Numeri record al Sinodo per la nuova evangelizzazione
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- Creato: 06 Ottobre 2012
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Presenze record al Sinodo. Con i 262 partecipanti si tocca il numero più alto nella storia di tutte le assemblee: sono nove i padri sinodali in più rispetto alla precedente assemblea ordinaria del 2008. Ma so-no oltre 400 le persone che «stanno per iniziare la grande avventura del Sinodo», tenendo contro del perso-nale tecnico, degli assistenti, degli addetti stampa e dei traduttori. Per l’arcivescovo Nikola Eterović, segre-tario generale del Sinodo dei vesco-vi, «anche nell’aumento del numero dei partecipanti si riconosce l’impegno di tutti a dare un forte contri-buto alla missione della nuova evan-gelizzazione per la trasmissione del-la fede cristiana». Per delineare il profilo dell’assemblea, nella mattina di venerdì 5 otto-bre, il presule ha incontrato i gior-nalisti per un briefing nella Sala Stampa della Santa Sede. Presentando i padri sinodali, il se-gretario generale ha rimarcato come 103 vengano dall’Europa; 63 dall’America; 50 dall’Africa; 39 dall’Asia e 7 dall’Oceania. La mag-gioranza dei padri sinodali — ha ri-levato — «è stata eletta: 172 sono sta-ti votati delle Conferenze episcopali e 10 dall’Unione dei superiori gene-rali; 3 sono stati designati dalle Chiese orientali cattoliche sui iuris; 37 partecipanoex officio; 40 sono sta-ti nominati dal Papa». Entrando an-cor più nel dettaglio, ci saranno «6 patriarchi, 49 cardinali, 3 arcivescovi maggiori (di cui uno è cardinale), 71 arcivescovi, 120 vescovi e 14 sacerdo-ti». Monsignor Eterović ha anche precisato «gli uffici che svolgono: 10 sono capi delle Chiese orientali sui iuris, 32 presidenti delle Conferenze episcopali, 26 capi dei dicasteri della Curia romana, 211 ordinari e 11 ausi-liari». Significativa, poi, la partecipazio-ne ai lavori di 45 esperti e di 49 udi-tori, «uomini e donne che porteran-no l’esperienza viva dei laici — ha detto il segretario generale del Sino-do — e che sono stati scelti tra tanti specialisti e persone impegnate nell’evangelizzazione in tutti e cin-que i continenti». Un pensiero lo ha rivolto alle diverse realtà ecclesiali laicali e soprattutto alle «tante fami-glie cristiane che fanno evangelizza-zione con la loro stessa esistenza». Anche a questa assemblea è an-nunciata la partecipazione dei dele-gati fraterni, «rappresentanti di 15 Chiese e Comunità ecclesiali che non sono ancora in piena comunio-ne con la Chiesa cattolica». Ed «è significativo che anche il loro nume-ro sia aumentato rispetto alle assem-blee precedenti». Monsignor Etero-vić ha tenuto a rimarcare il «notevo-le contributo ecumenico» che verrà dalla partecipazione dell’a rc i v e s c o v o di Canterbury e primate della Co-munione anglicana, Rowan Wil-liams, che mercoledì 10 ottobre in-terverrà ai lavori «per illustrate il te-ma sinodale dal punto di vista an-glicano»: e del patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I che prenderà parte alla celebrazione dell’11 ottobre, all’inizio dell’Anno della fede, «e rivolgerà un indirizzo al Papa e a tutti i partecipanti». Al Sinodo ci saranno tre invitati speciali: fratello Alois, priore di Tai-zé, che «porterà un’esperienza di evangelizzazione dei giovani in un ambienete ecumenico»; il reverendo Lamar Vest, statunitense, presidente dell’American Bible Society; e Wer-ner Arber, Premio Nobel per la me-dicina nel 1978, protestante, profes-sore di microbiologia nel Biozen-trum dell’Università svizzera di Ba-silea e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, che il 12 ottobre «fornirà alcune riflessioni sul rapporto tra scienza e fede». L’arcivescovo Eterović — assicu-rando che il rapporto con i giornali-sti sarà particolarmente curato — ha anche presentato il programma dei lavori, «approvato debitamente dal Santo Padre». Sono previste 23 con-gregazioni generali e 8 sessioni dei circoli minori. Nella prima riunione, i componenti dei 12 circoli minori, divise per le cinque lingue ufficiali del Sinodo, sceglieranno un mode-ratore e un relatore. «Come indica il nome stesso — ha spiegato il segreta-rio generale — il moderatore dovrà appunto moderare le discussioni, mentre il relatore dovrà esporre il contenuto essenziale del risultati di tali discussioni nella congregazione generale di venerdì 19 ottobre». Nel primo giorno di lavori, lunedì 8, «sono previste le relazioni del se-gretario generale e del relatore gene-rale, il cardinale Donald William Wuerl, arcivescovo di Washington. Quindi nella sessione pomeridiana sono programmati brevi interventi di rappresentanti dell’episcopato dei cinque continenti per indicare com’è stato percepito il tema sinodale nella realtà delle Chiese particolari». Il 19 ottobre, poi, nel pomeriggio il cardi-nale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i Vescovi, «riferi-rà sulla ricezione dell’esortazione apostolica post-sinodaleVerbum Do-mini, risultato della dodicesima as-semblea generale ordinaria del Sino-do dei vescovi che ha avuto luogo nell’ottobre 2008». Nessuna novità sulla metodologia dei lavori. Ogni padre avrà così a disposizione cinque minuti per svol-gere il proprio intervento nelle con-gregazioni generali. Nella discussio-ne libera, prevista in ogni congregazione generale dalle ore 18 alle ore 19, lo spazio per l’intervento è di 3 minuti «per favorire una maggiore partecipazione alla discussione quale espressione della comunione e del senso collegiale». Non dovrebbero superare i 4 minuti gli interventi dei delegati fraterni, degli uditori e delle uditrici. Testi più lunghi possono es-sere però consegnati alla segreteria generale. Inoltre «per facilitare il lavoro e guadagnare tempo saranno adopera-ti gli apparecchi di votazione elet-tronica. Tuttavia, considerando l’im-portanza delle votazioni delle Pro-posizioni, sarà mantenuta la prassi collaudata secondo la quale tale vo-tazione sarà fatta sia per iscritto sia in modo elettronico». Oltretutto «le Proposizioni possono essere votate, per iscritto, anche dai padri sinodali impediti a partecipare alla congrega-zione generale». Lo spoglio delle schede cartacee sarà affidato a una commissione di scrutinio «che verrà formata a suo tempo». L’arcivescovo Eterović ha infine auspicato che dai lavori sinodali arrivi «una risposta adeguata alla se-te di Dio che si avverte nelle nostre civiltà secolarizzate». La nuova evangelizzazione, ha precisato, «riguarda tutti i cristiani, ovunque essi vivano».
© Osservatore Romano - 6 ottobre 2012