Una fede rinnovata contro la crisi in Europa
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- Creato: 11 Maggio 2012
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ROMA, 10. Davanti ai problemi di natura economica, sociale e politica vissuti oggi dall’Europa, di fronte all’aumento della disoccupazione e alla rinascita di fenomeni come gli estremismi nazionalistici e xenofobi, i vescovi europei richiamano a «una presa
di coscienza sempre più profonda della dottrina sociale della Chiesa», a una fede rinnovata, più consapevole, vissuta, responsabile. L’appello è venuto ieri, giornata dedicata agli ideali europei, al termine della quale, nella basilica romana di Santa Maria Maggiore, il presidente del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee), cardinale Péter Erdő, ha concelebrato una messa assieme ai due vice-presidenti, il cardinale Angelo Bagnasco e l’arcivescovo Józef Michalik. Nell’omelia, il cardinale Erdő ha affidato l’Europa ai suoi santi patroni, Cirillo e Metodio, Benedetto, Brigida di Svezia, Caterina di Siena, Edith Stein (santa Teresa Benedetta della Croce). «Essi — ha spiegato — sono risorse spirituali comuni, basi comuni della cultura europea più vera e più elevata, colonne nel tempio di Dio. I santi patroni rafforzano l’identità della comunità cristiana ». L’auspicio del porporato è che l’Europa, grande comunità di popoli, «possa riconciliarsi con se stessa, non rifiutando e non ignorando né il proprio passato né la pienezza del proprio presente, né le forze vitali che indicano la via del proprio futuro ». Quando le conferenze episcopali in tutta Europa lavorano insieme per la nuova evangelizzazione — ha concluso — agiscono in piena comunione con la Chiesa universale e in fraterna collaborazione tra loro. L’esempio più attuale è il nuovo portale di informazione istituzionale del Ccee, www.eurocathinfo.eu, presentato ieri: frutto di quattro anni di lavoro, la piattaforma web servirà a tutte le conferenze episcopali europee per postare i loro comunicati stampa e informare su iniziative e appuntamenti, nelle loro rispettive lingue. Le notizie vengono tradotte in maniera automatica nei trentadue idiomi parlati nel vecchio continente. «È uno strumento necessario — ha detto il cardinale Erdő — p er comprenderci e capirci tra cattolici in Europa. È il frutto della comunione tra i vescovi e tra le conferenze episcopali e vuole essere una porta verso la vita della Chiesa nei singoli Paesi e verso Gesù Cristo, perché attraverso queste notizie abbiamo la ricchezza della Chiesa cattolica nel continente». Nella conferenza stampa che ha preceduto la messa per l’Europa, il cardinale Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha osservato che, «per poter portare dei contributi più documentati e concreti alla situazione complessa che presenta, oggi in Europa, problemi di natura economica, finanziaria, sociale e politica, è necessaria una presa di coscienza sempre più profonda della dottrina sociale della Chiesa, questo deposito del magistero della Chiesa in tema sociale». A fronte delle questioni, anche inedite, da affrontare — ha aggiunto Bagnasco — la prima, urgente e più importante risposta che i vescovi sollecitano nell’ambito delle comunità cristiane «è quella di una fede più consapevole e più vissuta». Una fede rinnovata, dunque, più responsabile, che sappia dare un fondamentale contributo «di fronte alle sfide della complessità del mondo moderno e della globalizzazione a tutti i livelli». Erdő ha invece posto l’accento sulla generale «crisi di civiltà » vissuta dall’Europa: una crisi di natura non solo economica e finanziaria ma anche di valori, che conduce a problemi di nazionalismo, violenza, razzismo, violazione dei diritti umani. Una crisi di civiltà che «non mette in primo piano la persona umana».
© Osservatore Romano - 11 maggio 2012
di coscienza sempre più profonda della dottrina sociale della Chiesa», a una fede rinnovata, più consapevole, vissuta, responsabile. L’appello è venuto ieri, giornata dedicata agli ideali europei, al termine della quale, nella basilica romana di Santa Maria Maggiore, il presidente del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee), cardinale Péter Erdő, ha concelebrato una messa assieme ai due vice-presidenti, il cardinale Angelo Bagnasco e l’arcivescovo Józef Michalik. Nell’omelia, il cardinale Erdő ha affidato l’Europa ai suoi santi patroni, Cirillo e Metodio, Benedetto, Brigida di Svezia, Caterina di Siena, Edith Stein (santa Teresa Benedetta della Croce). «Essi — ha spiegato — sono risorse spirituali comuni, basi comuni della cultura europea più vera e più elevata, colonne nel tempio di Dio. I santi patroni rafforzano l’identità della comunità cristiana ». L’auspicio del porporato è che l’Europa, grande comunità di popoli, «possa riconciliarsi con se stessa, non rifiutando e non ignorando né il proprio passato né la pienezza del proprio presente, né le forze vitali che indicano la via del proprio futuro ». Quando le conferenze episcopali in tutta Europa lavorano insieme per la nuova evangelizzazione — ha concluso — agiscono in piena comunione con la Chiesa universale e in fraterna collaborazione tra loro. L’esempio più attuale è il nuovo portale di informazione istituzionale del Ccee, www.eurocathinfo.eu, presentato ieri: frutto di quattro anni di lavoro, la piattaforma web servirà a tutte le conferenze episcopali europee per postare i loro comunicati stampa e informare su iniziative e appuntamenti, nelle loro rispettive lingue. Le notizie vengono tradotte in maniera automatica nei trentadue idiomi parlati nel vecchio continente. «È uno strumento necessario — ha detto il cardinale Erdő — p er comprenderci e capirci tra cattolici in Europa. È il frutto della comunione tra i vescovi e tra le conferenze episcopali e vuole essere una porta verso la vita della Chiesa nei singoli Paesi e verso Gesù Cristo, perché attraverso queste notizie abbiamo la ricchezza della Chiesa cattolica nel continente». Nella conferenza stampa che ha preceduto la messa per l’Europa, il cardinale Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha osservato che, «per poter portare dei contributi più documentati e concreti alla situazione complessa che presenta, oggi in Europa, problemi di natura economica, finanziaria, sociale e politica, è necessaria una presa di coscienza sempre più profonda della dottrina sociale della Chiesa, questo deposito del magistero della Chiesa in tema sociale». A fronte delle questioni, anche inedite, da affrontare — ha aggiunto Bagnasco — la prima, urgente e più importante risposta che i vescovi sollecitano nell’ambito delle comunità cristiane «è quella di una fede più consapevole e più vissuta». Una fede rinnovata, dunque, più responsabile, che sappia dare un fondamentale contributo «di fronte alle sfide della complessità del mondo moderno e della globalizzazione a tutti i livelli». Erdő ha invece posto l’accento sulla generale «crisi di civiltà » vissuta dall’Europa: una crisi di natura non solo economica e finanziaria ma anche di valori, che conduce a problemi di nazionalismo, violenza, razzismo, violazione dei diritti umani. Una crisi di civiltà che «non mette in primo piano la persona umana».© Osservatore Romano - 11 maggio 2012