Accordo tra Chiesa polacca e Patriarcato di Mosca. Mons. Migliore: politica e religione alleate per il bene comune
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- Creato: 22 Agosto 2012
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R. – Che le rispettive Chiese e società, sull’onda della buona volontà suscitata da questo primo passo, contribuiscano fattivamente alla purificazione della memoria, al dialogo e alla cooperazione innescate dalla Dichiarazione comune.
D. – E' stato definito “uno storico atto di riconciliazione”. Il presidente della Conferenza episcopale mons. Jozef Michalik ha però messo in guardia dal valutare questo appello alla riconciliazione fra le rispettive nazioni e Chiese in “termini politici”. Perché questo timore?
R. – Le due Chiese sorelle, l’ortodossa e la cattolica, si impegnano a dare un contributo alla prevenzione, mediazione e riconciliazione delle divergenze, non nel senso tecnico e giuridico internazionale di quei termini, cosa che spetta alla politica, ma nei termini propri, quelli che partono dalla conversione del cuore, delle menti, dei singoli e delle comunità. Quando politica e religione offrono ognuna il proprio contributo specifico senza sconfinare l’una nell’altra, allora si raggiunge presto e meglio il bene comune.
D. – Nella Dichiarazione è l’invito ai fedeli ortodossi e cattolici russi e polacchi al perdono reciproco. Quale valore assume oggi la parola “perdono”?
R. – Due comunità cristiane, come la cattolica e l’ortodossa, realizzano il perdono reciproco, quando si aiutano a vedere la storia passata e presente e a delineare un futuro comune alla luce della verità, che è al di sopra di noi, quella verità che viene dall’alto, alla quale siamo sottomessi e che dobbiamo ricercare insieme noi cristiani. E’ questa verità che ci aiuta a perdonare e a costruire positivamente sul perdono.
D. – Dopo questo accordo tra le autorità delle due confessioni possiamo aspettarci anche altri passi nelle due comunità?
R. – Certo, lo speriamo vivamente, proprio perché questo primo passo ha suscitato anche tanta attenzione, risposta e buona volontà nelle rispettive comunità.
D. – Quindi, resta un sentimento di gioia dopo questo importante accordo?
R. – Sicuramente.
© www.radiovaticana.org - 22 agosto 2012