Un bravo capo di Stato ascolta la voce del popolo

RUSSIA - KIRILL - PUTIN AND ICONMOSCA, 9. La chiave del successo di un capo di Stato, il vero compimento del suo ministero, risiede nel «dono di discernere gli spiriti» (1 Corinzi, 12, 10), nella capacità di ascoltare la voce del popolo: lo ha detto il Patriarca di Mosca, Cirillo, nel moleben (speciale liturgia della tradizione ortodossa orientale) celebrato lunedì scorso nella cattedrale dell’Annunciazione, all’interno del Cremlino, in occasione dell’insediamento di Vladimir Putin a presidente della Russia. «La legittimità del presidente si basa sulla fiducia del popolo e quindi l’obiettivo del presidente è di servire il popolo», ha spiegato Cirillo, aggiungendo come, accanto alle qualità personali, all’i s t ru - zione, all’esperienza, ogni uomo, per raggiungere il successo, abbia bisogno della cosiddetta “fortuna”, spazio dell’ignoto che la Chiesa chiama «aiuto di Dio». Ed è a esso che il primate ortodosso russo ha affidato il mandato di Putin: «Preghiamo affinché i talenti che Dio vi ha dato, l’esperienza che avete acquisito, siano accompagnati dal suo aiuto buono e onnipotente. Crediamo che la combinazione della grazia divina e dello sforzo umano al servizio del popolo porti un grande beneficio». Com’è noto, il 4 marzo Vladimir Putin è stato eletto per la terza volta alla guida della Russia. I suoi rapporti con il Patriarca di Mosca sono basati su una grande stima e sul rispetto reciproco, ma Cirillo, nell’ultimo periodo, anche per voce dell’arciprete Vsevolod Chaplin, responsabile dei rapporti fra Chiesa e società, non ha mancato di ricordare a Putin il dovere di rispettare l’opinione della gente, anche se contraria alla propria, soprattutto quando manifesta contro brogli e corruzione.

© Osservatore Romano - 10 maggio 2012