Nel Sinai il dramma dei richiedenti asilo
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- Creato: 11 Agosto 2012
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GERUSALEMME, 11. Un rinnovato appello per le vittime della tratta di esseri umani nel Sinai è stato lancia-to dall’assemblea degli ordinari cat-tolici della Terra Santa. Il documen-to è stato firmato dal Patriarca di Gerusalemme dei Latini, monsignor Fouad Twal, dall’arcivescovo Anto-nio Franco, nunzio apostolico in Israele e in Cipro, dall’a rc i v e s c o v o Giorgio Lingua, nunzio apostolico in Giordania e in Iraq, dal custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa e dagli ordinari dei vari riti cattolici presenti nella regione. «Noi, capi della Chiesa cattolica in Terra Santa — si legge nel testo — continuiamo a gridare al mondo la nostra profonda preoccupazione per la sorte dei richiedenti asilo africani che sono stati rapiti mentre attraver-savano il Sinai. Il 20 marzo scorso, abbiamo fatto eco all’esortazione del Papa a porre fine al rapimento, alla tortura e alla tratta di esseri umani, che sono nostri fratelli e sorelle». Nei giorni scorsi, ricordano i pre-suli, si sono verificati cambiamenti drammatici della situazione. «A causa del dispiegamento di truppe egiziane nel Sinai, si apre una fine-stra di opportunità. E questa deve essere utilizzata per porre fine alla continua e purulenta piaga del car-cere e dei campi di tortura nel Si-nai. Fino a oggi, le autorità egiziane hanno affermato di non essere in grado di agire contro l’illegalità ge-nerale nel Sinai e delle bande di cri-minali che approfittano della situa-zione dei richiedenti asilo africani. Nonostante la crescente pressione internazionale — prosegue l’app ello — i funzionari egiziani spesso hanno spiegato che a causa delle restrizioni degli accordi di Camp David del 1978 e la smilitarizzazione della zo-na, l’Egitto non è in grado di inter-venire. Questa mancanza di azione da parte del Governo centrale ha permesso l’esistenza dei campi di tortura». L’assemblea degli ordinari cattoli-ci, rivolge, quindi, un appello al Governo egiziano affinché interven-ga immediatamente. «Il recente di-spiegamento di forze consente alle autorità di chiudere questi campi e di assicurare che il traffico di esseri umani cessi. Proprio in questo mo-mento, ci sono ancora centinaia di vittime (soprattutto provenienti dall’Eritrea e dal Sudan) che vengo-no tenuti in questi campi nel Sinai. Esseri umani che vengono torturati e violentati. In questo momento, i familiari delle vittime sono costretti a pagare per vedere liberi i loro cari. Che il grido degli oppressi possa es-sere ascoltato da quanti hanno la possibilità di liberarli dalla loro schiavitù».© Osservatore Romano - 12 agosto 2012