Contrari alla violenza in nome della fede
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- Creato: 04 Maggio 2013
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WASHINGTON, 3. Cosa pensano i musulmani dell’estremismo, della sharia e dell’intreccio tra religione e politica? Lo spiega un sondaggio sull’islam realizzato dal Pew Research Center, che ha intervistato nell’arco di quattro anni 38.000 fedeli di 39 Paesi e territori all’interno dei quali vivono almeno più di dieci milioni di musulmani. La ricerca è stata suddivisa in 5 grandi temi. Nel primo emerge una sostanziale differenza tra i musulmani che abitano negli Stati Uniti e quelli che vivono in altre aree del mondo. Mentre i musulmani degli Usa condividono l’insieme di credenze con i fratelli musulmani all’estero, dal sondaggio, invece, emerge una sostanziale diversità fra i due gruppi. La stragrande maggioranza dei musulmani che vive fuori dagli Stati Uniti ha dichiarato che «l’islam è l’unica religione che conduce alla vita eterna in cielo». Lo affermano il 96 per cento di egiziani e giordani, il 95 per cento degli iracheni e il 94 per cento dei marocchini. Dei musulmani che vivono fuori dagli Stati Uniti, solo il 18 per cento ha dichiarato che anche altre religioni possono portare al cielo, a differenza di quelli che vivono negli Usa (56 per cento). Inoltre, secondo il sondaggio, la maggioranza dei musulmani americani ha amicizie con persone di fede diversa. Al contrario, il 95 per cento di quelli che vivono fuori dagli Stati Uniti, ha dichiarato che la quasi totalità dei loro amici è di fede musulmana. Il secondo tema trattato riguarda la sharia. La vogliono il 99 per cento degli afghani, il 91 per cento degli iracheni, l’89 per cento degli abitanti nei territori palestinesi e l’86 per cento dei malesi. A sostegno della sharia vi sono vaste aree del sud-est asiatico, dell’Asia meridionale, del Medio oriente, del nord Africa e dell’Africa sub-sahariana. I risultati dell’indagine hanno rilevato che «la maggior parte dei musulmani crede che la shariasia la “sola paro l a ” rivelata da Dio piuttosto che un insieme di leggi interpretate dagli uomini». Inoltre, coloro che approvano la sharia pregano, in generale, di più rispetto ai loro fratelli musulmani. Terzo tema affrontato dal sondaggio riguarda il legame tra religione e politica. La maggior parte dei musulmani intervistati crede che religione e politica dovrebbero avere una connessione tra loro. In particolare, i musulmani del sud-est asiatico, dell’Asia meridionale, del Medio oriente e del nord Africa ritengono che i leader religiosi dei loro rispettivi Paesi dovrebbero avere influenza anche sulla politica. Particolare attenzione, inoltre, è stata rivolta alla libertà religiosa. Al riguardo, la maggioranza dei musulmani (90 per cento in Asia meridionale, 95 per cento in Europa orientale, 94 per cento in Africa subsahariana e 85 per cento in Medio oriente e nord Africa) sostiene che «la libertà religiosa è una buona cosa». Dallo studio emerge che i musulmani, in generale, sono a favore della libertà religiosa e respingono l’estremismo. La maggior parte degli intervistati in tutto il mondo rifiuta fermamente gli atti violenti in nome dell’Islam, anche se nei territori palestinesi (40 per cento), in Afghanistan (39 per cento) e in Egitto (29 per cento) questi si ritengono giustificati di fronte a casi particolari.
© Osservatore Romano - 4 maggio 2013