Conclusa la visita del Patriarca di Mosca in Siria e in Libano

visita-patriarca-mosca-in-libanoMOSCA, 16. Timore che gli episodi di cristianofobia, in aumento in alcuni Paesi arabi, possano estendersi in Siria e in Libano, ma anche fiducia che la tradizionale, pacifica convivenza tra cristiani e musulmani in queste due nazioni possa fare da argine a qualsiasi espressione di intolleranza e di estremismo religioso. Durante la visita ufficiale compiuta dal 12 al 15 novembre in Siria e in Libano, il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Cirillo, è intervenuto più volte per ribadire questi due concetti. Lunedì scorso, rispondendo alla domanda di un giornalista all'aeroporto di Beirut, il primate della Chiesa ortodossa russa ha detto che la Siria è da molti anni un esempio di "pacifica coesistenza e collaborazione fra le comunità musulmana e cristiana", dove il livello di tolleranza nella società è alto e dove lo Stato rispetta i diritti delle minoranze religiose, aggiungendo tuttavia che non si può ignorare quanto successo in Egitto e in Iraq, le violenze contro i cristiani e la crescita della cristianofobia, "che sta distruggendo i rapporti tanto faticosamente costruiti nel tempo".
Cirillo ha auspicato che Siria, Libano, come altri Paesi del Medio Oriente o del Nord Africa, restino immuni da tentazioni di estremismo religioso, sottolineando che "la questione delle relazioni tra le fedi è molto importante per la Russia", poiché "crediamo che solo la pace tra le religioni possa mantenere la pace sul nostro pianeta". Al riguardo - come riferisce Interfax-Religion - il Patriarca di Mosca ha avuto un incontro con il gran mufti siriano Ahmad Badreddin, durante il quale si è parlato soprattutto di lotta all'estremismo attraverso l'educazione religiosa e il rafforzamento dei doveri morali: "Una delle cause dell'estremismo - ha spiegato Cirillo - è la mancanza di educazione religiosa fra i giovani. Molta gente non conosce bene la propria fede, non ha basi intellettuali per interpretare la religione e, pertanto, è facilmente indotta da richiami che non sono basati su fondamenti di fede".
Il Patriarca di Mosca ha incontrato sia il presidente della Repubblica siriana, Bashar al-Assad, che il presidente della Repubblica libanese, Michel Suleiman, cristiano-maronita. Al-Assad, in particolare, ha sottolineato le buone relazioni con la Chiesa ortodossa di Antiochia e il suo ruolo molto importante nella vita spirituale del Paese. Suleiman ha invece osservato che, soprattutto in un mondo globalizzato, dove il rapporto tra lo sviluppo delle nazioni e le culture è fortemente compenetrato, diventa fondamentale la partecipazione, nella vita di un Paese, di tutta la popolazione, comprese le minoranze. E il Patriarca, parlando della "primavera araba", ha aggiunto che i necessari cambiamenti devono avvenire in modo pacifico, sulla base del dialogo, senza interferenze esterne e tenendo conto anche delle minoranze come quella cristiana. Cirillo ha poi avuto un colloquio con il Patriarca di Antiochia dei Maroniti, Béchara Raï. Il viaggio di Cirillo è stato denso di celebrazioni liturgiche. Particolarmente significativa quella che ha avuto luogo il 13 novembre nella cattedrale della Dormizione a Damasco, presieduta assieme al Patriarca di Antiochia e di tutto l'Oriente, Ignazio IV. Il rito è stato celebrato in arabo e in slavone. La visita al Patriarcato di Antiochia segue quelle effettuate nel 2009 al Patriarcato di Costantinopoli e nel 2010 al Patriarcato di Alessandria. Conformemente alla tradizione ortodossa, infatti, ogni primate eletto deve recarsi presso le Chiese sorelle, generalmente seguendo l'ordine dei dittici.

(©L'Osservatore Romano 17 novembre 2011)