esprimono Paola e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, il ricercatore sequestrato, torturato e ucciso nel 2016 in Egitto. Lo fanno con una dignità che tutti dovremmo ammirare, ma anche con la forza di chi, malgrado il dolore, guarda dritto negli occhi e dice cose chiare.  Questa volta non denunciano i torturatori o chi li protegge, ma alcuni cronisti, anzi "un modo di fare giornalismo spregiudicato, morboso e assolutamente irrispettoso e  ... segue
 
Il 20 aprile 2021 nel Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne (Decr) del Patriarcato di Mosca ha avuto luogo un incontro del presidente del Decr metropolita Hilarion di Volokolamsk con il Nunzio Apostolico nella Federazione russa arcivescovo Giovanni D’Aniello.
Durante la conversazione gli interlocutori hanno discusso lo stato odierno delle relazioni fra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana e alcune questioni attuali della collaborazione bilaterale.    leggi tutto
 
Erevan (AsiaNews) - Almeno 10mila persone hanno sfilato ieri sera per le vie di Erevan, capitale dell’Armenia, per commemorare il genocidio del 1915 per mano dell’impero ottomano durante la Prima guerra mondiale. La folla, con in mano ceri o torce accese a simboleggiare le vittime, si è radunata nel centro della città attorno al memoriale realizzato in ricordo del massacro. 
 
Por primera vez un presidente de Estados Unidos en ejercicio reconoce como un genocidio a la matanza de alrededor de 1,5 millones de armenios a manos de fuerzas turcas otomanas iniciada en 1915.
 
Alessandra Zaffiro - Palermo
 
Salvatore Cernuzio - Città del Vaticano
 
@Pontifex  Come prevenire i conflitti? Nessun popolo, nessun gruppo sociale potrà conseguire da solo la #pace, il bene, la sicurezza e la felicità. Nessuno. La lezione della recente pandemia è la consapevolezza di essere una comunità mondiale che naviga sulla stessa barca. #DiplomacyForPeace  (24 aprile) Nel magistero di Papa Francesco «Ritengo importante che non venga meno la volontà di un confronto sereno e costruttivo fra gli Stati, pur essendo evidente come i rapporti in seno alla comunità internazionale, e il sistema multilaterale nel suo complesso, stiano attraversando momenti di difficoltà, con il riemergere di tendenze nazionalistiche, che minano la vocazione delle organizzazioni
 
“Le ripercussioni della pandemia di coronavirus e la crescita dell’ideologia estremista, che hanno imposto cambiamenti e circostanze difficili,  richiedono all’istituzione ecclesiastica, compreso il Sinodo caldeo, di seguire criteri precisi per la scelta dei propri vescovi che devono essere un riferimento affidabile per la Chiesa”. È quanto scrive il card. Louis Raphael Sako, patriarca caldeo di Baghdad, in una dichiarazione diffusa questa mattina dal Patriarcato, in occasione della Domenica del Buon Pastore del 25 aprile. Nel testo il patriarca affronta il tema dei criteri da adottare per la scelta dei vescovi della Chiesa e parla di “numerose lettere di fedeli che criticano e fanno osservazioni” sul “comportamento e l’azione di alcuni membri del clero”. Un segnale, per Mar Sako, che indica come i fedeli “non possono accettare oggi un ecclesiastico qualsiasi. Desiderano che la    ... segue
 
Oggi tutte le metropoli greche e quasi tutti i grandi monasteri hanno il loro sito internet e quasi tutti aprono con una solenne aquila bicefala, segno del Patriarcato di Costantinopoli e delle varie metropoli greche. L’aquila bicefala si vede dappertutto: dalle bandiere che sventolano nelle chiese e negli edifici della metropoli, alle macchine dei metropoliti, ai pavimenti delle chiese, ai paramenti sacri.

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Un bicchiere d’acqua e datteri per “rompere il ghiaccio” e avvicinarsi ai musulmani in questo tempo di preghiera e digiuno del Ramadan. L’iniziativa è del frate francescano Mario Hadchiti, parroco della chiesa latina del Buon Pastore di Gerico e direttore della scuola Terra Santa. Poco prima che scatti l’ora dell’iftar, il pasto con cui nella tradizione islamica si interrompe il digiuno quotidiano del mese sacro, il religioso distribuisce acqua e datteri ai passanti: per coloro che tornano a casa di fretta o in ritardo, ricevere un bicchiere d’acqua e un dattero è un
 
Giada Aquilino - Città del Vaticano
“Opportunità”, “decisioni e scelte quotidiane”, modi diversi di “abitare la terra”: sono i termini dell’ecologia integrale e dei nuovi stili di vita che ricorrono e fanno da filo conduttore al convegno annuale dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona (Iusve) sul tema “Land’s End: per la cura della casa comune”. Prendendo le mosse dalla Laudato si’ di Papa Francesco, si tiene in modalità telematica fino a domani, in occasione della Giornata internazionale della Terra (Earth Day).

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Benedetta Capelli – Città del Vaticano
 
Debora Donnini – Città del Vaticano
 
Il 17 aprile 2021 a Nur-Sultan ha avuto luogo l’incontro del metropolita Aleksandr di Astana e di Kazakistan con il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Kazakistan arcivescovo Francis Assisi Chullicatt.
 
In an address from the balcony of his limestone residence in the town of Bkerke, Lebanon, at the end of February, Lebanon’s senior Catholic prelate, Cardinal Bechara al-Rai, made it clear he believes his country is on the brink of collapse—and the key to rescuing it involves disarming Hezbollah. “There does not exist two or several states within one land,” Rai said before a crowd of hundreds of people, who had gathered despite the pandemic. “There does not exist two or more armies within one united state.”
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