Primavera spirituale cristiana
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- Creato: 19 Settembre 2012
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Beirut: madre nutrice delle leggi dell’antichità, città per-la degli arabi e corona del Mediterraneo orientale; me-tropoli della modernità: così ha presentato al Papa la capitale libanese il patriarca di Antiochia dei maroniti Béchara Boutros Raï, all’inizio della messa celebrata nel City center waterfront. «Città testimone del vivere insie-me tra musulmani e cristiani nel mondo arabo — ha proseguito — nell’uguaglianza e nell’equilibrata parteci-pazione in materia di governo e di amministrazione, in seno a uno Stato civile che separa la religione dallo Sta-to, che rende omaggio a Dio, che rispetta tutte le reli-gioni e riconosce la libertà di coscienza e di culto». Il patriarca ha poi sottolineato come il viaggio apo-stolico del Pontefice «nella nostra regione si svolge sot-to il segno della pace: una pace alla quale aspirano il nostro mondo in generale e il Medio Oriente in partico-lare. La pace è la missione dei cristiani. Essi la conside-rano come un dono di Dio che è importante preserva-re». Per questo «si sentono chiamati a farne una cultura da difendere, sulla cui base dovranno educare le genera-zioni, come pure una civiltà vissuta dove sono presenti, sul piano locale, regionale e universale». Il viaggio apostolico in Medio Oriente, ha detto an-cora il patriarca Raï, «nel momento stesso in cui vive trasformazioni radicali che minacciano la sua sicurezza e la sua quiete, è certamente portatore d’indicazioni di or-dine spirituale, ecclesiale e umano». È in continuità con l’annuncio profetico del 2009 di indire un’assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei vescovi sulla presenza dei cristiani, la loro testimonianza e la lo-ro missione nella regione. «Tale sinodo — ha aggiunto — ha messo noi cristiani di questa regione di fronte a noi stessi, alla Chiesa e a Dio. Ci ha invitati a un riesame della vita e a un esame di coscienza, rispetto alla nostra vocazione e alla nostra missione nel mondo arabo e orientale. Attraverso la sua preparazione e il suo svolgi-mento ci ha introdotti nel cuore di una “primavera spi-rituale cristiana”, che consideriamo voluta dalla Provvi-denza divina, come anticipazione e preparazione dell’auspicata “primavera araba”». Ha fatto poi riferi-mento all’attualità, con la preghiera «affinché gli eventi cruenti, le manifestazioni in corso e i sacrifici si trasfor-mino in un parto che dia vita a questa “primavera”. Non c’è alcun dubbio — ha aggiunto — che l’esortazione apostolica che lei ha firmato l’altro ieri, e che consegne-rà ufficialmente durante questa celebrazione eucaristica, traccerà, per le nostre Chiese, un programma per questa primavera». Il patriarca ha anche manifestato i sentimenti di timo-re per il futuro «che proviamo in quanto cristiani in questa regione. Sono sentimenti legittimi degli individui e delle comunità in un tempo di grandi sconvolgimen-ti». Tuttavia, ha detto di nutrire speranza e di contare «sulla presa di coscienza da parte dei nostri fratelli mu-sulmani dell’importanza della diversità nei nostri Paesi arabi, e della comunione ineluttabile tra essi e i cristiani, in quanto loro concittadini, sulla base della civiltà dell’amore, dei diritti dell’uomo e delle libertà pubbli-che, in particolare la libertà di religione e di coscienza, la pratica democratica e il dialogo costruttivo». Infine, il patriarca ha ribadito l’impegno dei cristiani per la pace e per la giustizia e ha ringraziato il Pontefi-ce per questo viaggio storico. «Non si tratta — ha con-cluso — di un mero passaggio per il Libano, Porta dell’Oriente, bensì di una conferma della presenza per-manente della Sede di Pietro in questa regione del mon-do, che consacra una presenza cristiana bimillenaria».© Osservatore Romano - 17-18 settembre 2012