La laicità attenta anche ai credenti
- Dettagli
- Creato: 28 Marzo 2012
- Hits: 2152
PARIGI, 27. Solo una laicità di “buona intelligenza” è in grado di fornire, in ogni nuova situazione, «risposte serene e concertate che tengano conto delle specificità di ciascuno nel rispetto del bene comune, dei valori e delle leggi della Repubblica »: in vista delle prossime elezioni presidenziali e legislative, l’Assemblea dei vescovi ortodossi di Francia (Aeof) ha diffuso una dichiarazione nella quale auspica «un dibattito all’altezza della posta in gioco» e invita i fedeli a «compiere il loro dovere di cittadini, ognuno secondo la propria coscienza, in modo conforme alla loro fede e alla coscienza della Chiesa». Nella parte centrale del documento, i vescovi ortodossi mettono in guardia dai rischi latenti di strumentalizzazione della laicità: «Essendo al centro del dispositivo del “voler vivere in comune” del nostro patto repubblicano» — scrivono — la laicità non deve diventare strumento per offerte e promesse politiche, non deve legarsi a letture radicali e dogmatiche che la rinchiuderebbero in «considerazioni che appartengono a un’altra epoca». L’evoluzione più che centenaria della laicità francese è fortemente segnata da una tradizione di stretta cooperazione fra i culti, la società e i poteri pubblici. Ciò, a detta dell’Aeof, ha consentito progressi considerevoli che hanno caratterizzato il diritto positivo e pacificato gli animi. «Evitiamo dunque — si legge nella dichiarazione — di tornare su tali conquiste e di “s a n t u a r i z z a re ” la laicità, lasciamola vivere e respirare affinché sia attenta ai cambiamenti della vita e della società ». Serve, dunque, una laicità di “buona intelligenza”, concetto che la Conferenza dei responsabili del culto in Francia ha promosso fin dal suo primo convegno, nell’o t t o b re 2011, e ribadito una decina di giorni fa in un comunicato. La Chiesa ortodossa si dice dispiaciuta per alcune tendenze che cercano costantemente di opporre “c re d e n z e ” e “conoscenze”, in una critica sistematica del fatto religioso: «Nelle società moderne il rapporto con la fede non deve più essere concepito in opposizione alla ragione, alla scienza e al progresso. Credenti e non credenti — si afferma — hanno il diritto di esistere e di parlare alla società. Tuttavia, essi hanno il dovere di rispettarsi, di dialogare e di operare insieme il più possibile per il bene comune e la coesione nazionale. Il pensiero per l’unità è importante tanto quello per la diversità. Ma unità non significa uniformità, e la diversità non implica necessariamente rotture e divisioni». Dopo aver elencato i temi urgenti posti al centro della campagna elettorale, l’Assemblea dei vescovi ortodossi di Francia sottolinea che l’impegno politico è e resta una scelta personale. La Chiesa, dal canto suo, «rispetta la scelta di ogni persona e non cerca di orientarla», ma ha il dovere di ricordare a ciascun cristiano ortodosso la necessità di essere «un testimone attivo e consapevole di Cristo» nella società. Il cristiano «non può restare indifferente di fronte agli interrogativi che scuotono il mondo né tenersi in disparte rispetto alle sofferenze che vi si creano». Così come la Chiesa, che «non è in disparte bensì al centro del mondo, anche se il mondo la ignora»: essa «ha delle cose da dire sulla vita dell’uomo contemporaneo e sulle sfide della società moderna». La dichiarazione è stata diffusa al termine di una riunione svoltasi nei giorni scorsi a Parigi sotto la presidenza del metropolita Emmanuel. Durante l’incontro, fra l’altro, è stato annunciato che il 23 giugno si svolgerà la giornata pastorale dedicata «alle sfide della catechesi e della trasmissione della fede nel mondo di oggi», in particolare tra i giovani. Dal 25 al 28 maggio avrà luogo invece, a Strasburgo, il quattordicesimo Congresso ortodosso dell’E u ro - pa occidentale sul tema «La verità vi renderà liberi».© Osservatore Romano - 27 marzo 2012