Il valore aggiunto del dialogo con i musulmani

catholic-and-muslimROMA, 25. Tavole rotonde e altre iniziative che impegneranno comu-nità religiose, istituzioni civili e as-sociazioni: si presenta ricco il pro-gramma dell’undicesima edizione della Giornata ecumenica del dialo-go cristiano-islamico che si celebre-rà il 27 ottobre e il cui contenuto è stato illustrato ieri, 24 ottobre, in un incontro a Roma. Il tema scelto per quest’anno è «Islam, cristianesi-mo, Costituzione: cristiani e musul-mani a confronto con la laicità del-lo Stato». A fare da sfondo alle ri-flessioni della presentazione sono state soprattutto il tema dell’immi-grazione e il riconoscimento giuri-dico degli enti di culto. Su que-st’ultimo punto è in particolare in-tervenuto il direttore centrale degli affari di culto del ministero dell’In-terno, il prefetto Sandra Sarti, che ha sottolineato come a oggi siano 3.200 gli enti di culto in Italia, a fronte dei soli 500 del 1997. «Sono tantissimi e in costante crescita — ha spiegato il prefetto — e lo Stato non può non conoscere questa real-tà». Questi enti comprendono le as-sociazioni di fatto, quelle ricono-sciute dallo Stato e quelle che han-no conseguito l’intesa, che sono sol-tanto nove finora. Del resto, con la Costituzione, ha affermato il mini-stro per la Cooperazione interna-zionale e l’integrazione Andrea Ric-cardi che è intervenuto all’i n c o n t ro , si è concretizzata «nella laicità ita-liana l’idea del ruolo positivo delle religioni». La Costituzione, ha spie-gato, «inquadra e regola il nostro convivere plurale e quei principi re-stano validissimi ora che la nostra società, con l’ingresso delle comuni-tà dei lavoratori stranieri, è diventa-ta pluralista anche nel campo delle religioni». Il ministro, intervenendo sempre ieri anche alla presentazione del Rapporto di stabilità 2012 dell’azienda «Birra Peroni», ha chiesto «politiche adeguate» per l’immigrazione, che è «una grande realtà». Nella cultura pubblica del Paese, ha spiegato, «il tema dell’im-migrazione è stato affrontato con il paradigma di Lampedusa, un feno-meno visto come un’invasione. In-vece, i lavoratori immigrati genera-no più del dieci per cento del no-stro prodotto interno lordo». Un tema che si salda naturalmente a quello del dialogo culturale e reli-gioso. Il ministro ha ricordato so-prattutto «la grande efficacia» del lavoro svolto dalle comunità religio-se per costruire un tessuto italiano laddove è più in sofferenza» sottoli-neando che «islam e cristianesimo, seppure con diverse prospettive, so-no portatori di un messaggio che educa all’arte di vivere insieme». Come accennato, sono tante le inziative programmate in occasione della Giornata ecumenica, alcune delle quali già avviate o che prose-guiranno anche fino al mese di no-vembre. A Ravenna, per esempio, si svolgeranno una serie di incontri di riflessione sul tema dell’etica; men-tre a Caserta, a portare avanti l’ini-ziativa è la Commissione diocesana per la giustizia e la pace, in colla-borazione con il Centro Migrantes e l’associazione Pax Christi. Per il vice presidente della Comunità religiosa islamica italiana, Yahya Pallavicini, «la collaborazione tra islam e cristianesimo può dare un valore aggiunto» allo sforzo verso l’integrazione.

© osservatore Romano - 26 ottobre 2012