I timori della comunità copta in Egitto

cristiani-copti-3Cairo, 6. In Egitto si inasprisce il clima di tensione nei confronti dei cristiani: è quanto ha sottolineato il vescovo copto ortodosso di Shoubra El-Kheima, Anba Marcos, in occa-sione di una riflessione sulla situa-zione del Paese. Recentemente un centinaio di famiglie cristiane sono state costrette ad abbandonare il vil-laggio di Dashur, a sud del Cairo, a causa delle violenze esplose. Un gruppo di musulmani ha dato alle fiamme abitazioni e negozi e tentato di incendiare anche una chiesa. Gli attacchi contro la comunità non appaiono dunque placarsi. Per il presule «il clima si sta facendo sem-pre più pesante nei confronti dei cri-stiani». Gli episodi di violenza, spie-ga, «sono aumentati» e la comunità teme ancora per il futuro. Gli scontri avvenuti nel villaggio di Dashur so-no stati interpretati dunque come un segnale preoccupante, essendo il pri-mo grave episodio di violenza avve-nuto fra cristiani e musulmani dopo l’elezione a presidente di Moham-med Mursi. Secondo alcune stime i copti costituiscono tra il 6 e il 10 per cento del totale della popolazione in Egitto. La questione, puntualizza il vesco-vo Marcos, non riguarda comunque soltanto la capacità rappresentativa della comunità: in particolare, gli in-carichi affidati dal nuovo Governo. Il presidente Mohammed Mursi ave-va infatti promesso di includere dei rappresentanti cristiani nell’esecutivo, ma soltanto un incarico è stato affi-dato: Nadia Zakhary, una biologa copta, servirà come ministro della ri-cerca scientifica. Per il vescovo «non si tratta solo della questione di avere un unico ministero», tuttavia, osser-va «c’è una profonda differenza tra le promesse e i fatti». L’Egitto, secondo l’ultimo rappor-to del Dipartimento di Stato del Go-verno degli Stati Uniti sulla libertà religiosa, pubblicato il mese scorso, risulta tra i Paesi dove permangono pesanti difficoltà per i fedeli, soprat-tutto cristiani, a praticare la propria fede. Nel rapporto si sottolinea pe-raltro che nonostante l’autorità stata-le «abbia avviato degli interventi per favorire una maggiore integrazione» si è assistito «a un fallimento nel tentativo di arginare le violenze con-tro i copti cristiani». Inoltre, secondo quanto denuncia-to presso la Commissione su sicurez-za e cooperazione in Europa del Congresso degli Stati Uniti, sono in aumento i casi di donne cristiane in Egitto costrette a sposarsi e a con-vertirsi all’islam, dopo essere state rapite e aver subito violenze.

© Osservatore Romano - 6 - 7 agosto 2012