La vicinanza di ortodossi e protestanti
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- Creato: 05 Settembre 2013
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GINEVRA, 4. Anche ortodossi, luterani ed evangelici hanno espresso profonda solidarietà e vicinanza alla popolazione siriana colpita dalle atrocità della guerra. Il metropolita Siluan, arcivescovo di Buenos Aires e di tutta l’Argentina, della Chiesa ortodossa di Antiochia, ha deciso di dedicare un giorno di solidarietà, il 15 settembre, in occasione della commemorazione dell’Esaltazione della Santa Croce. L’iniziativa è anche una risposta alla richiesta di aiuto lanciata nei giorni scorsi dal Patriarcato di Antiochia. Il metropolita, inoltre, invita i fedeli a pregare e auspica al più presto una soluzione pacifica e definitiva che ponga fine alle sofferenze. Anche la Federazione luterana mondiale (Flm) ha espresso grande dolore e profonda preoccupazione per le continue brutalità e l’o r ro re del conflitto in Siria. In un comunicato congiunto, il presidente della Flm e vescovo luterano in Giordania e Terra Santa, Munib A. Younan, e il segretario generale Martin Junge, hanno esortato i Governi «ad astenersi da qualsiasi azione militare come mezzo per affrontare le complesse questioni in gioco» e cercare, invece, una soluzione politica e diplomatica al conflitto. Presidente e segretario generale sottolineano l’appello della Flm alla comunità internazionale «affinché lavorino insieme attraverso gli strumenti delle Nazioni Unite, per sostenere gli sforzi per un processo di pace duraturo e per la risoluzione dei conflitti senza l’uso della violenza». Younan ha spiegato che «gli unici a beneficiare di un intervento militare occidentale in Siria saranno gli estremisti. Come arabo cristiano, sono preoccupato per gli effetti che questa violenza avrà su tutte le comunità in Siria, siano essi sunniti, sciiti, alawiti, drusi o cristiani». Nella dichiarazione congiunta, Younan e Junge condannano l’uso di armi chimiche in maniera forte e decisa, lamentano la difficoltà della comunità internazionale nel far fronte alle sfide poste dagli sviluppi in Siria e invocano una riforma urgente dei sistemi e degli strumenti delle Nazioni Unite che possano effettivamente servire l’umanità mentre cercano di vivere insieme nella giustizia, nella pace e dignità. La Flm è presente in Giordania, dove offre sostegno psicologico e assistenza materiale ai siriani che cercano rifugio nel campo profughi di Zaatari. «Il nostro coinvolgimento diretto nel campo di Zaatari, in Giordania, il secondo più grande del mondo, ha portato la nostra attenzione sulla condizione e le sofferenze della popolazione civile. Guardando i rifugiati e i civili che soffrono — hanno concluso il presidente e il segretario generale della Flm — siamo convinti che il Consiglio di sicurezza dell’Onu debba lavorare per la sicurezza di coloro che sono privati dei loro diritti e che portano il fardello dei conflitti e della violenza». L’invito di Papa Francesco è stato accolto dalla Federazione delle Chiese evangeliche (Fcei) in Italia. «La pace — ha detto il presidente della Fcei, Massimo Aquilante — è una questione che riguarda tutti i cristiani, indipendentemente dalla confessione a cui appartengono. La nostra riflessione e azione sulla pace è nel solco di quella tracciata dagli organismi ecumenici internazionali che da tempo premono per una soluzione negoziale del conflitto siriano».© Osservatore Romano - 5 settembre 2013