Prospettiva comune per lo sviluppo dell’Europa
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- Creato: 10 Ottobre 2012
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di RICCARDO BURIGANA Cosa possono proporre i cristiani per uscire dalla crisi economica in Europa? Cosa i cristiani intendono per “buon lavoro”? Sono queste al-cune delle domande alle quali vuole rispondere la rete Church Action on Labour and Life (Call) i cui membri sono riuniti fino al 10 ottobre a Bru-xelles, in Belgio, per la terza assem-blea. Si tratta di una rete di comu-nità e organizzazioni ecumeniche in Europa impegnate nel campo delle questioni economiche e sociali. La rete è infatti sorta come una prima risposta alla crisi economica da par-te della Conferenza delle Chiese eu-ropee, che ha auspicato la collabo-razione di tutti i cristiani. In questi anni, grazie anche alla vasta partecipazione di rappresen-tanti di tradizioni e confessioni di-verse, Call si è venuta configurando come un soggetto particolarmente attivo del dibattito sociale nel Con-tinente, offrendo numerosi contribu-ti di carattere ecumenico per miglio-rare le politiche definite dalle istitu-zioni europee e dai governi naziona-li. La rete interagisce con queste istituzioni anche attraverso la realiz-zazione di una serie di progetti di carattere locale, che si richiamavano alle finalità del movimento ecumeni-co in Europa. Call si propone come luogo nel quale poter scambiare del-le riflessioni in un spirito di ascolto e dialogo per sviluppare posizioni sempre più condivise dai cristiani, in modo da rendere efficaci le loro proposte per migliorare la società. La struttura ha così costruito nuovi “p onti” tra le comunità religiose e la società europea, operando nel cam-po dell’integrazione, della coopera-zione e dell’educazione per riaffer-mare i valori cristiani e la missione della Chiesa. L’assemblea vuole essere da una parte un momento di bilancio di questi primi anni di lavoro e dall’al-tra occasione per definire nuove proposte con le quali contribuire a uscire dalla crisi economica. Il pro-gramma prevede anche una relazio-ne da parte del responsabile della direzione generale del dicastero per l’occupazione, gli affari sociali e l’integrazione della Commissione europea, Koos Richelle. Al rappre-sentante è stato chiesto di tracciare un quadro delle iniziative promosse dalle istituzioni a favore del mercato del lavoro, dal momento che per la rete ecumenica la disoccupazione, e in una qualche misura il lavoro precario, rappresentano le emergen-ze primarie da affrontare nell’imme-diato. Tra gli interventi figura anche quello del pastore Dieter Heidt-mann che presenterà, in qualità di coordinatore, una relazione sugli ul-timi due anni di attività della rete. La relazione prenderà in esame l’as-sistenza spirituale nei luoghi di la-voro, che rappresenta uno dei campi privilegiati di applicazione anche al-la luce della provenienza multietnica e multireligiosa dei lavoratori. I luo-ghi di lavoro, si sottolinea, costitui-scono un mondo nel quale i cristia-ni sono chiamati a testimoniare l’ac-coglienza dell’altro secondo l’inse-gnamento evangelico. Heidtmann prenderà inoltre in esame i progetti che sono stati attivati riguardo alla questione del precariato nel lavoro, con particolare riferimento alle cam-pagne informative sui diritti dei la-voratori, anche di quelli che proven-gono da Paesi extra-europei. Verrà poi affrontata la questione riguardante il rispetto della domeni-ca come giorno dedicato interamen-te al Signore e alle relazioni umane, liberando la festività da una logica commerciale, contro la quale si sono moltiplicate una serie di iniziative ecumeniche, soprattutto nell’E u ro p a centro-settentrionale. Infine si darà conto dei progetti per la costruzione di un’economia sostenibile, anche alla luce del convegno internaziona-le, promosso proprio dalla rete, «Escaping the Growth Trap», che si è tenuto all’Accademia evangelica di Bad Boll (Germania) nell’aprile 2011. Il convegno ha costituito un primo confronto su quanto i cristia-ni potrebbero fare per intervenire nella definizione di una nuova poli-tica economica, rispettosa dell’am-biente, in linea con la riflessione sulla salvaguardia del creato. La relazione di Heidtmann sarà quindi ripresa nell’ambito del lavoro dei gruppi di studio, che costitui-scono una parte fondamentale dell’assemblea e che si propongono di favorire la condivisione delle esperienze per formulare nuovi pro-getti ecumenici, così da migliorare le condizioni economiche e sociali dell’E u ro p a . I lavori della seconda giornata dell’assemblea sono stati program-mati presso il Parlamento europeo per sottolineare la necessità di raf-forzare i rapporti tra l’azione dei cristiani e le istituzioni europee, allo scopo di affrontare insieme la crisi economica e spirituale che sta inve-stendo anche l’Europa. La giornata è stata dedicata a una riflessione sul lavoro precario, che rappresenta «la sfida per l’Europa», come è stato in-dicato in occasione della presenta-zione dell’assemblea. Interventi di membri del Parlamento europeo e di rappresentanti di Call si sono al-ternati per favorire un confronto, così da individuare delle soluzioni per uscire dalla crisi economica, raf-forzando o riscoprendo la dimensio-ne etica del lavoro. Ampio spazio sarà infatti dedicato proprio al di-battito sulla definizione di “buon la-v o ro ” secondo le riflessioni ecume-niche più recenti. Durante il dibatti-to sono chiamate a confrontarsi an-che le diverse visioni cristiane sul rapporto tra lavoro e famiglia e la-voro e società, in una prospettiva di comprensione di queste diversità e nel comune intento di porre al cen-tro della riflessione i valori umani che non sono negoziabili. In occasione dell’assemblea, che sarà accompagna da momenti di preghiera per riaffermare la centrali-tà di questa dimensione nel cammi-no ecumenico, si svolgeranno anche le elezioni dei membri del nuovo gruppo di coordinamento. Al grup-po spetterà il compito di proseguire quanto si è venuto definendo in questi primi anni di attività, nei quali Call si è rivolta ai cristiani per chiedere di favorire in Europa la so-lidarietà, la lotta contro le spinte na-zionalistiche e le sperequazioni eco-nomiche e sociali, così da promuo-vere una comune prospettiva cristia-na nel dibattito sulle politiche euro-pee in campo economico, sociale e ecologico. L’assemblea è pertanto momento privilegiato per favorire le nuove iniziative volte a riaffermare la centralità della testimonianza ecu-menica nel costruire la futura società europea.
© Osservatore Romano - 10 ottobre 2012