Una pastorale dallo spirito ecumenico
- Dettagli
- Creato: 05 Settembre 2012
- Hits: 1711
di RICCARDO BURIGANA «Si tratta di un momento di forma-zione e di confronto per rafforzare sempre più il nostro impegno nella pastorale verso i tanti romeni greco-cattolici che vivono in Europa occidentale in uno spirito ecumenico». Lo ha affermato padre Vasile Barbo-lovici, decano delle comunità greco-cattoliche romene dell’Italia setten-trionale, in occasione dell’i n c o n t ro europeo che si è svolto a Venezia dal 3 al 6 settembre presso l’Istituto di studi ecumenici San Bernardino. L’appuntamento fa parte di un cammino di formazione permanente che è stato pensato per i sacerdoti greco-cattolici romeni che vivono in Europa occidentale in modo da of-frire loro, annualmente, un momen-to di approfondimento teologico-pa-storale. Fin dal primo di questi in-contri annuali particolare attenzione è stata rivolta alla dimensione ecu-menica della presenza greco-cattoli-ca romena in occidente. Infatti, co-me ha ricordato lo stesso padre Barbalovici, non si tratta semplice-mente di testimoniare le ricchezze spirituali e teologiche del cristianesimo orientale così da favorire la comprensione di come si possa vive-re l’unità nella diversità, ma di mo-strare quanto l’unità della Chiesa possa aiutare a superare pregiudizi storici e asprezze ideologiche che ri-schiano di compromettere l’efficacia dell’annuncio evangelico nella socie-tà europea. L’incontro di Venezia, che costi-tuisce la terza tappa di questo cam-mino di formazione e di confronto, è stato presieduto da monsignor Virgil Bercea, vescovo di Oradea Mare, Gran Varadino dei Romeni che è particolarmente impegnato nella promozione della conoscenza della tradizione greco-cattolica ro-mena in Europa. Questa tradizione, come noto, ha vissuto una stagione di persecuzione e sofferenza dal 1948 fino al crollo del comunismo in Romania. L’appuntamento ha avuto tre mo-menti di approfondimento: uno sul-la storia della Chiesa, un secondo di carattere teologico e un terzo sul di-ritto canonico. Il momento sulla storia è stato caratterizzato da una riflessione sulla partecipazione della Chiesa greco-cattolica romena al concilio VaticanoII: si tratta di una partecipazione circoscritta proprio per le condizioni nelle quali la Chiesa era costretta a vivere negli anni del concilio, con le chiese con-fiscate, clero e fedeli in prigione e in esilio, tanto che già si contavano molti martiri della fede. Nel secondo momento, è stato af-frontato il tema della «missione» della Chiesa greco-cattolica romena nel presente contesto sociale, con particolare attenzione ai rapporti con il mondo ortodosso, per com-prendere, da un punto di vista teo-logico, quale deve essere il ruolo dei greco-cattolici romeni nella promo-zione del dialogo ecumenico. Si è partiti da un’analisi del concilio di Firenze e della sua tradizione in oriente dal momento che esso rap-presenta tuttora un punto di riferi-mento, soprattutto per le letture che di questo concilio sono state date per secoli spesso in una forma che ha approfondito le distanze tra cri-stiani di tradizione diversa. Si è passati poi all’ecclesiologia del VaticanoII quando si è manife-stata una rinnovata attenzione alla Chiesa locale e al suo rapporto con la Chiesa universale. Su questo pun-to il francescano Roberto Giraldo, preside dell’Istituto di studi ecume-nici San Bernardino, ha proposto una riflessione sull’attualità dell’ec-clesiologia conciliare in relazione ai più recenti passi compiuti dal dialo-go ecumenico, sottolineando che oc-corre sempre ricordare, tanto più nelle difficoltà attuali, che il dialogo ecumenico richiede una conversione e una preghiera quotidiana a partire dalla propria comunità. Infine, il terzo momento è stato dedicato a una riflessione sull’istituzione eccle-siastica delle comunità di fedeli orientali nel territorio latino nella prospettiva del diritto canonico. Il cardinale Francesco Coccopal-merio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha sviluppato questo tema a partire dall’analisi delle decisioni prese nel corso degli ultimi decenni dalla Santa Sede di fronte alla presenza di sempre più numerosi fedeli di ri-to orientale nei Paesi di tradizione latina. Queste nuove presenze han-no posto una «sfida» alla quale il diritto canonico ha cercato e cerca di dare risposte in modo da rendere sempre più evidente quanto arric-chenti siano queste nuove presenze per la vita della Chiesa cattolica. Accanto a questi momenti di appro-fondimento storico-teologico-cano-nistico si sono svolti incontri di ca-rattere esperienziale al fine di ap-profodire la comunione tra i parteci-panti che costituiscono «il clero di una grande parrocchia europea» ra-dicata nelle singole realtà locali, ma fedele alla propria tradizione rome-na. Proprio per sottolineare questa duplice dimensione dell’esp erienza delle comunità greco-cattoliche ro-mene in Europa l’incontro è stato caratterizzato da momenti di pre-ghiera di rito bizantino e di rito la-tino e dalla visita ad alcuni luoghi di spiritualità cristiana a Venezia.
© Osservatore Romano - 6 settembre 2012