(Peter Anderson) On January 22, a delegation from the and met with Ecumenical Patriarch Bartholomew.Patriarchate of Alexandria visited the Phanar and met with Ecumenical Patriarch Bartholomew.  At the meeting, the establishment of an exarchate in Africa by the Moscow Patriarchate was discussed.  The delegation also gave the Ecumenical Patriarch a letter from Patriarch Theodoros of Alexandria.(link) The three-person delegation consisted of Metropolitan Gregory of Cameroon, Metropolitan Ioannis of Zambia, and Bishop Prodromos of Toliara and South Madagascar.  At the January 10-12 meeting of the Holy Synod of the Patriarchate of Alexandria, Metropolitan Gregory was the hierarch who made the main presentation relating to the Moscow Patriarchate’s actions in Africa.  The full text of his presentation at the Holy Synod can be read at (link) (in Greek).
 
Le patriarche maronite, Béchara Raï, s'est déclaré dimanche opposé à de nouvelles taxes qui pourraient être imposées aux Libanais dans le cadre du projet de budget 2022, à l'ordre du jour du premier Conseil des ministres prévu demain lundi après plus de trois mois de paralysie gouvernementale.
 

Sr Maria Gabriella, una vita per l'Unità

L'offerta della vita di Suor Maria Gabriella per L'UNITA' DEI CRISTIANI  fu la risposta alla richiesta di preghiere ed offerte fatta alla comunità dalla Badessa della Trappa di Grottaferrata, Madre Maria Pia Gullini, che credeva intensamente nella causa dell'Unità.

qui una visita al Monastero di Vitorchiano, dove riposa la Beatahttps:
//www.collatio.it/lista-argomenti/fotogallery/o-foto-varie/1685-breve-visita-al-monastero-delle-trappiste-di-vitorchiano-e-colloquio-con-una-suora-e-amici.html
 
Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano
 
Nostra traduzione dell'intervista a Mons. Schevchuk
clicca qui per l'originale

Anche l'anno 2022 sarà probabilmente un anno di incontri interessanti. Papa Francesco arriverà in Ucraina dalla Capitale Apostolica. Prevediamo che questa visita sarà diversa da quella del defunto Giovanni Paolo II. Molte cose sono cambiate in vent'anni, abbiamo capito molto di noi stessi, la coscienza religiosa degli ucraini è ora più matura. Ma la visita della prima persona è sempre geopolitica. E comincia molto prima della data stabilita. Quindi l'incontro con il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina Beato Sviatoslav è iniziato con il tema della prossima visita.
 

Cosa ho imparato da Tolstoj - by olga sedakova

Per Tolstoj l’arte serve a educare i sentimenti, e io sono felice di aver seguito questa scuola fin da bambina, fin da quando ho letto per la prima volta la sua opera giovanile, la trilogia Infanzia, Adolescenza e Giovinezza.
 
Federico Piana- Città del Vaticano
 
Tre giovani ebrei nella Polonia degli anni Trenta e Lolek, vezzeggiativo di Karol Wojtyla, cattolico, destinato a diventare sacerdote, poi vescovo e infine papa della Chiesa cattolica.
I quattro amici si perdono di vista per quasi trent’anni, cercandosi a lungo e poi ritrovandosi per caso a Roma e, infine, a Gerusalemme.

Un legame più forte del sangue, sopravvissuto agli orrori dei gulag e della Shoah.

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Touching upon the situation in Ukraine in his interview to Mezhdunarodnaya zhizn (International life) magazine, His Holiness Patriarch Porfirije of Serbia stressed, “We will not change our position. We give and continue giving considerable support to Metropolitan Onufry and his Church”.

In the upheavals of the late 20th century, which involved the disintegration of states, “the enemies of Orthodoxy - but I would say the enemies of Christianity - saw an opportunity to split up autocephalous or autonomous Churches”, noted the Primate of the Serbian Orthodox Church.

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(Aldo Cazzullo, Corriere della Sera) L’ex vescovo di Reggio Emilia: «Ratzinger fu il primo a evidenziare la gravità degli abusi. Perché allora questo accanimento? Sbagliato usare per ieri i parametri di oggi» -- «È una manovra contro Ratzinger. E viene da dentro la Chiesa». Così monsignor Massimo Camisasca — 75 anni, fino a pochi giorni fa vescovo di Reggio Emilia, autore di settanta libri tra cui la storia di Comunione e Liberazione — giudica l’accusa rivolta al Papa emerito di aver coperto, negli anni in cui era arcivescovo di Monaco di Baviera, casi di pedofilia.
Perché ne è così convinto?
«Mi lasci fare una premessa. Tutti noi vescovi italiani, naturalmente me compreso, siamo profondamente convinti che gli abusi sessuali compiuti su minori, oltre a quelli morali e di autorità, siano un gravissimo delitto. Tanto più grave se compiuto da una persona consacrata, da un religioso, da un educatore».
Ci mancherebbe altro.
«Certo. Ma dell’estensione numerica di questi delitti la Chiesa ha preso coscienza, sempre più ampiamente, durante gli ultimi anni del pontificato di Giovanni Paolo II. Fu proprio il cardinal Ratzinger a evidenziarne per primo la gravità — solo tra i leader mondiali, politici e culturali — e a prendere provvedimenti».
Quali?
«Rafforzando la sezione giuridica della Congregazione per la dottrina della Fede da lui presieduta. Divenuto Papa, compì atti di grande determinazione: la lettera durissima nei confronti della Chiesa irlandese, la richiesta di penitenza e conversione, l’aperta solidarietà verso le vittime. Inasprì le pene e diede alla Congregazione della Fede poteri inquirenti, nuovi ed ampi. Nessuno ha fatto come lui, prima di lui».
E Papa Francesco?
«Ha continuato questa linea con numerosi interventi e mostrando la sua vicinanza alle vittime, chiedendo alle Chiese locali di dotarsi di una commissione diocesana di ascolto delle vittime e di formazione degli educatori. Nessun organismo mondiale ha fatto quanto sta facendo la Chiesa cattolica. È una coscienza nuova che si è imposta lungo i decenni. Non solo la Chiesa, anche la società civile deve compiere un lungo cammino. Gli abusi avvengono soprattutto nelle famiglie, nel mondo dello sport e dell’associazionismo giovanile. Perché allora questo accanimento contro Ratzinger, su fatti accaduti quasi 40 anni fa?».
Appunto. Perché, secondo lei?
«L’unica ragione mi sembra l’insofferenza dei settori liberal della Chiesa e della società».
Quali sono i «settori liberal della Chiesa»?
«Coloro che si rispecchiano nelle derive del sinodo tedesco. Coloro che non hanno mai accettato il pontificato di Benedetto XVI, la sua umiltà, la sua chiarezza, la sua teologia profondamente aperta e nello stesso tempo radicata nella tradizione, l’acutezza della sua lettura del presente, la sua battaglia contro la riduzione della ragione, la sottolineatura del valore sociale della fede, l’apertura del diritto a un fondamento etico e veritativo».
Resta il fatto che sono accuse gravi. Lei è certo che non siano supportate da fatti, da prove?
«Non capisco perché la Chiesa francese e quella tedesca abbiano scelto la strada di commissioni “indipendenti”, che in realtà indipendenti non sono, perché viziate, almeno in alcuni loro membri, da un pregiudizio anticattolico. Nello stesso tempo, non bisogna mai misurare gli atteggiamenti di decenni fa con quelli che sarebbero doverosi oggi, a partire dalla coscienza più matura della gravità dei fatti e la conseguente sensibilità che si è sviluppata a ogni livello della società. Quando io ero piccolo certe punizioni corporali, ad esempio, non erano ritenute abusi ed erano viste come assolutamente normali. Per fortuna oggi non è più così».
Qual è il ruolo di papa Francesco in tutto questo?
«Assolutamente nessuno. Non c’è nessuna trama di papa Francesco contro Benedetto. Francesco ha una profonda stima e affetto per il suo predecessore».
Come sarà ricordato Ratzinger, secondo lei?
«Come un padre della Chiesa. Sarà ricordato come Leone Magno e Gregorio Magno per la sua capacità di parola, profonda e semplice. I secoli futuri si nutriranno del suo insegnamento».
E Bergoglio?
«Come un Papa che ha richiamato tutta la Chiesa a prendere coscienza di essere una minoranza, ma una minoranza attiva, in ascolto dell’urlo disperato dei poveri, degli emarginati, degli uomini di ogni condizione a cui solo Cristo può rispondere».
Non crede che un giorno la Chiesa riconoscerà ai sacerdoti il diritto di sposarsi?
«Non c’è nessun legame tra celibato e pedofilia. Purtroppo molti pedofili sono sposati. Il celibato non è la rinuncia alla sessualità, ma al suo esercizio genitale. La luminosità del celibato viene a noi dal Vangelo, dalla vita di Gesù stesso. È la scelta di vivere come lui. Esige una maturità affettiva che va verificata nel corso dell’iter seminaristico. Occorrono superiori di seminari ed educatori all’altezza di questo compito. La sessuofobia dell’800 ha generato preti immaturi e perciò incapaci di valutare la maturità dei candidati».
Quindi il matrimonio dei preti non risolverebbe nulla?
«La crisi che stiamo vivendo esige la riscoperta, non la negazione del valore del celibato. Il cuore dell’uomo è un abisso che non sempre si riesce a scrutare. La verginità per il Regno, per usare il linguaggio dei Vangeli, oggi è insidiata fortemente dall’erotismo che invade la società, dalla solitudine e dalla nostra stessa fragilità. Ma le cadute di alcuni non sono un’obiezione alla verità e alla luce che il celibato rappresenta non solo per il popolo cristiano, ma per l’umanità tutta». 

©  https://ilsismografo.blogspot.com/2022/01/italia-una-trama-anti-ratzinger-che.html

  (Corriere.it) (Corriere della Sera - UCEI)
 
Adriana Masotti - Città del Vaticano
 
Gabriella Ceraso - Città del Vaticano

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Santità euroasiatica - OFM p. Pietro Messa

Del grande continente formato da Asia ed Europa, ossia dell'Eurasia, si parla molto dalla prospettiva commerciale, politica, economica.
Proprio a motivo di tale importanza sono significative figure di santità di tale territorio e tra queste emergono i martiri Tommaso da Tolentino, Giacomo da Padova, Pietro da Siena e il georgiano Demetrio da Tbilisi che diedero testimonianza della loro affezione a Gesù a Thane nel 1321. Ecco la testimonianza che ne dà "La Franceschina", un testo del XV secolo, riprendendo testi precedenti.

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Dmitriev, il messaggio dalla prigione

Il 28 dicembre scorso la giornalista Viktorija Ivleva ha visitato Dmitriev nel carcere di Petrozavodsk, per verificare il suo stato d’animo dopo la condanna a 15 anni – in pratica l’ergastolo per un 66enne malato – ricevuta il giorno prima. Dmitriev le ha chiesto di trasmettere agli amici questo messaggio.
 
Un appello all’Europa per la situazione in Ucraina, per chiedere alla comunità internazionale di “sostenere il Paese di fronte al pericolo di un’offensiva militare russa” e auspicare che “la crisi venga superata, esclusivamente, attraverso il dialogo”. Sono i vescovi europei di tutto il continente a scendere oggi in campo per il popolo ucraino con un appello diffuso dal Ccee. “La Presidenza del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa – si legge nel testo firmato da mons. Gintaras Grušas, arcivescovo di Vilnius e presidente del Ccee -, dando voce ai vescovi del Continente europeo, in questo drammatico momento di tensione intorno all’Ucraina, desidera esprimere la sua vicinanza alle Chiese che sono in Ucraina e a tutto il suo popolo, e invita la Comunità internazionale a sostenere il Paese di fronte al pericolo di un’offensiva militare russa”.

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Città deserta. Parrocchie abbandonate. Bombardamenti da terra e attacchi aerei continui, giorno e notte. Elettricità e connessione Internet interrotta. La gente è fuggita. Nei campi profughi le condizioni sanitarie sono precarie. La gente ha paura ed è traumatizzata. Si vive così a Loikaw, capitale dello Stato birmano di Kayah, nell’Est del Paese, a prevalenza cristiana, dove nelle ultime due settimane sono aumentati gli attacchi armati della giunta militare. Il Sir ha raccolto la testimonianza drammatica dell’amministratore apostolico della città, padre Celso Ba Shwe: “Facciamo ripetutamente i nostri appelli alla comunità internazionale”, ma senza risultati

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Antonella Palermo - Città del Vaticano
 
Mentre l’intera Comunità internazionale interpreta le azioni delle forze militari russe come una vera minaccia per la pace in tutto il mondo, ci stringiamo – in questo periodo di paura e di incertezza per il futuro del Paese – ai fratelli e alle sorelle nella fede e a tutto il popolo ucraino.
 
Istanbul (Agenzia Fides) – Il processo di distensione e normalizzazione dei rapporti, in corso tra Turchia e Armenia, viene sostenuto con decisione e speranza da esponenti autorevoli della comunità armena in terra turca, a cominciare dal Patriarca armeno apostolico di Costantinopoli, Sahag Mashalyan. Il Capo della comunità armena in Turchia ha definito “preziose” le misure “che rafforzano le relazioni tra i Paesi confinanti, sia in termini di investimenti che di scambi culturali”. Per i cittadini turchi che appartengono alla Chiesa armena – ha aggiunto il Patriarca nelle dichiarazioni rilanciate dalla stampa nazionale – “è anche estremamente importante che le relazioni migliorino giorno dopo giorno in modo che le due comunità si conoscano, lavorino insieme, facciano investimenti e in questo senso ricchi valori culturali si incontrino su un terreno comune".
I rapporti tra Turchia e Armenia, tormentati dalla mancanza di una memoria condivisa in merito alle atroci vicende del Genocidio armeno, hanno registrato una svolta dopo.... segue
 
Anton Amantonio, vero nome Tal Ilani (Anatolij Uljanovskij), è un russo israeliano legato ai culti esoterici. Le autorità hanno bandito il suo libro contro i vaccini. Egli è collegato anche alla setta di Rudaševskij, accusata di abusi sessuali e propaganda della pedofilia.

seguesegue
 
Answering the question of whether the head of the UGCC sees a threat in the fact that the Russian Orthodox Church, which relies on Putin's power, claims to be a global spiritual leader and the main guardian of conservative values, His Beatitude Sviatoslav replied that he does not see "the truth of these statements."
 
Islamabad (AsiaNews) - Dopo quattro anni di detenzione Nadeem Samson è stato rilasciato su cauzione: l’appello presentato dal suo avvocato Saif ul Malook è stato accolto il 6 gennaio dalla Corte suprema del Pakistan con una decisione storica.
 
Il presidente turkmeno, Gurbanguly Berdimukhamedov, ha ordinato al governo di spegnere la "Porta dell'Inferno" di Darvaza, un cratere gassoso in fiamme da 50 anni diventato un'importante attrazione turistica. Berdimukhamedov ha chiesto all'esecutivo di trovare una soluzione affermando che il fuoco ha causato lo spreco di un'enorme quantità di gas  ... segue
 
Tiziana Campisi – Città del Vaticano
Sarà dedicata alla lettura integrale del Nuovo Testamento, quest’anno in Terra Santa, la Domenica della Parola di Dio, che ricorre il 23 gennaio. Accogliendo l’invito di Papa Francesco che, col Motu Proprio Aperuit Illis del 30 settembre 2019, ha stabilito che “la III domenica del Tempo Ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio” per “far crescere nel popolo di Dio la
 
Giancarlo La Vella – Città del Vaticano
 
Via a post on Instagram, Patriarch Porfirije said that from the sufferings and temptations you go through at Christmas, only a pale shadow will remain tomorrow.  -- God is great and you know who you are, great with the sound of the Nemanjic bell. Millions of Orthodox Serbs pray for you, as we do.  --  May the warmth and love of the cave of Bethlehem warm and strengthen your heart and soul”.  read more
 
MOSCOW (AP) — Orthodox Christians in Russia, Serbia and other countries observed Christmas on Friday amid restrictions aimed at dampening the spread of the coronavirus, but few worshipers appeared concerned as they streamed into churches on Christmas Eve.
 
Messaggio natalizio  di Sua Santità Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’
 
Mentre l’Ucraina ha celebrato il Natale due volte, onorando sia il calendario ecclesiastico orientale che quello occidentale, i pentecostali hanno trascorso la settimana che precedeva il 25 dicembre in preghiera e digiuno, mentre i battisti hanno fatto lo stesso dal giorno di Natale al giorno di Capodanno. Il motivo: decine di migliaia di truppe russe ammassate al confine, che minacciano un’invasione totale.