Nuovo slancio ai servizi caritativi nella Repubblica Ceca

Moldova01PRAGA, 2. La questione dell’accordo tra le comunità religiose e lo Stato sulle proprietà; l’implemento delle attività caritative e i preparativi per l’Anno giubilare dei santi Cirillo e Metodio: sono questi alcuni tra i principali punti affrontati dai vescovi della Repubblica Ceca durante la plenaria della Conferenza episcopale. Per quanto concerne il tema delle proprietà, i presuli hanno fatto il punto sulle nuove norme statali che garantiscono la restituzione alle comunità religiose delle proprietà confiscate durante il periodo comunista. Nei mesi scorsi l’episcopato aveva ringraziato il Governo per il supporto dato alla legge. Il piano, approvato dal Governo, con il consenso di diciassette organizzazioni ecclesiali, prevede sia la restituzione di più della metà delle proprietà sia una compensazione economica. L’episcopato, è stato sottolineato, guarda a un nuovo modello di finanziamento delle attività ecclesiali e ritiene essenziale che tutti gli organismi abbiano cura del mantenimento delle loro proprietà così come delle entrate economiche. Per quanto concerne le attività caritative, la plenaria ha approvato la creazione della Commissione dei vescovi della Repubblica Ceca per la Carità e nominato i membri, che sono l’arcivescovo di Olomouc, Jan Graubner, il vescovo di Plzeň, Fr a n t i šek Radkovský e il vescovo ausiliare di České Budějovice, Pavel Posád. Durante il primo giorno della plenaria, fra l’altro, è stata celebrata una messa per il centenario delle Pontificie Opere Missionarie nel Paese, l’istituzione creata per propagare la fede e aiutare tutte le persone povere, emarginate e in difficoltà, soprattutto i bambini. Nel 2011, una colletta promossa dalle missioni ceche ha consentito di raccogliere oltre 300.000 euro per aiutare i bambini nei Paesi poveri. Nel corso della plenaria, inoltre, è stato illustrato lo stato dei preparativi per la celebrazione del 1150° anniversario dell’arrivo dei santi Cirillo e Metodio nella regione dellaMoravia che culminerà nel 2013 a Velehrad, luogo di pellegrinaggio. Per i fedeli è stato messo a disposizione pure un sito internet www.velehrad.eu o www.cyrilametodej. eu. Altri temi, infine, sono stati il nuovo programma educativo e di formazione religiosa per i giovani nelle parrocchie e un documento sulle tendenze della catechesi. L’apertura dei lavori era stata caratterizzata dalla presenza del nunzio apostolico, l’arcivescovo Giuseppe Leanza, che ha espresso il suo sostegno all’attività pastorale dei presuli e ha sottolineato il fatto che le riunioni plenarie sono di particolare significato per rafforzare il legame tra i vescovi e il Papa. Inoltre, il presidente della Conferenza episcopale, il cardinale arcivescovo di Praga, Dominik Duka, ha svolto una relazione sullo stato della Chiesa nella società e ha anche fatto una riflessione sul viaggio di Benedetto XVI a Cuba e la situazione della Chiesa cattolica in altri Paesi in Europa e nel mondo. Una messa di ringraziamento in occasione del settimo anniversario del Pontificato di Benedetto XVI sarà celebrata nella cattedrale di Praga il 27 giugno. I vescovi della Repubblica Ceca hanno recentemente anche pubblicato una nota in merito a una decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo, emessa il 31 gennaio scorso, relativa alla creazione da parte di un gruppo di preti e laici di un sindacato interno alla Chiesa ortodossa in Romania. Il sindacato non è stato accettato dalle gerarchie della Chiesa e pure lo Stato ne ha dichiarato l’illegittimità, rifiutando l’iscrizione nel rispetto delle leggi del Paese. La Corte europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza, ha quindi condannato lo Stato rumeno per aver rifiutato l’iscrizione del sindacato. Nella nota dei vescovi della Repubblica Ceca si sottolinea che la Corte «ha mostrato preferenza per i diritti sindacali, ma non ha tenuto conto del diritto della Chiesa ortodossa alla sua indipendenza amministrativa nelle sue questioni interne ». I giudici, inoltre, «non hanno tenuto conto che le attività del clero e delle altre persone che servono all’interno della Chiesa consistono nell’unità fra loro e i rappresentanti della Chiesa».

© Osservatore Romano - 2 - 3 - maggio 2012