Il futuro dei cristiani
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- Creato: 08 Maggio 2012
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AMBURGO, 5. Dare ampio risalto ai programmi di studio teologici per il futuro dei cristiani nel mondo. Questo in sintesi il messaggio dei partecipanti al convegno di Amburgo promosso dall’Ecumenical Theological Education Program del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) in collaborazione con la Evangelischen Kirche in Deutschland (Ekd) e l’Academy of Mission dell’Università di Amburgo, dal titolo: «Partnership ecumenica nella formazione teologica e nei programmi di studio: bisogni e priorità future per il cristianesimo nel mondo» (Ecumenical partnership in theological education and theological scholarship programmes: Needs and future priorities for world Christianity). All’evento hanno preso parte i rappresentanti di circa quaranta organizzazioni che si dedicano ai programmi di studio teologici, di agenzie di missione, di famiglie confessionali di tutto il mondo e di organizzazioni ecumeniche regionali. Durante i lavori si è discusso del bisogno di sviluppare e incrementare le facoltà teologiche. I partecipanti hanno riflettuto sui modelli innovativi di collaborazione ecumenica, sui programmi congiunti di dottorato teologico e sulle sfide comuni per una futura collaborazione. È stata anche sollevata la questione delle disparità di risorse per l’i s t ru - zione teologica tra il nord e il sud del mondo. «In diverse regioni del sud — ha fatto notare uno dei relatori — c’è stato un aumento enorme del numero di studenti di istruzione superiore e di domande di partecipazione ai programmi teologici». I partecipanti hanno evidenziato l’urgente bisogno di sostenere le donne sia nella formazione teologica che nella leadership della Chiesa, ed è stata riconosciuta la necessità di creare consapevolezza circa l’imp ortanza della formazione teologica per lo sviluppo sociale e politico nella società e nella missione della Chiesa. Nel corso dei lavori sono stati individuati diversi modelli innovativi, tra cui: programmi di dottorato congiunti o trilaterali; nuove modalità di erogazione di una formazione superiore teologica che combinano brevi periodi residenziali con formazione a distanza, e risorse elettroniche. I partecipanti, oltre a considerare prioritaria l’istituzione di un portale in rete internazionale comune per i programmi di studio teologici con il coinvolgimento delle Chiese europee, hanno raccomandato che il processo di collaborazione continui con i programmi di studio teologici e hanno esortato a continuare a dare risalto ai programmi di istruzione, in particolare dopo la decima assemblea che si svolgerà a Busan, in Corea del Sud, nel 2013 promossa dal Consiglio ecumenico delle Chiese. Inoltre, è stata richiamata l’attenzione sull’impatto negativo delle norme rigide in materia di visti agli studenti per i programmi di scambio internazionali ecumenici, in alcuni Paesi europei, che ha indebolito l’impegno all’interno delle organizzazioni internazionali e interconfessionali. Infine, ampio spazio è stato dedicato alle minacce di un potenziale indebolimento dell’alleanza storica tra fede cristiana e istruzione superiore nelle Chiese all’interno del movimento ecumenico, che potrebbe avere conseguenze drammatiche per il mondo cristiano. © Osservatore Romano - 6 maggio 2012