La Chiesa e i regimi comunisti dell’Europa orientale
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- Creato: 23 Aprile 2012
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«La Chiesa cattolica dell’Europa centro-orientale di fronte al comunismo: atteggiamenti, strategie, tattiche » è il titolo del convegno internazionale di studi storici che si terrà a Roma martedì 24 aprile a Palazzo Falconieri presso l’Accademia di Ungheria - Istituto storico Fraknói. L’incontro intende far emergere la complessa fisionomia di quel drammatico confronto che, nella seconda metà del XX secolo, segnò in modo fondamentale la storia della Chiesa alle prese con i vari regimi comunisti. Un confronto che — ferma restando la posizione di netto rifiuto ideologico — nei fatti avrebbe richiesto, e richiese, atteggiamenti e strategie diversi a seconda dei periodi e dei Paesi in considerazione dei vari gruppi intraecclesiatici. La Santa Sede, i vescovi e i sacerdoti, infatti, dovevano tenere conto non solo gli aspetti dottrinali, ma anche quelli pastorali. Così sull’esempio dell’Ungheria, della Polonia, della Cecoslovacchia, della Romania e della Yugoslavia, il convegno intende porre in luce i mezzi per i quali la Chiesa cattolica cercò di assicurare la sopravvivenza delle comunità e della struttura ecclesiastica, assolutamente necessaria, quest’ultima, nell’amministrazione dei sacramenti. Si parlerà comunque delle persecuzioni e dei martiri del comunismo, si porranno in luce figure come i cardinali Mindszenty e Wyszyński o il laico ungherese Gyula Szekfű; si ricorderà anche l’ Ostpolitik vaticana a cominciare dalla Yugoslavia di Tito. Il convegno è promosso in collaborazione con l’Accademia Polacca in Roma, l’Ambasciata d’Ungheria presso la Santa Sede, l’Institut Français-Centre Saint-Louis, l’Istituto Pontificio Ecclesiastico Ungherese, la Pontificia Università Gregoriana e con il patrocinio del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.© Osservatore Romano - 22 aprile 2012